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    Home » Economia » Sicurezza, infrastrutture e coesione sociale: il CESE approva i pareri chiave su mobilità militare, reti ed emergenza abitativa

    Sicurezza, infrastrutture e coesione sociale: il CESE approva i pareri chiave su mobilità militare, reti ed emergenza abitativa

    Il CESE approva pareri strategici su mobilità militare, reti energetiche e alloggi accessibili, puntando sul rafforzamento della sicurezza comune, sulla transizione energetica e sulla tutela della coesione sociale

    Caterina Mazzantini di Caterina Mazzantini
    18 Marzo 2026
    in Economia, Difesa e Sicurezza

    Bruxelles – Infrastrutture, reti energia e politiche sociali: oggi (18 marzo), durante il primo giorno di sessione plenaria, il Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE) ha adottato tre pareri su temi di grande attualità, come la mobilità militare e le reti energetiche. Su questi argomenti si tratta di pareri obbligatori su proposte della Commissione, così come previsto dai Trattati europei per questioni di politica economica, sociale e del mercato unico. Il terzo, sulla valutazione dell’emergenza abitativa, è di tipo esplorativo, richiesto dalla presidenza di turno del Consiglio UE per analizzare un tema in profondità e ottenere raccomandazioni prima dell’elaborazione di una proposta legislativa ufficiale.

    Il pacchetto sulla mobilità militare mira a garantire il movimento senza intoppi di truppe e attrezzature in tutta l’UE per rispondere a minacce urgenti in ambito di sicurezza. Il pilastro di questa strategia è la politica del “duplice uso” che prevede un sistema di trasporto capace di servire sia le esigenze civili che quelle militari. “La mobilità militare è fortemente connessa alle aziende private e pubbliche, non solo al personale militare. Ciò significa che occorre un dialogo tra le parti sociali per gettare le basi necessarie alla mobilità militare” dichiara alla stampa questa mattina – Thomas Kattnig, rappresentante del secondo gruppo (quello dei lavoratori) – una delle tre articolazioni del CESE – e relatore del parere. Il Comitato sottolinea che tale mobilità è vitale per la deterrenza, specialmente per gli Stati membri del fianco orientale. “Ci sono moltissime questioni che emergono riguardo alla maggiore capacità di carico dei ponti e all’interoperabilità ferroviaria, perché storicamente le rotaie erano più strette in epoca sovietica, mentre in Europa sono più larghe”, sottolinea Baiba Miltoviča, rappresentante del terzo gruppo, quello che rappresenta le organizzazioni della società civile, e vicepresidente della Sezione Trasporti, energia, infrastrutture, società dell’informazione del CESE. “Tutto ciò richiede quindi investimenti infrastrutturali, lo stesso vale per l’eliminazione delle strozzature lungo il corridoio (riferendosi al corridoio di Suwałki, ndr). Posso citare il corridoio in cui abbiamo una sola strada che collega gli Stati baltici alla Polonia e ad altri Paesi. Persino le forze della NATO hanno affermato che questi colli di bottiglia sono un incubo, perché non è possibile trasportare truppe dato che il carico è già molto pesante al momento” – cita a titolo esemplificativo Miltoviča. Tra i punti chiave, il Comitato chiede una semplificazione delle norme doganali e logistiche, senza però minare i diritti e la sicurezza dei lavoratori. “Le condizioni di lavoro in quest’area devono essere migliorate perché c’è una carenza di personale e il settore dei trasporti deve diventare più attraente” – dichiara Kattnig.

    Il Pacchetto sulle reti europee mira a rafforzare la pianificazione energetica transfrontaliera e ad integrare i sistemi nazionali. L’UE, dallo scoppio della guerra russo-ucraina, affronta sfide legate alla insufficiente capacità energetica e alle minacce alla sicurezza, motivo per cui il CESE suggerisce di riconoscere l’espansione della rete come una misura rilevante per la sicurezza, inserendola nei meccanismi di finanziamento del regolamento SAFE – lo strumento finanziario dell’UE che sosterrà gli Stati membri che intendono investire nella produzione industriale nel settore della difesa attraverso appalti comuni. Il parere sollecita un aumento dei fondi tramite il Meccanismo per collegare l’Europa, più noto come Connecting Europe Facility (CEF) – lo strumento finanziario dell’UE che sostiene i progetti infrastrutturali chiave per interconnettere le reti di trasporto, energia e digitale tra i paesi – e il coinvolgimento della Banca Europea per gli Investimenti (BEI). Infine, per garantire tariffe accessibili, il Comitato propone l’introduzione di strumenti di capitale ibrido garantiti dallo Stato.

    Infine, il CESE ha elaborato un parere esplorativo per affrontare la scarsità di alloggi. “Affrontiamo una crisi enorme sul mercato immobiliare in tutti gli Stati membri in Europa” – esordisce Kattnig – “Stiamo portando avanti il piano per l’edilizia popolare, e negli ultimi due anni abbiamo lavorato molto duramente in seno al CESE su questo tema. Il piano per l’edilizia popolare è uno strumento molto importante, ma abbiamo bisogno di misure più ambiziose e tempestive; quindi, il piano è solo un primo passo nella giusta direzione”. L’obiettivo dichiarato è integrare le iniziative per l’edilizia accessibile con misure per ridurre i costi energetici, sostenendo le famiglie vulnerabili e colmando i divari regionali. “Ci sono fattori molto diversi che stanno determinando questa crisi abitativa, e il ruolo dell’Unione è fornire un quadro adeguato per risolvere i problemi ovunque essi si presentino”, ha sottolineato Kattnig. Il Comitato valuterà come i piani europei per gli alloggi possano bilanciare gli obiettivi sociali con la transizione energetica, garantendo flessibilità agli Stati membri nell’uso delle linee guida UE: “La sussidiarietà è uno strumento molto importante in tal senso” ha concluso.

    Tags: ceseemergenza abitativamobilità militarerete energeticaue

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