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    Home » Politica Estera » Gaza, la commissaria UE Šuica respinge le critiche sul Board of Peace e insiste: “Non chiudiamo gli unici canali esistenti”

    Gaza, la commissaria UE Šuica respinge le critiche sul Board of Peace e insiste: “Non chiudiamo gli unici canali esistenti”

    Con Šuica erano 'osservatori' a Washington altri 12 Paesi UE, più Ungheria e Bulgaria membri effettivi. La Commissione "può accettare inviti di questo tipo come forma di cortesia internazionale", si è difesa. Ma "nessun sostegno implicito" al Board of Peace

    Simone De La Feld</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@SimoneDeLaFeld1" target="_blank">@SimoneDeLaFeld1</a> di Simone De La Feld @SimoneDeLaFeld1
    25 Febbraio 2026
    in Politica Estera
    La commissaria UE per il Mediterraneo, Dubravka Suica, al Parlamento europeo

    La commissaria UE per il Mediterraneo, Dubravka Suica, al Parlamento europeo

    Bruxelles – A quasi una settimana dalla prima seduta del Board of Peace di Donald Trump, Dubravka Šuica – la commissaria europea ‘osservatrice’ all’incontro – ne ha dato oggi (25 febbraio) un primo resoconto agli eurodeputati della commissione Affari esteri (AFET). Senza alcun mandato dai Paesi membri, ha spiegato di essersi recata a Washington “su richiesta di Ursula von der Leyen e in sua sostituzione“. E ne ha rivendicato l’utilità: “Dobbiamo far parte di questa conversazione, non possiamo chiudere gli unici canali esistenti”.

    Šuica ha spiegato che “due terzi dell’incontro” sono stati dedicati a Gaza e solo un terzo all’isituzione di regole e procedure interne all’organizzazione. “La mia partecipazione è stata limitata al segmento della riunione specificamente dedicato a Gaza”, ha insistito. La commissaria per il Mediterraneo ha respinto le critiche piovute da diverse capitali UE, perché “è nelle competenze della Commissione europea, in quanto rappresentante esterno dell’Unione, accettare inviti di questo tipo come forma di cortesia internazionale“. Šuica ha inoltre sottolineato che a Washington erano rappresentati 14 Paesi dell’UE: Ungheria e Bulgaria come membri del Board, Cipro, Italia, Repubblica Ceca, Croazia, Slovacchia, Austria, Germania, Finlandia, Grecia, Paesi Bassi, Polonia e Romania come osservatori.

    Ma in ballo c’è di più di un potenziale vizio procedurale interno all’Unione. C’è il rischio, evidenziato anche dai membri della commissione AFET, che la presenza dell’esecutivo UE nel Consiglio di pace trumpiano ne legittimi l’esistenza e gli scopi. Che Bruxelles finisca, con questa scelta, per contribuire all’erosione dell’ordine internazionale e del ruolo delle Nazioni Unite.

    Un rischio calcolato, sembrerebbe, perché secondo Šuica (e von der Leyen che ce l’ha mandata) la priorità è “non chiudere gli unici canali esistenti in questo momento”. Pur chiarendo una volta di più che “l’Unione europea non è membro del Board of Peace”, Šuica ha sottolineato che per sostenere l’attuazione della risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU per la pace a Gaza “dobbiamo far parte di questa conversazione”. La risoluzione 2803, votata lo scorso novembre, attribuisce in sostanza al Board of Peace il compito di supervisionare all’amministrazione temporanea della Striscia.

    board of peace trump
    Donald Trump presenta il Board of Peace al World Economic Forum di Davos [Via Imagoeconomica]
    Nel frattempo però, Trump ne ha ampliato il mandato per farne una sorta di organizzazione parallela all’ONU deputata a risolvere tutti i conflitti, si è auto-proclamato presidente (senza una scadenza), ha scelto personalmente chi invitare e chi no e ha fissato la quota (un miliardo di euro) da pagare per esserne membro permanente. Ma la presenza di Šuica “non può essere interpretata come un implicito sostegno al Board of Peace da parte della Commissione, né tantomeno dell’Unione”, si autoassolve la commissaria.

    “Ho partecipato in qualità di osservatrice e non sono quindi intervenuta nelle deliberazioni della conferenza. Non era previsto tempo di parola per i non membri, così ho utilizzato quel tempo a margine per parlare con i Paesi partner presenti“, ha proseguito. Šuica ha infine rilanciato: “Potremmo in qualche modo estendere lo scopo del Gruppo dei donatori per la Palestina e farne il nostro Board of Peace”. Alla riunione della piattaforma che coordina aiuti umanitari e finanziari per i territori palestinesi, lo scorso novembre, gli Stati Uniti e Israele non hanno partecipato.

    Tags: board of peacecommissione afetDubravca Šuicagaza

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