Bruxelles – L’Italia è quarta tra i Paesi dell’Unione Europea per valore aggiunto del settore agricolo in rapporto al Prodotto interno lordo (PIL), con l’1,8 per cento. È quanto emerge dal rapporto di Eurostat, l’Ufficio statistico dell’UE, sul valore aggiunto della industria agricola nel panorama europeo. I dati si riferiscono al 2024 e l’intero settore agroindustriale europeo ammontava mediamente all’1,2 per cento del PIL dell’Unione, uno 0,1 per cento in più rispetto al 2009.
Il peso dell’agricoltura nelle rispettive economie varia leggermente tra i Paesi europei: valori più elevati si registrano in Grecia (3,2 per cento), in Romania (2,5 per cento) e Spagna (2,3 per cento) mentre quelli minimi ssono in Lussemburgo e Malta, dove l’influenza del valore aggiunto della filiera agricola pesa per lo 0,2 per cento del PIL. Inoltre, tra il 2009 e il 2024, il rapporto tra valore aggiunto agricolo e PIL è cresciuto in 15 Paesi dell’UE. Grecia (+0,9 pp), Lettonia (+0,6 pp) e Spagna (+0,5 pp) hanno registrato gli aumenti maggiori. Al contrario, il peso relativo del settore agricolo è diminuito più drasticamente in Romania (-2,2 pp), Bulgaria (-1,4 pp), Malta e Croazia (entrambe in calo di 0,7 pp).
L’Italia si trova alla quarta posizione nel panorama europeo, a pari merito con Bulgaria e Croatia, con un valore che corrisponde all’1,8 per cento del PIL italiano. Nel 2024, la Penisola nel 2024 deteneva il primato UE per il valore aggiunto dell’industria agricola, contribuendo al 17,4 per cento al totale europeo. Tra le produzioni di eccellenze italiane, ci sono l’uva, con una quota del 34,2 per cento sulla produzione totale europea, e la frutta, bacche e frutta a guscio (esclusi agrumi) con il 22,2 per cento sul totale. Primato assoluto è il latte di bufala che rappresenta il 98% della produzione totale dell’UE e che viene principalmente utilizzato per la produzione di formaggio.
Anche nel settore ittico, l’Italia si conferma uno dei quattro Paesi che coprono i due terzi dell’intera produzione di acquacoltura dell’UE, preceduta da Grecia, Francia e Spagna, e possiede la più grande flotta peschereccia dell’Unione per potenza del motore e per numero di imbarcazioni.





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