Bruxelles – Pedro Sánchez è l’unico leader, tra quelli dei maggiori Paesi dell’Unione Europea, a crescere nell’apprezzamento, mentre i principali protagonisti della politica europea incassano un diffuso senso di sfiducia e pessimismo. Emerge dall’indagine di aprile 2026 di Polling Europe Euroscope – istituto di ricerche di mercato e sondaggi con sede a Bruxelles, frutto della joint venture tra SWG e OpinionWay – data in anteprima esclusiva ad Eunews. Le interviste sono state raccolte tra il 25 marzo e il 7 aprile 2025 e, in base alle risposte ottenute, si registra una flessione drastica negli indici di gradimento, con cali a doppia cifra per figure chiave come Ursula von der Leyen, Giorgia Meloni e Friedrich Merz.
In un contesto di generale sfiducia, l’unica eccezione rilevante è rappresentata dal premier spagnolo Pedro Sánchez. Su di lui ha un’opinione positiva il 36 per cento degli intervistati – di cui un 13 per cento ‘molto positiva’ e un 23 per cento ‘abbastanza positiva’. Mentre un parere negativo nei suoi confronti viene espresso dal 28 per cento degli interpellati. In base alle risposte, Sánchez vanta l’unico ‘Approval Index’ – che indica lo scarto tra le opinioni positive e quelle negative – nettamente positivo (+8 punti) tra i leader analizzati. In particolare, l’apprezzamento per Sánchez cresce di 4 punti rispetto alla precedente rilevazione di febbraio. Il leader socialista trova favore soprattutto tra gli elettori dei gruppi al Parlamento europeo dei Socialisti e Democratici (60 per cento) La Sinistra (51 per cento), mentre il dato scende tra gli elettori dei Verdi (49 per cento) e Renew Europe (39 per cento).
Emmanuel Macron si conferma il leader più apprezzato in termini assoluti con il 41 per cento di opinioni positive (delle quali solo un 8 per cento ‘molto positive’ e un 33 per cento ‘abbastanza positive’), ma sulla sua figura confluisce il 44 per cento di giudizi negativi portando il suo indice di approvazione del mese di marzo a -3. Il presidente francese mantiene comunque una presa trasversale sulla cosiddetta ‘Maggioranza Ursula’, raccogliendo il 60 per cento di consensi tra gli elettori dei gruppi S&D, Renew Europei, il 50 per cento tra chi vota i Verdi e il 61 per cento tra chi supporta il Partito popolare europeo (PPE).
Per Giorgia Meloni, il mese di marzo ha segnato una battuta d’arresto significativa nell’apprezzamento: pur restando al secondo posto per gradimento complessivo (36 per cento), la presidente del Consiglio italiana ha visto il suo ‘Approval index’ crollare di 11 punti in un solo mese, scivolando a -4. Nonostante il calo, Meloni continua a compattare l’area conservatrice e sovranista, ottenendo il 62 per cento di consensi tra gli elettori del gruppo dei conservatori e riformisti europei (ECR), il 53 per cento tra i Patrioti per l’Europa (PfE) e il 45 per cento tra chi vota per la famiglia politica dell’Europa delle Nazioni Sovrane (ESN).
Rilevante il dato che riguarda Ursula von der Leyen: la presidente della Commissione tocca il punto più basso della rilevazione con il 50 per cento di opinioni negative (un 23 per cento di pareri ‘abbastanza negativi’ e un 27 per cento ‘molto negativi’). Il suo indice di gradimento sprofonda a -17 nel mese di marzo, segnando una flessione di ben 12 punti rispetto a febbraio. Si tratta del peggioramento più marcato tra gli otto leader europei analizzati dal sondaggio, anche se il calo più drastico rispetto a febbraio spetta a Friedrich Merz: il suo apprezzamento scende a -10 a marzo, con una diminuzione di 14 punti rispetto al mese prima. Il gradimento nei suoi confronti si ferma al 29 per cento. Infine, Donald Tusk e Roberta Metsola hanno visto peggiorare i propri indici di gradimento, scesi a marzo rispettivamente a -9 (con il 28 per cento di opinioni positive) e -3 (23 per cento di consensi), con la presidente del Parlamento europeo che continua a scontare una limitata notorietà presso l’elettorato dato che il 51 per cento risponde di non conoscere abbastanza la politica maltese per potersi esprimere. Un elemento, questo, che Metsola condivide con il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa: l’apprezzamento per l’ex premier portoghese si ferma al 25 per cento, ma il 29 per cento degli intervistati ammette di non conoscerlo abbastanza per potersi esprimere. Il suo indice di apprezzamento è calato a -1 rispetto al +4 di febbraio, mostrando una perdita, dunque, di 5 punti.
L’indagine è stata condotta online tramite metodo CAWI (Computer Assisted Web Interview) su un campione rappresentativo della popolazione UE di età pari o superiore a 18 anni. In totale sono state realizzate 5.386 interviste complete – raccolte tra il 25 marzo e il 7 aprile 2025 -, distribuite proporzionalmente alla popolazione dei 27 Paesi dell’UE con una leggera correzione che consente di analizzare i dati a livello paneuropeo, con suddivisioni per i 5 Stati più grandi (Germania, Francia, Italia, Spagna e Polonia) e per 3 diverse aree: Europa orientale, Europa settentrionale, Europa meridionale. Per ciascun Paese sono state stabilite quote proporzionali per età e genere, calcolate in base ai parametri più recenti forniti da Eurostat.

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