Bruxelles – Cala l’inflazione: secondo una stima rapida di Eurostat, l’Ufficio statistico dell’Unione Europea, a gennaio nell’area dell’euro dovrebbe attestarsi all’1,7 per cento rispetto al 2 per cento di dicembre. Considerando le principali componenti nella zona euro, si prevede che i servizi registrino il tasso annuo più elevato a gennaio (3,2 per cento, rispetto al 3,4 per cento di dicembre), seguiti da alimentari, alcol e tabacco (2,7 per cento, rispetto al 2,5 per cento di dicembre), beni industriali non energetici (0,4 per cento, rispetto allo 0,3 per cento di dicembre) ed energia (-4,1 per cento, rispetto al -1,9 per cento di dicembre). Per ora i tassi più elevati si attendono in Slovacchia (4,2 per cento), Croazia (3,6 per cento), Lituania (2,8 per cento), Lettonia e Irlanda (entrambe a 2,6 per cento). Al polo opposto, Francia (0,4 per cento), Finlandia e Italia (entrambe stimate all’1 per cento), Belgio (1,4 per cento).
Ma se il nuovo anno si apre con una buona notizia per il portafoglio degli europei, quello vecchio si è chiuso con un calo dei prezzi alla produzione industriale. Secondo i dati di Eurostat, a dicembre rispetto a novembre 2025, i prezzi alla produzione industriale sono diminuiti dello 0,3 per cento nell’area dell’euro e dello 0,4 per cento nell’UE. A novembre 2025, invece, i prezzi erano cresciuti dello 0,7 per cento nell’area dell’euro e dello 0,8 per cento nell’UE. Rispetto allo stesso mese del 2024, a dicembre i prezzi alla produzione industriale sono diminuiti del 2,1 per cento nell’area dell’euro e dell’1,9 per cento nell’UE. In generale, Eurostat rileva che la media annua dei prezzi alla produzione industriale per l’anno 2025, rispetto al 2024, è aumentata dello 0,3 per cento nell’area dell’euro e dello 0,5 per cento nell’UE.
In particolare, nell’area dell’euro, a dicembre 2025, rispetto a novembre 2025, i prezzi alla produzione industriale sono aumentati dello 0,3 per cento per i beni intermedi e dello 0,2 per cento per i beni di consumo durevoli, mentre sono diminuiti dell’1,2 per cento per l’energia, dello 0,1 per cento per i beni strumentali e dello 0,2 per cento per i beni di consumo non durevoli. I prezzi dell’industria totale, esclusa l’energia, sono cresciuti dello 0,1 per cento. Nell’UE, i prezzi alla produzione industriale sono saliti dello 0,3 per cento per i beni intermedi, dello 0,1 per cento per i beni strumentali e dello 0,2 per cento per i beni di consumo durevoli, mentre sono calati dell’1,3 per cento per l’energia e dello 0,2 per cento per i beni di consumo non durevoli. I prezzi dell’industria totale, esclusa l’energia, sono aumentati dello 0,1 per cento.
Le maggiori diminuzioni mensili dei prezzi alla produzione industriale sono state registrate in Estonia (-3 per cento), Irlanda (-2,8 per cento) e Danimarca (-1,9 per cento). Gli aumenti più sensibili, invece, sono stati osservati in Bulgaria (+1,4 per cento), Portogallo (+0,5 per cento), Belgio e Romania (entrambi +0,4 per cento). L’Italia ha riportato il -0,9 per cento a dicembre su novembre.
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