Bruxelles – Il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa. O magari l’Alta rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’UE, Kaja Kallas. Il tempo di discutere la pace tra Ucraina e Russia ancora non è giunto, ma l’Unione europea si interroga su chi potrà essere la figura a rappresentare i Ventisette al tavolo, e lo fa giù in occasione della riunione del Consiglio Esteri che produce prime ipotesi, tutte da verificare. In questo ragionare quello di Costa “è certamente un nome di prestigio“, riconosce il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che comunque non dà ancora un sostegno ufficiale al portoghese.
La Russia ha proposto l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder quale mediatore per le trattative che verranno, nome però respinto al mittente. Intanto perché in linea di principio “non può essere la Russia a scegliere chi debba rappresentare il fronte europeo“, mette in chiaro Tajani. E poi, spiega l’Alta rappresentante Kallas, “Schröder è stato un lobbista di alto livello per aziende statali russe“, sottolinea in riferimento ai ruoli che il socialdemocratico tedesco ha avuto nel 2017 nel consiglio d’amministrazione di Rosneft e quello, dal 2022, nel consiglio di amministrazione di Gazprom dopo il suo mandato di capo di governo (1998-2005). Non sarebbe dunque un nome spendibile per gli europei quanto ‘buono’ per Mosca, e Kallas lo sa. “È chiaro perché Putin voglia che sia lui a ricoprire tale ruolo, in modo da poter sedere su entrambi i lati del tavolo delle trattative”.
In attesa di capire chi incaricare per rappresentare l’Unione europea al tavolo negoziale che gli europei attendono con impazienza, l’Alta rappresentante sembra candidarsi per il ruolo. Viene incalzata in merito, e lei risponde così: “Per metà della mia vita lavorativa ho fatto l’avvocata in uno studio legale e ho partecipato a molte trattative. E la differenza tra la politica e il settore privato è che nel settore privato, se sei un bravo avvocato o negoziatore, non devi dirlo tu stesso perché sono gli altri a dirlo. Ma
in politica, come diceva George W. Bush,
quando un politico non si auto-promuove, di solito nessuno lo fa per lui“. Risposta criptica, che sa di apertura, anche perché poi aggiunge: “Devo dire che penso di riuscire a vedere oltre le trappole che la Russia sta tendendo”. Insomma, Kallas può tenere banco, a suo dire. Serve solo l’endorsement degli europei. Anche se il suo
personale fallimento con il piano per l’Ucraina non depone a suo favore.
Per Kallas, però, “prima di parlare con i russi, direi che dovremmo prima parlarci tra di noi su cosa vogliamo discutere con loro” e, “in tal senso, ho stilato una lista di richieste e di concessioni che vorremmo vedere da parte dei russi”, ha dettagliato. Tra queste, ad esempio, il ritiro delle truppe russe dalla Moldavia. “La settimana scorsa sono stata in Moldavia, dove sono presenti truppe russe. Il ritiro delle loro truppe potrebbe essere una delle condizioni per garantire stabilità e sicurezza nella regione”, ha specificato l’Alta rappresentante. Per l’ex premier estone, l’appuntamento per discutere dei negoziati con Mosca sarà la riunione informale ‘Gymnich’ del 27 e 28 maggio a Cipro.
Su tutto, però, aleggia la diffidenza verso l’inquilino del Cremlino. “Ovviamente non si potrà concludere una pace senza la presenza dell’Europa”, ha osservato Tajani. “La dichiarazione di Putin è stata una dichiarazione, poi vediamo se veramente la Russia vuole concludere la guerra perché ci sono troppe dichiarazioni contraddittorie”, ha aggiunto. Mentre per Kallas lo scenario di trattative è lontana: “In questo momento non siamo affatto nella fase di entrare nei negoziati. Non vediamo che la Russia stia davvero negoziando in buona fede“, ha commentato.