Bruxelles – Prodotti di intelligenza artificiale dal contenuto e dal messaggio euro-scettico: la ‘Polexit’ corre su TikTok e l’Unione europea prepara la stretta contro il noto social media. Il fenomeno di diffusione di narrativa anti-europea con conseguente invito a sostenere l’uscita della Polonia dall’Unione europea è qualcosa di conclamato, tanto che l’europarlamentare del PPE, Krzysztof Brejza, si vede costretto a sollevare il caso dinanzi alla Commissione europea per chiedere gli interventi del caso.
“Le caratteristiche di questi contenuti, tra cui il volume, i modelli di distribuzione coordinati e l’uso di voci e personaggi sintetici, suggeriscono la possibilità di una campagna di disinformazione organizzata“, denuncia Brejza nell’interrogazione parlamentare indirizzata all’esecutivo comunitario, a cui fa presente che “secondo le autorità polacche, tale attività rappresenta un rischio tangibile per l’ordine pubblico, la sicurezza informatica e l’integrità del dibattito democratico, non solo in Polonia, ma in tutta l’UE”.
La Commissione europea ha già dei contenziosi aperti con TikTok, per presunte violazioni del regolamento sui servizi digitali (DSA), e potrebbe aprire un nuovo fascicolo a carico della piattaforma cinese. “La Commissione è a conoscenza della diffusione di contenuti generati dall’intelligenza artificiale su TikTok che promuovono l’uscita della Polonia dall’UE”, chiarisce innanzitutto la vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica e la democrazia, Henna Virkkunen. Nel quadro della legge sui servizi digitali, precisa, “ha avviato scambi con il fornitore di TikTok e terze parti in merito agli account interessati”.
I controlli europei su TikTok sono già scattati, dunque, con Bruxelles impegnata nella fase amichevole della procedura. “Le indagini sono in corso e la Commissione continua a raccogliere e analizzare le prove”, continua Virkkunen, lasciando intendere che a Bruxelles si potrebbe anche decidere per la linea dura, vale a dire multe. Per TikTok, del resto, pesa anche il precedente delle elezioni presidenziali romene del 2024, dove il voto sarebbe stato condizionato dalla campagna condotta proprio sul canale social a sostegno del candidato filo-russo Calin Georgescu.











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