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    Home » Politica Estera » Hormuz riaperto, da Parigi i volenterosi pronti a missione pacifica

    Hormuz riaperto, da Parigi i volenterosi pronti a missione pacifica

    Al vertice organizzato dai leader di Francia e Regno Unito, arriva e viene accolta con favore la notizia della riapertura dello Stretto. Starmer: "Dobbiamo far sì che sia duratura". Macron: "Missione europea ancora più legittima perché renderà possibile consolidare questi annunci"

    Giulia Torbidoni di Giulia Torbidoni
    17 Aprile 2026
    in Politica Estera, Difesa e Sicurezza, Non categorizzato
    Il presidente francese Emmanuel Macron, accompagnato dalla premier italiana Giorgia Meloni, dal primo ministro britannico Keir Starmer e dal cancelliere tedesco Friedrich Merz, arriva al Palazzo dell'Eliseo per una conferenza sull'iniziativa per la navigazione marittima nello Stretto di Hormuz il 17 aprile 2026 a Parigi, in Francia. Foto di Jeanne Accorsini/Pool/ABACAPRESS.COM. IPA Agency

    Il presidente francese Emmanuel Macron, accompagnato dalla premier italiana Giorgia Meloni, dal primo ministro britannico Keir Starmer e dal cancelliere tedesco Friedrich Merz, arriva al Palazzo dell'Eliseo per una conferenza sull'iniziativa per la navigazione marittima nello Stretto di Hormuz il 17 aprile 2026 a Parigi, in Francia. Foto di Jeanne Accorsini/Pool/ABACAPRESS.COM. IPA Agency

    Bruxelles – “Accanto a più di cinquanta Paesi, portiamo avanti un’iniziativa per la libertà di navigazione nello stretto di Hormuz”. Lo scrive su X il presidente francese, Emmanuel Macron, dopo il vertice dei volenterosi, la riunione che l’inquilino dell’Eliseo ha organizzato insieme al premier britannico, Keir Starmer, oggi (17 aprile). Al tavolo, anche la presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, e il cancelliere tedesco, Friedrich Merz. Gli altri partecipanti, europei, mediorientali, asiatici e anche latinoamericani, hanno partecipato in videoconferenza, così come hanno fatto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e l’Alta rappresentante dell’Unione Europea per la Politica estera e di sicurezza, Kaja Kallas. Fonti dell’Eliseo hanno chiarito che si tratta di “circa cinquanta Paesi e organizzazioni internazionali, inclusi oltre trenta a livello di capi di Stato e di governo”. Assenti gli Stati Uniti. “Chiediamo tutti la piena riapertura, immediata, incondizionata, da tutte le parti, dello Stretto di Hormuz. Chiediamo il ripristino delle condizioni di libero passaggio e il pieno rispetto del diritto del mare. Ci opponiamo tutti al tentativo di privatizzare lo Stretto e a un sistema di pagamento”, commenta Macron. Per Meloni, la riunione di oggi a Parigi “dimostra come l’Europa sia pronta a fare la sua parte nel quadro della sicurezza internazionale, insieme ai suoi partner”.

    “Ripristinare la piena e permanente libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz è una priorità urgente e condivisa“, precisa von der Leyen. “Nel corso della videoconferenza convocata da Macron e Starmer, ho sottolineato il ruolo dell’UE” nel “condividere i dati satellitari tramite l’Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMSA), rafforzare l’Operazione Aspides collaborare strettamente con i partner del Medio Oriente e del Golfo per rafforzare le nostre partnership. Inclusa quella sulla connettività, che può alleviare la pressione sullo Stretto”, dettaglia. Mentre Kallas evidenzia via X che, “in base al diritto internazionale, il transito attraverso le vie navigabili come lo Stretto di Hormuz deve rimanere aperto e gratuito” e che ciò “è quanto hanno chiarito i leader nella loro richiesta di riapertura dello Stretto oggi”. Per l’ex premier estone, “qualsiasi schema di pagamento per il passaggio stabilirà un pericoloso precedente per le rotte marittime globali” e “l’Iran deve abbandonare qualsiasi piano per imporre tariffe di transito”. In questo contesto, “l’Europa svolgerà la sua parte nel ripristino del libero flusso di energia e commercio, una volta che entrerà in vigore un cessate il fuoco”. Intanto, “la missione navale Aspides dell’UE sta già operando nel Mar Rosso e può essere rapidamente rafforzata per proteggere la navigazione in tutta la regione. Questo potrebbe essere il modo più rapido per fornire supporto”, osserva Kallas.

    Al termine della riunione, Starmer ha evidenziato che la settimana prossima prenderà forma la missione guidata da Parigi e da Londra per garantire la ibera navigazione nello stretto di Hormus. “La prossima settimana ci sarà un nuovo incontro a Londra e in quella sede definiremo la composizione della missione“, ha detto, precisando che “alcuni Paesi hanno già messo a disposizione loro mezzi” e che “sarà una missione difensiva e pacifica”. Reticente per ora Berlino, con il cancelliere Merz che ha specificato che la Germania è disponibile a partecipare alla missione a guida Francia-Gran Bretagna per la libertà di navigazione nello stretto di Hormuz, ma solo se ci sarà “una forte base giuridica”, come il via libera del Parlamento tedesco o una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Mentre la premier Meloni ha precisato “che una presenza navale internazionale a Hormuz può essere avviata soltanto quando vi sarà una cessazione delle ostilità in coordinamento con tutti gli attori regionali e internazionali e con una postura esclusivamente difensiva”.

    Intanto è arrivata la notizia della riapertura dello Stretto di Hormuz. Poco dopo le 14 italiane, la società di tracciamento Kpler ha comunicato il passaggio di tre petroliere iraniane attraverso Hormuz, le prime a farlo da quando gli Stati Uniti hanno imposto un blocco attorno allo Stretto. E il presidente USA, Donald Trump ha ringraziato via social Teheran: “L’Iran ha appena annunciato che lo Stretto d’Iran è completamente aperto e pronto per il transito. Grazie!”, ha scritto su Truth. Una notizia accolta con favore dalla riunione dei volenterosi. Starmer ha salutato “con favore” l’annuncio. “Dobbiamo far sì che la riapertura sia duratura e attuabile“, ha sottolineato. Mentre per Macron, dopo l’annuncio di Teheran la missione “è ancora più legittima perché è ciò che renderà possibile consolidare questi annunci nel breve termine e, soprattutto, dare loro la possibilità di resistere a lungo termine”. Mentre Meloni ha definito la riapertura di Hormuz “parte di qualsiasi serio progetto di negoziato per la crisi in Medio Oriente”, “ma chiaramente non è l’unico: sappiamo che il tema della rinuncia da parte dell’Iran alla corsa nucleare, così come costruire un quadro di sicurezza nel quale nessuna nazione venga minacciata per il futuro, saranno gli altri elementi fondamentali, ma è la ragione per la quale siamo qui oggi”.

    Tags: HormuzkallasnavigazioneparigiStrettoVon der Leyen

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