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    Home » Economia » L’Aula rilancia l’euro digitale: larga maggioranza al Pe per far ripartire l’iter legislativo

    L’Aula rilancia l’euro digitale: larga maggioranza al Pe per far ripartire l’iter legislativo

    L'Eurocamera adotta emendamenti che chiedono la rapida adozione del progetto di pagamento tutto europeo in alternativa ai circuiti internazionali. FdI si sfila da ECR e vota con PD e M5S. La Lega si astiene, spaccato il PPE

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    10 Febbraio 2026
    in Economia

    Bruxelles – Avanti con l’euro digitale, una volta per tutte, ora più che mai. L’Aula del Parlamento europeo prova a imprimere una svolta su un dossier, quello di un sistema di pagamento tutto europeo per la transazioni non in contanti, fermo in entrambi i rami UE. Per la prima volta da inizio legislatura si forma una maggioranza chiara a sostegno del progetto alternativo ai circuiti convenzionali. Due emendamenti vengono aggiunti al testo di relazione sull’attività annuale della Banca centrale europea (BCE), con numeri che in entrambi i casi mostrano una convergenza politica inequivocabile: 420 ‘sì’, 158 ‘no’ e 64 astenuti nel primo caso, 438 ‘sì’, 158 ‘no’ e 44 astenuti nel secondo.

    Quello che si chiede, al Parlamento come al Consiglio dell’UE, è di far ripartire il file e approvarlo in tempi rapidi: “In un contesto di accresciuta incertezza geopolitica e di eccessiva dipendenza dalle infrastrutture di pagamento di Paesi terzi, l’introduzione di un euro digitale, concepito per integrare i servizi bancari in contanti e privati, è essenziale per rafforzare la sovranità monetaria dell’UE“. E’ questo l’emendamento chiave dal forte contenuto politico, che offre un mandato per approvare la proposta di euro digitale.

    Il secondo aspetto riguarda sovranità e autonomia strategica: “La crescente digitalizzazione dei pagamenti, se lasciata esclusivamente ad attori privati e di Paesi terzi, rischia di creare nuove forme di esclusione sia per gli utenti che per gli esercenti”, recita l’altro emendamento, in un chiaro invito a predisporre alternative a Visa e Mastercard per i pagamenti all’interno dell’UE e del suo mercato unico.

    Euro digitale, l’Ue presenta il sistema di pagamento elettronico tutto europeo

    Il voto dell’Aula risponde dunque agli inviti della BCE, peraltro non nuovi, di procedere con l’iter legislativo di un progetto quanto mai strategico di fronte a scenari tutti nuovi. L’ultimo appello, in tal senso, è giunto dalla stessa presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, proprio alla vigilia del voto di oggi (10 febbraio). L’euro digitale, ha ribadito proprio agli europarlamentari, “sarà costruito su un’infrastruttura completamente europea, evitando un’eccessiva dipendenza da fornitori stranieri per i sistemi di pagamento essenziali per il funzionamento della nostra economia”.

    Esulta il relatore del testo, Pasquale Tridico (M5S/laSinistra): “Con l’approvazione degli emendamenti bipartisan, a mia prima firma, al rapporto annuale della BCE togliamo ogni scusa e pretesto che finora ha bloccato il varo dell’euro digitale”. L’importanza del voto, spiega, sta nei numeri e in ciò che nascondono: “Tra i primi dieci sistemi di pagamento più utilizzati in Europa nessuno è europeo”. Vuol dire che, continua l’esponente dei 5 Stelle, “questa dipendenza dai provider extra-europei non è solo fattore di instabilità, ma rappresenta anche un costo occulto per i cittadini in termini di commissioni, signoraggio e raccolta dati”. Dello stesso avviso anche Nicola Zingaretti, capodelegazione del PD in Parlamento europeo: “L’euro digitale non è solo una questione tecnica, ma una scelta politica. Significa rafforzare l’indipendenza e l’autonomia dell’Europa nei pagamenti elettronici, riducendo la dipendenza da infrastrutture di Paesi terzi”.

    Si spacca il PPE, ‘si’ dei meloniani che votano con il PD e i 5 Stelle

    Nel voto che segna il rilancio politico del progetto di euro digitale si registrano uno scollamento europeo e uno italiano: il primo è rappresentato da una frattura del partito popolare, con il PPE che si divide in tre: i favorevoli, i contrari (ben 48) e gli astenuti (13). Tra i favorevoli, i membri della delegazione italiana. “Con l’adozione dell’emendamento italiano alla relazione annuale sulla BCE vogliamo mandare un messaggio chiaro: i pagamenti sono un servizio essenziale e devono restare sotto controllo europeo“, scandisce Letizia Moratti (FI/PPE).
    Esulta Marco Falcone (FI/PPE), che in commissione Affari economici ha guidato il fronte dei popolari favorevoli alla proposta elaborata a Francoforte, sostenuta da Consiglio e Commissione UE: “Forza Italia continua a praticare l’europeismo dei fatti, lavorando per un’integrazione europea che tuteli cittadini, imprese e stabilità economica”. A suo giudizio, spiega al termine dei lavori, “in un contesto di crescente incertezza geopolitica e di forte dipendenza dalle infrastrutture di pagamento di Paesi terzi, l’introduzione di un euro digitale, che non sostituisce anzi si affianca al contante e ai servizi privati, è uno strumento essenziale per rendere il sistema dei pagamenti europeo più innovativo, competitivo e sicuro”.
    Con Forza Italia vota a favore Fratelli d’Italia, unica delegazione dei conservatori tra i ‘sì’ al progetto di euro digitale, da cui si discosta la Lega, che sceglie la via dell’astensione. Se a livello di partiti di maggioranza in Italia si registra una divergenza, si segnala la convergenza PD-FI-FdI-M5S-AVS.
    Tags: commercioeuro digitaleeurozonaM5s EuropaNicola Zingarettiparlamento europeopasquale tridicosessione plenaria

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