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    Home » Net & Tech » Von der Leyen: l’app UE per la verifica dell’età online è pronta

    Von der Leyen: l’app UE per la verifica dell’età online è pronta

    La vicepresidente Virkkunen: "Entro la fine di questo mese istituirò un meccanismo di coordinamento a livello europeo"

    Giulia Torbidoni di Giulia Torbidoni
    15 Aprile 2026
    in Net & Tech, Diritti
    La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e la vicepreisdente esecutiva alla Sovranità tecnologica, Henna Virkkunen, nell'annuncio della app europea per il controllo dell'età per l'accesso ai social (15 aprile 2026). Fonte: EC - Audiovisual Service

    La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e la vicepreisdente esecutiva alla Sovranità tecnologica, Henna Virkkunen, nell'annuncio della app europea per il controllo dell'età per l'accesso ai social (15 aprile 2026). Fonte: EC - Audiovisual Service

    Bruxelles – È pronta e arriverà presto l’app europea per il controllo dell’età di chi accede alle piattaforme online. A sperare nell’effetto annuncio prima della “messa in servizio” è la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, insieme alla vicepresidente esecutiva con deleghe alla Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, Henna Virkkunen. “È nostro dovere proteggere i nostri figli nel mondo online, così come facciamo nel mondo offline. E per farlo efficacemente, abbiamo bisogno di un approccio europeo armonizzato”, scandisce la numero uno di Palazzo Berlaymont. “Un tema centrale è la seguente domanda: come possiamo garantire una soluzione tecnica a livello europeo per la verifica dell’età? Oggi posso annunciare che abbiamo la risposta: la nostra app europea per la verifica dell’età è tecnicamente pronta e sarà presto disponibile per i cittadini“, afferma. L’applicazione (che sembra avere un funzionamento un po’ macchinoso) “consentirà agli utenti di dimostrare la propria età quando accedono alle piattaforme online. Proprio come i negozi chiedono un documento d’identità a chi acquista bevande alcoliche”, spiega von der Leyen. “Poiché le piattaforme non dispongono di strumenti adeguati per la verifica dell’età, abbiamo sviluppato una soluzione interna“, commenta Virkkunen.

    La Commissione europea è consapevole che “la tecnologia digitale può offrire ai bambini incredibili opportunità” perché “possono imparare più velocemente grazie a strumenti interattivi”, “rimanere in contatto con amici e familiari”, “accedere a una vasta gamma di conoscenze ed esplorare il mondo, ben oltre le mura dell’aula”. Tutte tecnologie che “possono anche aiutarli a sviluppare preziose competenze per la vita”. Ma c’è un’altra faccia della medaglia: “Siamo anche ben consapevoli che questi vantaggi comportano dei rischi” e “quando si tratta della sicurezza dei bambini online, la situazione è estremamente preoccupante”. Secondo i dati, “un bambino su sei è vittima di bullismo online” e “uno su otto è un bullo online“. Inoltre, “le piattaforme dei social media offrono design altamente coinvolgenti”, con “lo scorrimento infinito che alimenta la dipendenza, i video brevi che catturano l’attenzione, i contenuti altamente personalizzati e mirati”. Conseguenza: “Il tempo che i nostri figli trascorrono davanti agli schermi non è mai stato così alto. E questo è tempo che non trascorrono al parco giochi con i loro coetanei. E più tempo trascorrono online, maggiore è la probabilità che siano esposti a contenuti dannosi e illegali, nonché al rischio di essere adescati da predatori online”.

    A questo risultato von der Leyen e la sua squadra sono giunte dopo aver “ascoltato attentamente i genitori che non dispongono di soluzioni adeguate per proteggere i propri figli” e degli Stati membri – ad esempio la Francia, dove il Senato ha votato per vietare l’accesso dei minori ai social, e la Spagna, dove il primo ministro Pedro Sanchez ha annunciato che nel Paese iberico sarà vietato l’accesso ai social media ai minori di 16 anni. Preoccupazioni che la politica tedesca dice di condividere – anche perché “spetta ai genitori educare i propri figli, non alle piattaforme” – e ha convocato un mese fa “la prima riunione del gruppo di esperti sulla sicurezza dei minori online” mentre “domani si terrà la seconda riunione del gruppo” che “presenterà le sue raccomandazioni entro l’estate”.

    Sul modello della app sviluppata sotto la pandemia di Covid-19 – che attraverso la scansione del certificato Covid permetteva l’accesso a spostamenti e attività -, l’app di controllo dell’età sarà “facile da usare”. Dopo averla scaricata, “la si configura con il passaporto o la carta d’identità. Quindi si dimostra la propria età quando si accede ai servizi online. In secondo luogo, rispetta i più elevati standard di privacy al mondo. Gli utenti dimostreranno la propria età senza rivelare altre informazioni personali. In parole semplici, è completamente anonima: gli utenti non possono essere tracciati”, descrive von der Leyen. “In terzo luogo, l’app funziona su qualsiasi dispositivo: telefono, tablet, computer, qualsiasi cosa. Infine, è completamente open source: chiunque può controllare il codice. Questo significa che anche i nostri Paesi partner possono utilizzarlo”, dettaglia ancora. L’app potrà essere utilizzata “dai nostri partner globali” e “cosa ancora più importante, le piattaforme online possono fare affidamento sulla nostra app di verifica dell’età. Quindi non ci sono più scuse”.

    Praticamente, l’utente imposta un PIN per accedere all’app o utilizza l’accesso biometrico dello smartphone. Poi dovrà scegliere come dimostrare la propria età all’app: con un sistema di identificazione elettronica, un passaporto o una carta d’identità. Nel primo caso, l’utente viene indirizzato al sistema di identificazione elettronica (eID) nazionale. Per quanto riguarda la lettura di passaporti e carte d’identità, l’app li scansiona in pochi secondi, scatta una foto del documento, legge i dati biometrici del passaporto tramite l’interfaccia NFC (Near Field Communication) e li convalida confrontandoli con il sensore video in diretta. Se i dati corrispondono, l’identificazione è completata e verrà creata la credenziale di verifica dell’età, mentre eventuali discrepanze tra i dati biometrici e il sensore di presenza verranno rilevate automaticamente. “La privacy è completamente preservata in questo processo, poiché viene memorizzata solo la prova dell’età. I ​​dati come nome, data di nascita o altre informazioni personali, non vengono memorizzati”, evidenziano fonti UE. Un altro sistema per accedere ai contenuti con restrizioni di età è quello della condivisione delle credenziali di età attraverso la scansione del codice QR visualizzato sul sito web. “Se l’utente accede a un servizio online tramite smartphone, la procedura è ancora più semplice, in quanto non è necessario scansionare alcun codice QR sullo stesso dispositivo. L’app invierà la prova dell’età al sito web. Solo se l’utente è maggiorenne, l’accesso al sito web sarà consentito. Nessun’altra informazione personale viene condivisa e nessuno può rubare l’ID per accedere. Se l’utente è minorenne, non può accedere ai contenuti con restrizioni di età”, dettagliano ancora le fonti. La verifica non dovrà essere ripetuta a ogni singolo accesso perché potrà essere associabile a un account che terrà salvata solo l’attestazione che si è sopra una certa età. Inoltre, le piattaforme non saranno obbligate a utilizzare l’app, ma se decideranno di non farlo dovranno dimostrare di avere un’alternativa almeno altrettanto efficace e rispettosa della privacy, pena una violazione del Digital Services Act (Dsa) che già obbliga le piattaforme molto grandi a una verifica efficace dell’età.

    Agli occhi di von der Leyen, “l’Europa offre una soluzione gratuita e facile da usare che può proteggere i nostri figli da contenuti dannosi e illegali” e la sua mossa arriva dopo che “sempre più Stati membri stanno facendo grandi progressi. Francia, Danimarca, Grecia, Italia, Spagna, Cipro e Irlanda sono all’avanguardia. Stanno pianificando di integrare l’app nei loro portafogli digitali nazionali”, ricorda la presidente dicendo di sperare che altri Stati membri e il settore privato seguano l’esempio, in modo che presto ogni cittadino possa utilizzare l’app. Per Virkkunen, “i sette Paesi all’avanguardia stanno dimostrando come sia possibile farlo, sia come app indipendente, sia come parte del portafoglio digitale nazionale”, ma “dobbiamo garantire la protezione di tutti i bambini nell’UE“. Per questo motivo, “entro la fine di questo mese, istituirò un meccanismo di coordinamento a livello europeo“, perché “abbiamo bisogno di un approccio strutturato per l’accreditamento UE delle soluzioni nazionali e affinché gli Stati membri possano garantire che le credenziali di età possano essere rilasciate facilmente e in tutta l’UE”. Soprattutto, “dobbiamo assicurarci di continuare a costruire un’unica soluzione per l’UE, non 27 diverse”, scandisce Virkkunen.

    Arriva a breve, dunque, un’applicazione europea che “offre a genitori, insegnanti e tutori un potente strumento per proteggere i bambini”, conclude von der Leyen. Perché “non tollereremo in alcun modo le aziende che non rispettano i diritti dei nostri figli” dal momento che, “nell’Unione europea, i diritti dei bambini vengono prima degli interessi commerciali. E faremo in modo che sia così”.

    Tags: accessoappcontrollo etàsocialsocial mediaueVirkkunenVon der Leyen

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