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    Home » Economia » Allarme BCE: “Restrizioni cinesi all’export di terre rare pesano su produzione e inflazione”

    Allarme BCE: “Restrizioni cinesi all’export di terre rare pesano su produzione e inflazione”

    La Banca centrale europea avverte l'eurozona, già colpita dagli effetti della guerra in Iran: "Pressioni non trascurabili sui Paesi importatori". La chiave è un'agenda di diversificazione delle fonti e di riduzione delle dipendenze

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    3 Aprile 2026
    in Economia
    Un sito di estrazione di grafite in Quebec, visitato dal vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Stéphane Séjourné, responsabile della strategia industriale, nel luglio 2025. Fonte: EC-Audivisual Service

    Un sito di estrazione di grafite in Quebec, visitato dal vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Stéphane Séjourné, responsabile della strategia industriale, nel luglio 2025. Fonte: EC-Audivisual Service

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    Bruxelles – L’Unione europea e i suoi Stati membri facciano attenzione e si sbrighino a trovare rimedi, poiché “le restrizioni cinesi sulle esportazioni di terre rare possono generare perdite di produzione e pressioni inflazionistiche non trascurabili nei Paesi importatori di terre rare“.  È l’avvertimento della Banca centrale europea, contenuto nello speciale bollettino tematico redatto per richiamare l’attenzione sulle sfide per l’agenda di competitività europea. A essere in gioco sono la transizione digitale e il libro bianco per la difesa: come sottolinea la BCE, “la scarsa sostituibilità dei materiali a base di terre rare, in particolare i magneti permanenti, unita al predominio della Cina sulla catena di approvvigionamento delle terre rare, crea vulnerabilità nelle reti di produzione, soprattutto nei settori ad alta tecnologia e in quelli sensibili alla sicurezza”.

    Nel documento non vengono forniti scenari di impatto negativo in termini numerici, ma solo un campanello d’allarme generale, che serve a ribadire l’importanza di un’agenda di diversificazione delle fonti. “Le restrizioni all’esportazione di elementi delle terre rare comporterebbero perdite di produzione dovute a problemi di offerta e un’inflazione più elevata nelle economie importatrici come gli Stati Uniti e l’area euro”. L’eurozona rischia dunque di pagare care le scelte di Pechino, di cui il club dei 27 ha già avuto un assaggio alla fine dello scorso anno, quando la Repubblica popolare ha scelto di smettere di vendere ciò di cui l’UE ha un disperato bisogno.
    https://www.eunews.it/2023/08/09/green-deal-senza-cina-non-si-puo-fare/

    Le terre rare sono materiali indispensabili  per la produzione di componenti chiave come i magneti permanenti utilizzati nei veicoli elettrici, nelle tecnologie per le energie rinnovabili, nelle apparecchiature mediche e nei sistemi di difesa. Attorno a essi si basa l’impianto dell’intero operato di Ursula von der Leyen, da quando ha assunto la presidenza della Commissione europea. Il Green Deal è stato il programma del suo primo mandato (2019-2024), l’agenda per la difesa la priorità della legislatura europea in corso.

    Le parole della BCE non sono una novità. L’Eurotower aveva già avvertito sui rischi derivanti dall’esposizione all’export di terre rare, in particolare quelle di provenienza cinese, ma la pubblicazione del nuovo bollettino si colloca in un momento di rinnovate tensioni globali in cui rischi di shock energetici e produttivi sono ormai considerati come certi e inevitabili sulla scia della guerra di Stati Uniti e Israele in Iran e in Medio Oriente.

    Oltretutto l’UE si trova al centro di una contesa sino-americana da cui rischia di uscire schiacciata. Perché, rilevano i tecnici della BCE, nel caso in cui la Cina dovesse optare per restrizioni sull’export di terre rare “gli Stati Uniti potrebbero reagire inasprendo i controlli sulle esportazioni di semiconduttori“, indispensabili per produzione di chip, microchip, transistor, tutti componenti essenziali per il comparto tecnologico, utile in praticamente tutti i settori, dall’ambito medico-sanitario a quello industriale fino alla difesa. Mentre la Cina domina la fornitura a monte di elementi delle terre rare nella catena del valore dell’alta tecnologia, gli Stati Uniti mantengono una certa influenza a valle attraverso restrizioni sui chip avanzati e sulle principali apparecchiature di produzione, continua il documento della BCE. Uno scontro commerciale tra le due potenze rischia quindi di ripercuotersi sull’UE e la sua area euro, a cui la Banca centrale europea ricorda di promuovere una diversificazione delle fonti e ridurre quelle dipendenze da cui l’Europa rischia di restare stritolata.

    Tags: Banca Centrale europeabcecinacompetitivitàimpreseindustriainflazioneterre rareue

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