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    Home » Difesa e Sicurezza » Ucraina, via libera dalle capitali UE al prestito da 90 miliardi: acquisti di armi da Paesi terzi solo in caso di “necessità urgenti”

    Ucraina, via libera dalle capitali UE al prestito da 90 miliardi: acquisti di armi da Paesi terzi solo in caso di “necessità urgenti”

    Armi ed attrezzature militari dovrebbero "in linea di principio" essere acquistati solo da aziende dell'UE, dell'Ucraina stessa o dei paesi SEE-EFTA. Mentre l'assistenza macro-finanziaria "sarà subordinata a rigorose condizioni, quali il rispetto dello Stato di diritto, compresa la lotta alla corruzione"

    Simone De La Feld</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@SimoneDeLaFeld1" target="_blank">@SimoneDeLaFeld1</a> di Simone De La Feld @SimoneDeLaFeld1
    5 Febbraio 2026
    in Difesa e Sicurezza
    Il presidente dell'Ucraina, Voldymyr Zelensky, con il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa [Bruxelles, 23 ottobre 2025. Foto: European Council]

    Il presidente dell'Ucraina, Voldymyr Zelensky, con il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa [Bruxelles, 23 ottobre 2025. Foto: European Council]

    Bruxelles – Dopo qualche settimana di stallo, tra le capitali UE prevale il senso di urgenza sul prestito all’Ucraina da 90 miliardi di euro: ieri (5 febbraio) la presidenza cipriota del Consiglio dell’UE è riuscita a riassumere in un testo di compromesso le richieste dei 27, ed in particolare a conciliare le insistenze francesi sul principio del Buy European con la necessità di garantire con rapidità le armi di cui Kiev ha bisogno sul campo di battaglia. Il testo approvato dai Paesi membri concede alcune deroghe e prevede che l’Ucraina potrà acquistare prodotti da Paesi terzi solo “in caso di necessità urgente e qualora non siano disponibili prodotti equivalenti in Europa”.

    Il maxi-prestito, come indicato dai capi di stato e di governo dell’UE lo scorso dicembre, sarà finanziato attraverso prestiti dell’UE sui mercati dei capitali e sarà garantito dal bilancio comunitario. Kiev sarà tenuta a rimborsarlo solo dopo che la Russia avrà pagato i risarcimenti di guerra. Vista l’opposizione di Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca, la decisione è stata presa attraverso la procedura di cooperazione rafforzata con la partecipazione di 24 Stati membri. “Accolgo con favore questo importante passo avanti che prevede lo stanziamento di 90 miliardi di euro a favore dell’Ucraina, appena tre settimane dopo la presentazione della nostra proposta. Ora attendo con interesse anche la posizione del Parlamento”, ha commentato in un post su X la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, sottolineando che si tratta di “un potente simbolo della nostra ferrea solidarietà con l’Ucraina, mentre ci avviciniamo al quarto anniversario dell’inizio dell’invasione su vasta scala da parte della Russia”.

    Ursula von der Leyen presenta la proposta di regolamento per il prestito all’Ucraina, 14/01/26

    Dei 90 miliardi per il prossimo biennio, 30 saranno destinati al sostegno macroeconomico e attuati attraverso lo strumento UE per l’Ucraina, mentre 60 saranno utilizzati per sostenere la capacità dell’Ucraina di investire nelle capacità industriali di difesa e di acquistare attrezzature militari. Per quanto riguarda la prima linea di prestito, quella dell’assistenza economica, sarà inquadrata in una strategia di finanziamento che sarà preparata dal governo di Kiev e approvata dai Paesi membri. Il finanziamento – sottolinea il Consiglio dell’UE in una nota – “sarà subordinato a rigorose condizioni, quali il rispetto dello Stato di diritto, compresa la lotta alla corruzione”.

    Il nodo principale, però, era sui restanti due terzi del totale, quelli dedicati alla difesa dall’aggressione russa. I 24 hanno affermato che armi ed attrezzature militari dovrebbero “in linea di principio” essere acquistati solo da aziende dell’UE, dell’Ucraina stessa o dei Paesi SEE-EFTA (Islanda, Liechtenstein e Norvegia). Ma il Consiglio ha previsto una serie di deroghe mirate, nei casi in cui in tali Paesi non esistano o non siano disponibili prodotti “nella quantità richiesta e con tempi di consegna commisurati all’urgenza della situazione e alle esigenze operative immediate dell’Ucraina”, o se “i tempi di consegna di tali prodotti sono notevolmente inferiori rispetti a quelli di prodotti” provenienti dall’UE e dai Paesi SEE-EFTA.

    In questi casi, il Consiglio ha istituito due categorie di Paesi terzi che potranno essere direttamente associati al prestito di sostegno all’Ucraina per quanto riguarda prodotti specifici della difesa. Quelli che hanno concluso un accordo bilaterale per l’UE per l’accesso a SAFE, lo strumento da 150 miliardi di euro per prestiti per investimenti sulla difesa, e quelli che “hanno stretto un partenariato in materia di sicurezza e difesa con l’UE, che si sono impegnati a fornire un contributo finanziario equo e proporzionato ai costi derivanti dal prestito e che stanno fornendo un sostegno finanziario e militare significativo all’Ucraina”.

    Il Parlamento europeo ha calendarizzato il voto sul prestito da 90 miliardi a Kiev in una sessione straordinaria dedicata all’Ucraina il 24 febbraio, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. Dopodiché, il regolamento che attua il maxi-prestito sarà oggetto di negoziati tra il Consiglio e il Parlamento. Il Consiglio dovrebbe inoltre richiedere, mediante procedura scritta, l’approvazione dell’Eurocamera su una modifica dell’attuale quadro finanziario pluriennale per garantire l’assistenza finanziaria a titolo del bilancio dell’UE.

    Tags: buy europeanConsiglio dell'Uereparation loanucraina

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