Bruxelles – Tanta, troppa incertezza, trainata e aggravata da un conflitto in Medio Oriente che sulla scia del caro-energia che ne è derivato rischia di rimettere tutto in discussione, laddove tutto vuol dire crescita, competitività, tenuta dell’euro, peso politico e geo-strategico: l’Unione europea e la sua moneta unica hanno tanto da perdere e il presidente dell’Eurogruppo, Kyriakos Pierrakakis, trasmette il senso di urgenza al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, in vista del vertice dell’eurosummit della prossima settimana (19 e 20 marzo).
Nella tradizionale lettera che precede il meeting dei capi di Stato e di governo dei Paesi UE che adottano l’euro, si pone innanzitutto l’accento sui rischi per la tenuta dell’economia: “I fondamentali dell’economia dell’area dell’euro rimangono solidi”. Tuttavia, avverte Pierrakakis, “i recenti sviluppi in Medio Oriente hanno già portato a una volatilità senza precedenti nei mercati energetici, creando rischi significativi per le prospettive” di crescita e andamento economico.
L’invito per i leader è dunque quello di agire in tal senso, consapevoli dei rischi già espressi dallo stesso Costa, al pari di governi preoccupati per quello che accade, quello che può accadere e quello che si può fare per contenerlo. Ma il presidente dell’eurogruppo aggiunge un altro elemento di timore: quello della tenuta della moneta unica. “I continui cambiamenti nel panorama monetario e finanziario internazionale, la crescente competizione geopolitica e le tensioni commerciali sottolineano il fatto che il ruolo internazionale dell’euro non può essere dato per scontato“, avverte. Bisogna dunque mettere al riparto la moneta dell’UE, rendendola forte, sicura, affidabile.
Questo implica un processo di riforme, che Pierrakakis torna a chiedere. Perché, mette nero su bianco, “oltre a questi rischi a breve termine, le ben note sfide strutturali, tra cui la debole crescita della produttività, l’invecchiamento della popolazione e le crescenti pressioni fiscali, continuano a gravare sul potenziale di crescita dell’Europa“. La competitività europea passa quindi attraverso una potenziamento dei suoi fondamenti, e la tenuta della moneta unica dipende dal sostegno che le riforme interne possono e dovranno fornire.
“In un contesto globale sempre più incerto, il nostro impegno per politiche solide e una più profonda integrazione economica rimane essenziale“, la conclusione che il presidente dell’Eurogruppo trae dalla situazione in atto. È questo un appello per tenere sotto controllo i conti pubblici e procedere speditamente al completamento del progetto di unione dei risparmi e degli investimenti.
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