Bruxelles – “Nel contesto odierno in cui la guerra ormai è diventata una condizione abituale, ha ancora valore il diritto internazionale se viene applicato a geometria variabile?“. È la domanda e il monito lanciati dall’eurodeputata del Movimento 5 stelle, Carolina Morace (La Sinistra), in un punto stampa a margine dell’iniziativa al Parlamento europeo ‘Costruire la pace in un mondo in conflitto’ in cui è stato presentato il libro dell’ex ambasciatrice italiana in Belgio, Elena Basile, dal titolo ‘Approdo per noi naufraghi. Come costruire la pace‘ edito da Paper First. L’evento è stato accompagnato da una protesta della delegazione M5s al Parlamento europeo per chiedere la sospensione immediata dell’accordo di associazione UE-Israele: un sollecito che arriva nelle stesse ore in cui il Consiglio Affari esteri dell’UE è riunito a Lussemburgo.

“Da una parte le istituzioni internazionali finanziano le guerre, dall’altra invece abbiamo i cittadini che chiedono coerenza”, tuona Morace mettendo a confronto l’inerzia istituzionale di fronte alla richiesta di oltre un milione di cittadini europei di fermare l’accordo con Israele e la “facilità” con cui l’UE ha approvato un prestito da 90 miliardi per l’Ucraina: “Non possiamo premere e considerare la legalità come un interruttore in base ai nostri ai nostri interessi. E di questo ne è un esempio lampante l’acclamazione dei 90 miliardi di prestito dell’Unione Europea all’Ucraina”, continua l’europarlamentare. “Di questi 90 miliardi noi sappiamo bene che 60 non andranno certamente al welfare o alla ricostruzione del Paese, ma alle casse delle armi e soprattutto degli Stati Uniti”.
Il collega Danilo Della Valle (Movimento 5 stelle, La Sinistra) continua ponendo l’accento sui “doppi standard” dell’Unione, e definendo “incommentabile” la mancata sospensione dell’accordo e, in particolare, la posizione dell’Italia per la quale non ci sono le condizioni per l’interruzione. “Abbiamo assistito al massacro di palestinesi a Gazza, un genocidio in piena regola che continua. Di fatto abbiamo assistito alle violazioni del diritto internazionale da parte di Israele con i bombardamenti di Stati sovrani e con il tentativo di occupazione del sud del sud del Libano. Quando arriverà questo momento”, si domanda l’eurodeputato, giusto prima di menzionare il fatto che, al contrario di quanto avvenuto per il caso russo, l’Europa non è riuscita ad approvare nemmeno un pacchetto di sanzioni contro Tel Aviv.
Per l’ex ambasciatrice Basile, “oggi dovremmo essere tutti d’accordo nel capire che o decidiamo di sostenere questo occidente arroccato che risponde con le guerre oppure cerchiamo una mediazione col sud globale“. In questo contesto, “questo libro lancia una discussione su alcune tematiche internazionali che, secondo me, sono importantissime affinché il dissenso e le forze che sono già in nelle istituzioni che sono più ricettive possano pensare a un’istanza politica alternativa ad un mondo occidentale, a un capitale finanziario che vive oggi una crisi”, precisa. Infine, nell’evidenziare l’urgenza dell’interruzione dell’accordo con Israele, Basile scandisce che la sospensione è un atto dovuto: “Garantire a Israele un accesso preferenziale al mercato europeo significa, di fatto, continuare a fortificare un’economia che sostiene il genocidio a Gaza, alimentando al contempo le sistematiche violazioni dei diritti umani in Cisgiordania e l’aggressione militare in Libano”.

![An Israeli soldier tries to prevent Palestinians from reaching their houses in Nur Shams refugee camp in the West Bank city of Tulkarm, Nov. 18, 2025. Palestinians took part in a demonstration demanding the right to return to their houses at the entrance of Nur Shams refugee camp, while Israeli soldiers assaulted the crowd and forced them to leave the area. [Photo by Nidal Eshtayeh/Xinhua/ABACAPRESS.COM, via IPA agency]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/04/IPA_Agency_IPA68161671-350x250.jpg)

![[Photo by Omar Ashtawy/APAImages/Shutterstock (16497571m), via IPA agency].
Palestinians inspect the damaged and largely destroyed building after the Israeli army targeted it in Nasser neighborhood of Gaza City, Gaza on January 31, 2026. At least 29 Palestinians were killed at dawn on Saturday in a series of Israeli airstrikes targeting various areas across the Gaza Strip. Since ceasefire took effect in early October, Israeli actions have killed more than 524 Palestinians.
Palestinians inspect the damaged and largely destroyed building after the Israeli army targeted it in Nasser neighborhood, Gaza city, Gaza Strip, Palestinian Territory - 31 Jan 2026](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/04/IPA_Agency_IPA70789453-350x250.jpg)
![L'Alta rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell'UE, Kaja Kallas, tra il primo ministro palestinese, Mohammad Mustafa (sinistra) e il ministro degli Esteri norvegese, Espen Barth Eide [Bruxelles, 20 aprile 2026]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/04/kallas-palestina-350x250.png)




![Il commissario per i Trasporti, Apostolos Tzitzikostas [Bruxelles, 5 novembre 2025]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2025/11/tzitzikostas-251105-120x86.png)

![Un momento del consiglio Affari esteri [Lussemburgo, 21 aprile 2026. Foto: European Council]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/04/fac-260421-120x86.jpg)
