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    Home » Difesa e Sicurezza » Per la prima volta tutti gli alleati NATO spendono oltre il 2 per cento del PIL in difesa

    Per la prima volta tutti gli alleati NATO spendono oltre il 2 per cento del PIL in difesa

    Secondo le stime del rapporto annuale del segretario generale, l'Italia nel 2025 ha speso oltre 45 miliardi di euro pari al 2,01 per cento del proprio PIL. Rutte: "Ciò ci rende tutti più sicuri e protetti, ma dobbiamo mantenere lo slancio"

    Giulia Torbidoni di Giulia Torbidoni
    26 Marzo 2026
    in Difesa e Sicurezza
    Il segretario generale della NATO, Mark Rutte, alla presentazione della Relazione annuale 2025. Fonte: NATO

    Il segretario generale della NATO, Mark Rutte, alla presentazione della Relazione annuale 2025. Fonte: NATO

    Bruxelles – Non solo tutti gli Alleati della NATO, l’anno scorso, hanno raggiunto l’obiettivo stabilito nel 2014 di investire almeno il 2 per cento del loro Prodotto interno lordo (PIL) nella difesa. Ma i Paesi europei e il Canada hanno aumentato del 20 per cento la spesa nel settore nel 2025 rispetto al 2024. La fotografia è quella scattata dal Rapporto annuale 2025 del segretario generale, Mark Rutte. Per quanto riguarda le stime per l’Italia, l’anno scorso la Penisola ha speso oltre 45 miliardi di euro (45,325), pari al 2,01 per cento del proprio PIL, registrando una crescita del 32,97 per cento rispetto all’1,52 per cento del PIL del 2024 (33,420 miliardi) e del +98 per cento rispetto al 2014 quando aveva speso 18,427 miliardi in difesa (pari all’1,13 per cento del suo PIL).

    “Abbiamo compiuto progressi significativi negli investimenti nella difesa e la NATO è oggi più forte che mai”, ha commentato Rutte in conferenza stampa. “Nel 2025, per la prima volta, tutti gli Alleati hanno raggiunto l’obiettivo concordato nel 2014: investire almeno il 2 per cento del loro PIL nella difesa. E molti si sono spinti ben oltre. Infatti, abbiamo assistito a un aumento del 20 per cento della spesa per la difesa di Europa e Canada nel 2025 rispetto al 2024. Continuare questa tendenza cruciale sarà una priorità negli anni a venire“, ha esortato.

    Il rapporto evidenzia che le spese per la difesa sono arrivate al 2,77 per cento del PIL complessivo dell’Alleanza atlantica (era il 2,65 per cento nel 2024). E se da questo dato si scorpora il contributo a stelle e strisce la quota di Europa e Canada insieme arriva al 2,33 per cento. Gli USA hanno speso in difesa il 3,19 per cento del proprio PIL. Ma le due parti dell’Alleanza si invertono le tendenze di crescita: mentre le spese per la difesa di Europa e Canada sono aumentate del 19,6 per cento rispetto all’19,36 per cento del 2024, quelle degli USA sono calate dell’1,38 per cento. Nel complesso, però, l’Alleanza atlantica ha speso nel 2025 il 6,19 per cento in più rispetto al proprio PIL (nel 2014 aveva speso il 4,38 per cento in meno, così come gli USA il 5,6 per cento in meno ed Europa e Canada quasi l’1 per cento in meno).

    L’ex premier olandese ha ricordato che investire “è fondamentale” per “essere in grado di affrontare le minacce”, tra cui “la Russia resta quella più significativa e diretta alla sicurezza nell’area euro-atlantica”. In questo contesto, “tutti i 32 gli alleati concordano sul fatto che la Russia rappresenta la nostra minaccia più significativa” e che “tutti gli alleati sono pienamente impegnati a garantire che abbiamo la difesa collettiva necessaria, e che prendiamo le misure richieste per assicurarci la deterrenza”, ha affermato facendo il pompiere a una domanda su eventuali timori per la comunicazione di Budapest al Cremlino di informazioni riservate.

    Per Rutte, dunque, “un forte legame transatlantico rimane essenziale in un’epoca di incertezza globale” e “Nord America ed Europa sono sempre stati più forti insieme nella Nato”. Ed “è così che continueremo a rimanere al sicuro in un mondo più pericoloso”, ha aggiunto. “L’anno scorso, la NATO ha iniziato un nuovo capitolo nella nostra difesa comune”, ha ricordato Rutte evidenziando la decisione “storica”, presa al Vertice dell’Aia, di aumentare gli investimenti nella difesa fino al 5 per cento del PIL. “Mentre gli alleati destinano ora maggiori risorse a capacità cruciali, dobbiamo assicurarci che l’offerta soddisfi la nostra domanda” e in questo contesto è necessario “aumentare la produzione e l’innovazione nel settore della difesa, per garantire che le nostre industrie possano fornire cio’ di cui le nostre forze armate hanno bisogno”, ha spiegato.

    È un segretario generale che non può che essere soddisfatto. “Si stima che la spesa totale degli Alleati della NATO per le esigenze fondamentali di difesa sia stata superiore a 1.400 miliardi di dollari (a prezzi costanti del 2021) nel 2025. Gli Alleati europei e il Canada stanno facendo di più e investendo di più, con un impegno accresciuto caratterizzato da enormi incrementi nella spesa per la difesa”, ha scritto nel suo rapporto. “Tra il 2014 e il 2025, l’Europa e il Canada della NATO hanno più che raddoppiato la loro spesa annuale per la difesa, con un aumento reale del 106 per cento. Nel solo 2025, gli Alleati della NATO in Europa e Canada hanno investito un totale di 574 miliardi di dollari nella difesa, con un aumento del 20 per cento in termini reali rispetto al 2024. Tutti gli Alleati hanno riportato cifre relative alle spese per la difesa che hanno raggiunto o superato l’obiettivo del 2 per cento fissato inizialmente nel 2014, con molti che hanno effettuato forti aumenti di spesa e tre Alleati che hanno già raggiunto il nuovo obiettivo del 3,5 per cento nel 2025″, ha illustrato. I tre Paesi sono Polonia (4,30 per cento), Lituania (4 per cento) e Lettonia (3,74 per cento). “Ciò dimostra che gli Alleati della NATO riconoscono il nostro mutato contesto di sicurezza e la necessità di soddisfare i nostri impegni collettivi” e “ciò ci rende tutti più sicuri e protetti, ma dobbiamo mantenere lo slancio”. Il segretario generale non si accontenta e chiede costanza nel percorso: “Mi aspetto che gli alleati al prossimo vertice Nato di Ankara”, il 7 e 8 luglio, “dimostrino di essere su un percorso chiaro e credibile verso l’obiettivo del 5 per cento” del Pil in spese per la difesa.

    Tags: 2aumentidifesaitalianatospesa

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