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    Home » Editoriali » Più del desiderio di democrazia poté il disgusto

    Più del desiderio di democrazia poté il disgusto

    Lorenzo Robustelli</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@LRobustelli" target="_blank">@LRobustelli</a> di Lorenzo Robustelli @LRobustelli
    16 Aprile 2026
    in Editoriali
    Il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, (a destra) e il primo ministro ungherese, Viktor Orbán (Photo: Imagoeconomica)

    Il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, (a destra) e il primo ministro ungherese, Viktor Orbán (Photo: Imagoeconomica)

    Si può essere di sinistra (un po’, o molto), si può essere di centro, si può essere di destra (sempre un po’ o molto). Si possono scegliere (con il voto) leader scarsamente democratici, in nome di un qualche interesse superiore, ma per essere qualcuno che sceglie di vivere nel disgusto si deve essere davvero speciali. E per fortuna di persone così speciali sembra non ce ne siano molte.

    Ecco, credo che questo apparente crollo di regimi come quello di Orban in Ungheria o delle difficoltà che sembra vivere Trump tra i suoi elettori, più che un sincero desiderio di democrazia, forse anche prima ed oltre i problemi dell’economia, possa avere la sua ragione nel disgusto dei cittadini per ciò che vedono produrre da queste menti perverse.

    Non serve esser cattolici, per rispettare le istituzioni religiose, ogni istituzione religiosa. Ho provato disgusto, prima ancora che sdegno o condanna morale, per le frasi di Trump e di quello che è il suo vicepresidente sul papa. In particolare il secondo, il cuoi nome non voglio ricordare, che pure può vantare una laurea summa cum laude presso l’Università statale dell’Ohio con un Bachelor of Arts in scienze politiche e filosofia, che ha spiegato al papa che “deve stare attento quando parla di teologia”, perché è una materia complicata, che evidentemente un papa di norma (o almeno questo papa) non sa maneggiare quanto uno che ha una bella laurea triennale in scienze politiche e filosofia presa nell’Ohio. In effetti Leone può vantare una laurea in matematica, un “Master of Divinity” presso la Catholic Theological Union di Chicago e un dottorato presso la Pontificia università San Tommaso d’Aquino.

    Le immagini di Trump vestito da Gesù o di Gesù che mette una mano sulla spalla a Trump sono rivoltanti. A parte per lo stile artistico terribile, ma proprio concettualmente.

    Lo sono per me, immagino come lo possano essere per i cattolici e i cristiani in generale. Anche se i cattolici son famosi per avere l’istituto del perdono questa volta non credo che basti. E le chiese cristiane statunitensi si sono già rumorosamente rivoltate. Leone praticamente tace, duemila anni di storia parlano da soli, e in questo caso proprio non vale la pena che un Pontefice intervenga pubblicamente.

    E lasciamo perdere il disgusto per tante altre cose che Trump ha fatto e sta facendo, come: Ice, Iran, Venezuela, Onu, minoranze, università, sanità, commercio, economia, arricchimento personale, Epstein files…

    Il piccolo Orban è stato a capo di un piccolo Paese che, portato suo malgrado (intendo dei suoi cittadini) alla ribalta internazionale, si è alla fine disgustato per lo stato pietoso dell’etica nella cosa pubblica, per una corruzione dilagante che ha stravolto la società, che ha bloccato lo sviluppo economico. Il controllo pressoché totalitario di ogni attività, la chiusura dei giornali, delle università non sono bastati. I cittadini ungheresi – la grande maggioranza di loro almeno – sono stati pronti a rischiare (perché fino allo spoglio delle schede la paura c’è sempre) molto pur di cacciare il primo ministro, e ci sono riusciti. Il disgusto era troppo.

    Non vorrei essere ottimista, ma vedo anche qualche accenno consistente di disgusto di cittadini israeliani e di ebrei in giro per il mondo per le azioni di Netanyhau, nonostante le leggi interne di Israele che limitano la possibilità di protestare.

    Gli elettori sono sempre stati pronti a votare gli estremi, in particolare le destre estreme. Ma se non conculcati con i mitra come dall’ICE in Usa o dalla polizia in Israele, hanno una soglia di disgusto che non possono superare. E probabilmente ci siamo arrivati.

    Tags: DISGUSTOJD VanceorbanTrump

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