Bruxelles – Nell’attesa di testare sul campo la sua effettiva ‘fede’ europeista, l’Unione Europea si complimenta con Rumen Radev per la vittoria riportata ieri (19 aprile) nelle elezioni in Bulgaria. Il giro delle congratulazioni è stato inaugurato dal presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa, che su X ha definito quella del leader della coalizione Bulgaria Progressista una “vittoria netta“, sottolineando che “è un piacere dare nuovamente il benvenuto nel Consiglio Europeo” all’ex presidente della Repubblica e ora primo ministro in pectore di Sofia. “Come abbiamo concordato nella nostra chiamata telefonica di questa mattina”, ha concluso Costa rivolgendosi direttamente a Radev, “non vedo l’ora di lavorare con te sulla nostra agenda condivisa per un’Europa prospera, autonoma e sicura“.
A pochi minuti di distanza dalle parole dell’ex capo del governo portoghese, sono arrivati anche gli auguri di buon lavoro da parte della presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, che si è detta entusiasta di cominciare a lavorare con Radev “per la prosperità e la sicurezza della Bulgaria e dell’Europa“. La politica tedesca ha voluto anche ricordare che Sofia è “un membro orgoglioso della famiglia europea e gioca un ruolo importante nell’affrontare le nostre sfide comuni”.
A completare la ‘triade’ dei vertici delle principali istituzioni comunitarie, anche la presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, che si è rivolta a Radev per congratularsi e sottolineare come l’Eurocamera sia “pronta a collaborare per rafforzare l’Europa e raggiungere risultati concreti per i suoi cittadini”.
Quanto ai leader dei principali Stati membri, al momento nè il presidente francese, Emmanuel Macron, nè il cancelliere della Germania, Friedrich Merz, si sono pubblicamente complimentati con Radev. A fare le sue “più vive congratulazioni per il successo elettorale” è stata, invece, la presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni. Attraverso il proprio profilo X, la premier ha posto l’attenzione sulla natura dei rapporti tra Roma e Sofia definiti “profondi” e “figli di un legame storico, economico e culturale che si è consolidato nel tempo”. “Sono certa”, ha chiosato Meloni, “che sapremo rafforzare ulteriormente il partenariato tra Italia e Bulgaria, sia sul piano bilaterale che nel più ampio contesto delle sfide che ci attendono in Europa e nello scenario internazionale”.
Dietro alla sequela di dichiarazioni improntate alla cortesia istituzionale, si nascondono i dubbi di Bruxelles e delle principali capitali europee rispetto ad alcune posizioni espresse da Radev durante la campagna elettorale, specialmente in merito al conflitto russo-ucraino e all’ingresso della Bulgaria nell’Eurozona. Titubanze che – stando all’analisti post-voto del think tank European Council on Foreign Relations (ECFR) – dovrebbero essere ridimensionate. La tesi dell’ECFR si fonda sulla convinzione che sia altamente improbabile che l’ex presidente della Repubblica bulgara possa assumere il ruolo di ‘nuovo Orbán‘ all’interno del Consiglio Europeo. Come ha spiegato la vicedirettrice dell’ECFR, Vessela Tcherneva, proprio la sconfitta dell’ex primo ministro magiaro nelle elezioni dello scorso 12 aprile hanno privato Radev del necessario supporto “per rappresentare un fattore di blocco”. Inoltre, ha sottolineato ancora Tcherneva, “con l’incombente crisi economica, (Radev, ndr) non correrà il rischio di vedere i fondi UE congelati” a causa di un atteggiamento ostile verso Bruxelles da parte di Sofia.
L’interpretazione ottimistica del voto bulgaro da parte del think tank europeo non sembra essere condivisa da tutti all’interno dell’UE. Ad esprimersi in maniera molto dura nei confronti di Radev, ad esempio, è stato Renew Europe, il raggruppamento dei liberali all’interno del Parlamento Europeo. La presidente del gruppo, Valerie Hayer, ha ammonito rispetto al rischio di introdurre “un nuovo cavallo di Troia di Putin in Europa, deviare la Bulgaria dal suo percorso europeo e orientarla verso la Russia, esponendo il fianco sud della NATO e l’UE”. “La Bulgaria è un importante produttore di munizioni che aiuta l’Ucraina“, ha aggiunto l’eurodeputata francese, secondo cui Radev potrebbe mettere a rischio tale fornitura.

![Rumen Radev, ai tempi in cui era presidente della Repubblica bulgara [foto: imagoeconomica]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/04/Imagoeconomica_1572418-350x250.jpg)







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