Bruxelles – Tra timori e speranze, l’Unione Europea saluta la notizia del cessate il fuoco di dieci giorni tra Israele e Libano, negoziato senza il coinvolgimento di Hezbollah e scattato alle 23 italiane di ieri sera (16 aprile). “La tregua di 10 giorni tra Israele e Libano è un’ottima notizia. Deve ora essere attuata e verificata sul campo“, ha scritto su X il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa. Ma a nessuno sfugge la fragilità della situazione – dato che già poco dopo la mezzanotte l’esercito libanese ha denunciato delle aggressioni israeliane alle quali Hezbollah ha reagito. Per l’ex premier portoghese, dunque, “è essenziale che Israele e Libano intraprendano negoziati significativi che producano risultati concreti – per il bene dei loro popoli e della prospettiva di una pace sostenibile”. Da Bruxelles, “l’UE continuerà a sostenere il Libano“, mentre “potenziare le autorità per disarmare Hezbollah è l’unica soluzione sostenibile per ristabilire la stabilità del Libano”.
A fare riferimento alla tutela dell’integrità territoriale e alla sovranità del Paese dei cedri è la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. “Accolgo con favore l’annunciato cessate il fuoco di 10 giorni tra Israele e Libano, mediato dal presidente Trump. Si tratta di un sollievo, poiché questo conflitto ha già causato fin troppe vittime”, ha sottolineato su X von der Leyen. “Ora, non ci serve solo una pausa temporanea, ma un percorso verso una pace permanente. L’Europa continuerà a chiedere il pieno rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale del Libano. E continueremo a sostenere il popolo libanese attraverso un sostanziale aiuto umanitario”, ha evidenziato.
A dare l’annuncio, nella notte europea, è stato il presidente USA, Donald Trump, sul suo social Truth. “Ho appena avuto delle conversazioni eccellenti con il stimatissimo presidente libanese Joseph Aoun e con il primo ministro israeliano Bibi Netanyahu. Questi due leader hanno concordato che, al fine di raggiungere la PACE tra i loro Paesi, daranno formalmente inizio a un CESSATE IL FUOCO di 10 giorni alle 17:00 EST”, ha scritto l’inquilino della Casa Bianca. “Martedì, i due Paesi si sono incontrati per la prima volta in 34 anni qui a Washington, D.C., con il nostro grande Segretario di Stato, Marco Rubio. Ho incaricato il vicepresidente JD Vance e il Segretario di Stato Rubio, insieme al presidente del Joint Chiefs of Staff, Dan Razin’ Caine, di collaborare con Israele e il Libano per raggiungere una PACE duratura”, ha concluso. Alla notizia, la popolazione libanese è scesa in piazza con fuochi d’artificio e spari celebrativi e migliaia di famiglie sfollate si sono riversate sulla principale autostrada che porta al Libano meridionale.
Parole di sollievo sono subito arrivate dal segretario generale ONU, António Guterres. “Accolgo con favore l’annuncio di un cessate il fuoco tra Israele e Libano, e lodo il ruolo degli Stati Uniti nel facilitarlo. Spero che questo aprirà la strada a negoziati verso una soluzione a lungo termine del conflitto e contribuirà agli sforzi in corso per una pace duratura e complessiva nella regione”, ha scritto. “Esorto tutti a rispettare pienamente il cessate il fuoco e a rispettare il diritto internazionale in ogni momento“, ha aggiunto.
Intanto, però, attraverso il portavoce di Guterres, Stephane Dujarric, le Nazioni Unite denunciano che “la situazione umanitaria continua a peggiorare” perché, “secondo l’agenzia per gli aiuti umanitari, ci sono 1,2 milioni di persone sfollate in Libano” e “i combattimenti continuano a minacciare i civili e l’accesso umanitario”. Per questo motivo, “l’ONU, tramite missioni politiche e di peacekeeping, è pronta a sostenere questi sforzi e continua a sollecitare la piena attuazione della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza, come base per un cessate il fuoco permanente e una soluzione duratura del conflitto”.
Dunque speranza, ma timori per la tenuta. A metterli in chiaro è il presidente francese, Emmanuel Macron. “Esprimo tutto il mio sostegno al cessate il fuoco tra Hezbollah e Israele così come annunciato dal presidente Trump ieri”, ma “esprimo anche la mia preoccupazione che possa già essere indebolito dalla prosecuzione delle operazioni militari“, ha scritto su X. “Chiedo la sicurezza per le popolazioni civili di entrambi i lati del confine tra Libano e Israele. Hezbollah deve rinunciare alle armi. Israele deve rispettare la sovranità libanese e fermare la guerra“, ha sottolineato.
Mentre Giorgia Meloni, presidente del Consiglio italiano, in una nota ha definito una “eccellente notizia” l’annuncio del cessate il fuoco tra Libano e Israele e ha espresso congratulazioni ai “governi libanese e israeliano per aver raggiunto questo importante risultato grazie alla mediazione degli Stati Uniti”. Per Meloni, “è ora fondamentale che il cessate il fuoco sia pienamente rispettato”, dove “Hezbollah, che ha la responsabilità di aver dato il via a questo conflitto, deve cessare ogni azione contro Israele e rispettare le decisioni assunte dal governo libanese”. Anche Meloni auspica che da questo punto si possano “creare le condizioni per il successo dei negoziati tra Israele e Libano portando ad una pace piena e duratura” e, “in questo quadro, l’Italia continuerà a fare la sua parte contribuendo al mantenimento della pace lungo la Linea Blu attraverso il suo contingente militare in Unifil, missione Onu di cui detiene il comando, e a sostenere la sovranità libanese anche attraverso il rafforzamento delle forze armate libanesi“.
A salutare con favore la tregua è stata anche Teheran, con cui Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti sono “molto vicini” a un accordo in quanto il regime è disposto “a liberarsi del proprio uranio arricchito”, una delle principali richieste di Washington. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale iraniana Tasnim, un portavoce del Ministero degli Esteri ha ricordato che fin dall’inizio l’Iran ha sottolineato “la necessità di stabilire un cessate il fuoco simultaneo in tutta la regione, Libano compreso, e ha continuato a perseguire seriamente questa questione anche dopo i negoziati di Islamabad”.
Intanto, però, mentre Trump si intitola la risoluzione della guerra, l’alleato israeliano incassa una scarsa accoglienza della propria opinione pubblica rispetto al cessate il fuoco. Yair Lapid, leader dell’opposizione, ha scritto su X che “non è la prima volta che tutte le promesse di questo governo si scontrano con la dura realtà” e che “lo scontro in Libano può concludersi solo in un modo: l’eliminazione permanente della minaccia sui villaggi del Nord. In questo governo non accadrà più – ha aggiunto -, lo faremo nel prossimo governo”. E di tregua “imposta” da Trump parla il quotidiano israeliano Time of Israel che riporta che l’inquilino della Casa Bianca ha “convinto il premier israeliano ad accettare la tregua” e che “la notizia ha colto di sorpresa il gabinetto di sicurezza israeliano”, suscitando “furiose condanne da parte dei sindaci del nord di Israele, i quali hanno affermato che il governo non era riuscito a garantire la sicurezza dei loro residenti e hanno avvertito che Israele stava ‘perdendo il nord'”.
Nel frattempo, il gruppo libanese Hezbollah ha specificato che i suoi combattenti sono “pronti ad attaccare” qualora Israele violasse la tregua. In una dichiarazione, il partito filo-iraniano ha affermato di aver condotto “2.184 operazioni militari” contro Israele e l’esercito israeliano in territorio libanese durante i 45 giorni di guerra. “I combattenti terranno il dito sul grilletto perché temono il tradimento del nemico”, aggiunge la dichiarazione.










![Sigfrido Ranucci, conduttore di Report [foto: Andrea Di Biagio/imagoeconomica]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/04/Imagoeconomica_2629927-120x86.jpg)