Bruxelles – Avanti con l’euro digitale, una volta per tutte, ora più che mai. L’Aula del Parlamento europeo prova a imprimere una svolta su un dossier, quello di un sistema di pagamento tutto europeo per la transazioni non in contanti, fermo in entrambi i rami UE. Per la prima volta da inizio legislatura si forma una maggioranza chiara a sostegno del progetto alternativo ai circuiti convenzionali. Due emendamenti vengono aggiunti al testo di relazione sull’attività annuale della Banca centrale europea (BCE), con numeri che in entrambi i casi mostrano una convergenza politica inequivocabile: 420 ‘sì’, 158 ‘no’ e 64 astenuti nel primo caso, 438 ‘sì’, 158 ‘no’ e 44 astenuti nel secondo.
Quello che si chiede, al Parlamento come al Consiglio dell’UE, è di far ripartire il file e approvarlo in tempi rapidi: “In un contesto di accresciuta incertezza geopolitica e di eccessiva dipendenza dalle infrastrutture di pagamento di Paesi terzi, l’introduzione di un euro digitale, concepito per integrare i servizi bancari in contanti e privati, è essenziale per rafforzare la sovranità monetaria dell’UE“. E’ questo l’emendamento chiave dal forte contenuto politico, che offre un mandato per approvare la proposta di euro digitale.
Il secondo aspetto riguarda sovranità e autonomia strategica: “La crescente digitalizzazione dei pagamenti, se lasciata esclusivamente ad attori privati e di Paesi terzi, rischia di creare nuove forme di esclusione sia per gli utenti che per gli esercenti”, recita l’altro emendamento, in un chiaro invito a predisporre alternative a Visa e Mastercard per i pagamenti all’interno dell’UE e del suo mercato unico.
Euro digitale, l’Ue presenta il sistema di pagamento elettronico tutto europeo
Il voto dell’Aula risponde dunque agli inviti della BCE, peraltro non nuovi, di procedere con l’iter legislativo di un progetto quanto mai strategico di fronte a scenari tutti nuovi. L’ultimo appello, in tal senso, è giunto dalla stessa presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, proprio alla vigilia del voto di oggi (10 febbraio). L’euro digitale, ha ribadito proprio agli europarlamentari, “sarà costruito su un’infrastruttura completamente europea, evitando un’eccessiva dipendenza da fornitori stranieri per i sistemi di pagamento essenziali per il funzionamento della nostra economia”.
Esulta il relatore del testo, Pasquale Tridico (M5S/laSinistra): “Con l’approvazione degli emendamenti bipartisan, a mia prima firma, al rapporto annuale della BCE togliamo ogni scusa e pretesto che finora ha bloccato il varo dell’euro digitale”. L’importanza del voto, spiega, sta nei numeri e in ciò che nascondono: “Tra i primi dieci sistemi di pagamento più utilizzati in Europa nessuno è europeo”. Vuol dire che, continua l’esponente dei 5 Stelle, “questa dipendenza dai provider extra-europei non è solo fattore di instabilità, ma rappresenta anche un costo occulto per i cittadini in termini di commissioni, signoraggio e raccolta dati”. Dello stesso avviso anche Nicola Zingaretti, capodelegazione del PD in Parlamento europeo: “L’euro digitale non è solo una questione tecnica, ma una scelta politica. Significa rafforzare l’indipendenza e l’autonomia dell’Europa nei pagamenti elettronici, riducendo la dipendenza da infrastrutture di Paesi terzi”.







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