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    Home » Cronaca » Esplosione davanti alla sinagoga di Liegi: danni gravi ma nessun ferito, indaga l’antiterrorismo

    Esplosione davanti alla sinagoga di Liegi: danni gravi ma nessun ferito, indaga l’antiterrorismo

    La vetrata dell’edificio è stata distrutta dall’esplosione avvenuta poco prima delle quattro del mattino. Il sindaco Willy Demeyer parla di atto criminale di matrice antisemita, mentre l'esecutivo nazionale annuncia un rafforzamento delle misure di sicurezza in tutto il Belgio

    Giorgio Dell'Omodarme di Giorgio Dell'Omodarme
    9 Marzo 2026
    in Cronaca

    Bruxelles – Nella notte tra domenica 8 marzo e lunedì 9 marzo, si è verificata un’esplosione davanti alla sinagoga di Liegi, città belga della regione francofona della Vallonia. Lo ha comunicato la polizia locale, secondo cui i danni materiali sono stati “considerevoli”, ma nessuno è rimasto ferito. Ad evitare un esito peggiore ha contribuito anche l’orario dell’esplosione, avvenuta poco prima delle 4 del mattino.

    “La vetrata frontale della sinagoga è stata del tutto distrutta”, ha spiegato un portavoce della polizia cittadina, “e anche le finestre degli edifici di fronte si sono rotte”. Quanto alla dinamica dell’evento, un residente in Rue Leon Fredericq (la via della sinagoga) ha raccontato che è stato svegliato da un’esplosione avvenuta proprio di fronte al luogo di culto e in mattinata è stato lo stesso sindaco di Liegi, Willy Demeyer, a confermare che l’esplosione è stata di origine criminale. Maggiori dettagli emergeranno dall’indagine avviata questa mattina dal dipartimento antiterrorismo della Polizia Giudiziaria Federale: “Alla luce dei possibili indizi di un reato terroristico, l’Ufficio del Procuratore federale sta attualmente conducendo le indagini sull’esplosione”, spiega una nota della Procura.

    Nel frattempo, la polizia locale ha chiuso l’accesso alla strada  e ha creato una zona di sicurezza intorno all’area.

    Demeyer ha condannato “il violento atto di antisemitismo, contrario alla tradizione di Liegi fondata sul rispetto degli altri”. Gli ha fatto eco, dal governo nazionale, il primo ministro Bart De Wever, il quale ha espresso “solidarietà nei confronti della comunità ebraica di Liegi e di tutto il Belgio” aggiungendo che “l’antisemitismo è un attacco contro i nostri valori e la nostra società e per questo deve essere combattuto senza alcuna ambiguità”. L’esecutivo nazionale ha anche annunciato che il ministro dell’Interno, Bernard Quintin, arriverà a Liegi questo pomeriggio per fare il punto con le autorità competenti  e “pianificare un rafforzamento delle misure di sicurezza nella città della Vallonia e in altre aree sensibili del Paese”.

    Alla luce della nuova escalation militare in Medio Oriente, l’Organe de Coordination pour l’Analyse de la Menace (l’antiterrorismo belga) ha fissato a 3 su 4 il livello generale di minaccia in Belgio, il che indica che un attacco è considerato “possibile e credibile“. Già lo scorso mercoledì (4 marzo), il ministro-presidente della regione di Bruxelles-Capitale, Boris Dilliès, aveva convocato il Consiglio di Sicurezza Regionale (CORES) per una sessione straordinaria finalizzata a valutare come un conflitto mediorientale prolungato potrebbe influenzare la sicurezza pubblica e le infrastrutture critiche come aeroporti, snodi ferroviari e istituzioni dell’Unione Europea.

    Tags: antisemitismoBart De WeverBelgioBernard QuintinesplosioneLiegisicurezzasinagoga

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