Bruxelles – Ben venga la volontà di porre fine ai combattimenti in Libano, ma alle intenzioni devono seguire i fatti. La Commissione europea osserva e ancor di più resterà a guardare: da una parte l’annuncio del governo di Tel Aviv di intavolare trattative con quello di Beirut è “uno sviluppo positivo”, riconosce Anouar El Anouni, portavoce dell’Alta rappresentante per la Politica estera e di sicurezza dell’UE, Kaja Kallas, ma al tempo stesso “tutte le parti devono impegnarsi seriamente e in buona fede”.
A Bruxelles si sceglie il cauto ottimismo. Cauto perché le operazioni militari dello Stato ebraico per colpire Hezbollah in Libano hanno già messo a rischio la tregua siglata da Iran e Stati Uniti, che tra le condizioni prevede anche gli stop, non immediatamente rispettati, degli attacchi di Israele nella regione del Medio Oriente. “La diplomazia, e questo è chiaro, rimane l’unica strada percorribile“, sottolinea il portavoce di Kallas nel corso del consueto briefing con la stampa internazionale. “Come UE, accogliamo con favore l’annuncio israeliano sull’avvio dei colloqui di pace con il Libano“, e adesso “attendiamo con interesse l’inizio concreto dei colloqui e i loro esiti”.
La Commissione europea sembra fidarsi poco del governo israeliano e del suo primo ministro, Benjamin Netanyahu, già ampiamente criticato per i raid a Beirut e per questo nuovamente ammonito: “Per quanto riguarda la situazione in Libano, chiediamo l’immediata cessazione degli attacchi, che hanno già causato gravi perdite tra i civili e danneggiato le infrastrutture civili”, continua il portavoce di Kallas, in quella che suona come nuova censura dallo Stato ebraico e il suo operato.
A Netanyahu, le cui forze armate hanno sparato sul contingente italiano dei caschi blu dell’ONU – con il conseguente disappunto del governo di Roma -, viene mandato anche un altro pro-memoria: l’Unione europea riconosce “pieno e incondizionato sostegno all’UNIFIL, alla luce del suo ruolo cruciale e fondamentale nella stabilizzazione del Libano”. La missione delle Nazioni Unite per la pace in Libano non va messa in discussione, così come l’ordine internazionale, ed El Anouni lo mette in chiaro: come Unione europea “continueremo a sostenere il Libano insieme ai nostri Stati membri e in coordinamento con le Nazioni Unite”.







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