Bruxelles – La zona dei Paesi che utilizzano l’euro – che dal primo gennaio 2026 con l’entrata della Bulgaria comprende 21 dei 27 Paesi membri dell’Unione Europea – ha registrato, a febbraio, un tasso di disoccupazione del 6,2 per cento, leggermente in aumento rispetto a quella di gennaio, al 6,1 per cento, ma lievemente in calo rispetto a quella del febbraio 2025, al 6,3 per cento. Il quadro è simile se si considerano i valori dell’intera Unione: a febbraio il tasso di disoccupazione dell’UE è stato del 5,9 per cento, stabile rispetto al gennaio 2026 e in calo dal 6,0 per cento del febbraio 2025. Le cifre sono quelle divulgate da Eurostat – l’Ufficio statistico dell’Unione europea – che stima che, in cifre assolute, 13,118 milioni di persone nell’UE, di cui 10,919 milioni nell’area dell’euro, erano disoccupate a febbraio 2026. Rispetto a gennaio, la disoccupazione è cresciuta di 137 mila unità nell’UE e di 93 mila nell’area dell’euro.
Sale anche il tasso di disoccupazione giovanile nell’UE, che passa dal 15,2 per cento di gennaio al 15,3 per cento di febbraio. Questo incremento si traduce in 18 mila giovani (under 25) in più che, in un solo mese, sono finiti ai margini del mercato del lavoro europeo. E, se si confrontano i dati con quella dell’anno precedente, si vede che l’UE conta oggi 5 mila giovani disoccupati in più rispetto a febbraio 2025.
Il divario di genere torna a farsi sentire. Rispetto a gennaio 2026, mentre la disoccupazione maschile rimane stabile (5,7 per cento in UE e 6,0 per cento nell’area euro), quella femminile è tornata a salire lievemente, toccando il 6,1 per cento a livello comunitario e il 6,4 per cento nell’area euro: entrambi i valori sono cresciuti di 0,1 punti percentuali rispetto al primo mese del 2026.
A febbraio 2026, le performance peggiori sono state quelle della Finlandia (10,4 per cento), della Spagna (9,8 per cento), della Grecia e della Svezia (entrambe 8,5 per cento) seguita dalla Danimarca (7,5 per cento). Paesi come la Repubblica Ceca, la Polonia e la Bulgaria mantengono i tassi di disoccupazione più bassi, tutti fermi al 3,2 per cento. La Germania segue a breve distanza con il 4,0 per cento. La maglia nera per la disoccupazione giovanile spetta alla Spagna (23,8 per cento), tallonata da Svezia (23,2 per cento) e Finlandia (23,1 per cento)
L’Italia si posiziona al di sotto della media sia dell’UE che dell’area euro, con un tasso di disoccupazione del 5,3 per cento a febbraio 2026, un lieve aumento rispetto al 5,2 per cento di gennaio. Rispetto a un anno fa, il miglioramento è più sostanzioso: si è passati dal 6,2 al 5,3. Per quanto riguarda le persone sotto i 25 anni, in un solo mese, la disoccupazione giovanile in Italia è scesa dal 18,5 al 17,6 per cento. Mentre il dato della disoccupazione delle donne italiane a febbraio è peggiorato più nettamente, salendo al 5,8 per cento (+0,3 punti da gennaio), rispetto a quella maschile al 5,0 per cento (+0,1 punti).












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