Bruxelles – La difesa è la priorità strategica su cui l’Unione europea dovrebbe puntare per rafforzare il proprio ruolo sulla scena globale. È quanto emerge dal sondaggio di autunno 2025 dell’Eurobarometro, lo strumento ufficiale delle istituzioni e delle agenzie Ue per monitorare l’opinione pubblica sui temi europei. L’indagine, condotta a novembre scorso attraverso interviste, ha coinvolto 26.453 cittadini di tutti gli Stati membri di età compresa tra i 15 e i 30 anni. Ma dai risultati non arriva solo un appello all’azione per un’UE più forte nell’attuale contesto internazionale: arriva forte anche il timore per lo scenario economico, il costo della vita e l’inflazione.
Difesa e sicurezza è l’elemento principale da rafforzare per il futuro dell’Ue secondo il 40 per cento degli intervistati ed appare come prima scelta nelle risposte delle persone di 17 Stati membri su 27, con i picchi di Lituania (al 55 per cento), Cipro (50 per cento), Danimarca (49 per cento) e Polonia (48 per cento). Inoltre, per il 66 per cento dei giovani l’Unione dovrebbe assumere un ruolo più incisivo nella protezione dei cittadini. Una visione in linea con le priorità della stessa Unione europea che, per i prossimi anni, punta ad un rafforzamento della difesa europea attraverso il piano (prima ReArm) Readiness 2030, che mira a stimolare e potenziare gli investimenti nel settore.
Nel dettaglio, il 72 per cento degli intervistati indica i conflitti e le guerre ai confini dell’Ue come la principale fonte di preoccupazione, seguiti dal terrorismo (67 per cento) e dai cyber-attacchi provenienti da Paesi extra-Ue (66 per cento). Su quest’ultimo fronte, l’Italia, con l’83% delle risposte, è il Paese più preoccupato dal rischio di attacchi terroristici.
Ma se la sicurezza e la difesa sono priorità strategiche per il futuro, a preoccupare qui ed ora gli europei sono l’inflazione, la crescita dei prezzi e il costo della vita (a 41 pct) seguita dall’economia (a 35 pct): sono queste le priorità sulle quali il Parlamento europeo dovrebbe concentrarsi, facendo scendere la difesa al terzo posto con 34 punti percentuali, davanti alla salute pubblica (32 per cento).
Sul piano sociale e comunicativo, il 69 per cento dei giovani si dichiara “altamente preoccupato” per il fenomeno della disinformazione, con la Spagna che registra il dato più elevato, con l’85 per cento, mentre pace e democrazia, rispettivamente al 52 pct e 35 pct, sono i valori che il Parlamento europeo dovrebbe primariamente difendere.
Bene la visione complessiva sull’appartenenza all’Ue, che è al 62 pct, ma con dei limiti: se per l’Irlanda ben l’86 per cento è contento della membership Ue, solo il 40 per cento di giovani greci si dichiara felice e fino al 41 per cento neutrale. L’Italia, sotto la media Ue, si ferma al 52%, comunque più di uno su due intervistati.
Infine, le instabilità geopolitiche gettano nubi sulle opinioni degli europei rispetto al futuro: qui il 52 per cento degli intervistati si dice “totalmente pessimista” quanto all’avvenire del mondo, ma anche dell’Unione europea (39 pct) e del proprio Paese (41 pct). Di contro, il quadro sembra meno fosco a livello personale: oltre tre quarti degli europei (76 pct) sono ottimisti riguardo al futuro proprio e delle loro famiglie.


![La presidente della BCE, Christine Lagarde [Francoforte,16 marzo 2023. Foto: IPA agency]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/02/IPA_Agency_IPA36844684-350x250.jpg)



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