Bruxelles – Protezione degli animali e tutela del loro benessere: per la Commissione europea si può fare, ma con dei limiti. Viene approvata “parzialmente” la specifica iniziativa dei cittadini europei che chiede di rafforzare la protezione di cani, gatti e animali randagi nei rifugi dell’UE e garantire che l’azione dell’UE nei Paesi terzi non contribuisca alla sofferenza degli animali. I promotori chiedono anche ulteriori restrizioni all’uso di cani e gatti a fini scientifici e che “gli strumenti commerciali, di associazione e di finanziamento dell’UE” siano “concepiti in modo tale che i fondi UE, i benefici commerciali o la cooperazione siano concessi solo se vengono rispettati standard minimi per la protezione di cani e gatti”. Inoltre, ritengono che debbano essere promosse “misure sostenibili e umane”.
La materia, però, non è interamente di competenza dell’esecutivo comunitario, ed è per questa ragione che l’iniziativa viene accolta solo laddove si può. Nello specifico le politiche che hanno il benessere degli animali come obiettivo dichiarato sono di competenza esclusiva degli Stati membri, e dunque Bruxelles non avrebbe il potere di proporre atti legislativi con questo scopo affermato. Perciò, la Commissione sta registrando solo parzialmente l’iniziativa, poiché può farlo solo in settori in cui ha il potere di proporre nuove leggi. È il caso dei rifugi per animali, della sperimentazione animale a fini scientifici, del commercio e della cooperazione con i Paesi terzi e dei finanziamenti dell’Unione.
In generale, però, il condizionale è d’obbligo poiché l’iniziativa dei cittadini europei, la proposta per nuove legislazioni avanzata dalla società civile introdotta nel 2012, dopo essere accolta non diventa automaticamente oggetto di lavoro legislativo. I promotori devono ora raggiungere almeno un milione di firme in minimo sette Stati membri dell’UE entro un anno. Solo allora l’esecutivo comunitario potrà eventualmente predisporre o legislazioni nuove o modifiche di quelle esistenti. Ma potrebbe anche avvalersi del diritto di non procedere.
La speciale iniziativa dei cittadini si inserisce comunque in un solco fatto di iniziative politiche che negli ultimi anni ha visto il Parlamento europeo attivarsi per diritti degli animali da compagnia, l’ultima volta la scorsa estate.
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