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    Home » Politica » Frederiksen vince (male) le elezioni in Danimarca, la coalizione di governo verso un cambio di colore

    Frederiksen vince (male) le elezioni in Danimarca, la coalizione di governo verso un cambio di colore

    I socialdemocratici restano il primo partito con il 21,9 per cento, il peggior risultato della loro storia. Perdono terreno anche gli alleati di governo, i liberali di destra e i Moderati. Al secondo posto, la sinistra verde del Partito Popolare Socialista

    Simone De La Feld</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@SimoneDeLaFeld1" target="_blank">@SimoneDeLaFeld1</a> di Simone De La Feld @SimoneDeLaFeld1
    25 Marzo 2026
    in Politica
    La premier danese Mette Frederiksen [EU Council]

    La premier danese Mette Frederiksen [EU Council]

    Bruxelles – Il partito socialdemocratico della premier Mette Frederiksen ha vinto le elezioni parlamentari in Danimarca, nonostante un crollo delle preferenze rispetto alle consultazioni del 2022 e il peggior risultato della sua storia. Né il ‘blocco rosso’ di sinistra né il ‘blocco blu’ di destra raggiungono la maggioranza. Con il 21,9 per cento dei voti, Frederiksen rimane in sella, ma la coalizione di centro-destra al governo è ai titoli di coda.

    Le elezioni anticipate, convocate da Frederiksen per capitalizzare la gestione delle tensioni con gli Stati Uniti sulla Groenlandia, hanno confermato la profonda frammentazione del panorama politico danese. I socialdemocratici hanno perso più di 5 punti percentuali rispetto al 2022, confermandosi tuttavia al primo posto tra i 12 partiti in corsa. Anche gli alleati dell’inedita coalizione di governo – la prima fuori dai tradizionali ‘blocchi’ – hanno perso terreno: i liberali-conservatori di Venstre hanno ottenuto solo il 10,1 per cento, i Moderati di centro il 7,8 per cento. Al secondo posto si è classificata la sinistra verde del Partito Popolare Socialista, con circa l’11,6 per cento dei voti. I conservatori dell’Alleanza Liberale hanno raggiunto il 9,7 per cento, tallonati dal Partito Popolare Danese, in forte aumento, al 9 per cento.

    Il ‘blocco rosso’, che conta socialdemocratici e partiti di sinistra, ha conquistato 84 seggi. Il blocco di destra 77. Entrambi al di sotto dei 90 seggi necessari per ottenere la maggioranza al Parlamento di Copenaghen. Spetterà al re conferire un mandato esplorativo a uno dei leader di partito. Con ogni probabilità, la scelta ricadrà per la terza volta su Frederiksen. Che, come quattro anni fa, non potrà prescindere dai Moderati dell’attuale ministro degli Esteri, Lars Løkke Rasmussen, e dai loro 14 seggi, per formare un governo. Frederiksen si è detta “pronta ad assumersi” nuovamente l’incarico, ammettendo che “nulla lascia presagire che sarà facile formare un governo”.

    All’orizzonte si profilano difficili negoziati, da cui potrebbe emergere una nuova coalizione di centro-sinistra composta da socialdemocratici, Partito Popolare Socialista, Moderati e dal Partito Social-Liberale Danese. Insieme, i quattro partiti contano 82 seggi. Rasmussen ha tuttavia invitato i due alleati di governo, Frederiksen e il leader dei liberali di destra Troels Lund Poulsen, a unirsi a lui al centro. Ma Poulsen ha escluso una nuova collaborazione con i socialdemocratici, rilanciando l’ambizione di guidare un governo di destra. Dall’altra parte, la presidente del Partito Popolare Socialista, Pia Olsen Dyhr, ha fissato le sue condizioni: “Dobbiamo cercare di garantire il mantenimento dello Stato sociale, dobbiamo cercare di avviare una transizione ecologica”, ha dichiarato alla stampa, avvertendo: “Se non ci riusciremo non entreremo nel governo e resteremo all’opposizione”.

    Tags: danimarcaelezioniMette Frederiksen

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