Bruxelles – Nella cornice del palazzo Concert Noble di Bruxelles, il Gruppo Generali ha celebrato, nel tardo pomeriggio di ieri 11 maggio, la quinta edizione di SME EnterPRIZE, l’iniziativa europea dedicata alle piccole e medie imprese capaci di distinguersi per sostenibilità, innovazione e resilienza climatica. L’edizione 2025, dal titolo “Promuovere la resilienza climatica per le PMI europee”, ha posto al centro un tema sempre più urgente: la capacità delle imprese di affrontare gli shock climatici e trasformare la sostenibilità in un fattore concreto di competitività e continuità aziendale.
Nel corso della serata sono stati premiati i “Sustainability Heroes”, undici tra le oltre 8.500 PMI provenienti da undici Paesi europei coinvolti nell’iniziativa — Austria, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Ungheria, Italia, Portogallo, Slovenia e Spagna — selezionate per i risultati ottenuti nel trasformare pratiche sostenibili in valore di lungo termine. In rappresentanza dell’Italia il riconoscimento è andato a Diemmebi, azienda trevigiana specializzata nel design industriale. Una Special Mention dedicata alla resilienza climatica è stata inoltre assegnata alla tedesca Procedes, attiva nella stampa di grande formato.
Ad aprire l’evento è stato il presidente del Gruppo Generali Andrea Sironi, che ha definito SME EnterPRIZE “molto più di un singolo evento”, descrivendolo come una piattaforma europea capace di valorizzare imprenditori responsabili e condividere modelli innovativi. Nel suo intervento Sironi ha sottolineato come la resilienza climatica non significhi soltanto resistere al cambiamento, ma “adattarsi e prosperare di fronte ai rischi climatici”. “La sostenibilità non è un costo, ma un investimento per il futuro della nostra società”, ha affermato, ribadendo la necessità di un “nuovo patto” tra finanza, politica e imprese per costruire un’economia europea più competitiva, resiliente e inclusiva.
Successivamente è intervenuto il CEO del Gruppo Generali Philippe Donnet, che ha ricordato come le piccole e medie imprese rappresentino “un pilastro fondamentale per la crescita sostenibile e la resilienza economica dell’Europa”. Donnet ha ribadito l’impegno del gruppo assicurativo nell’accompagnare le aziende di fronte agli effetti del cambiamento climatico e della transizione verde: “In un contesto globale sempre più incerto, rafforzare la resilienza delle PMI non è soltanto necessario, ma rappresenta una priorità strategica per economia e società”.
Al centro della conferenza anche la presentazione del nuovo White Paper dedicato a PMI e sostenibilità in Europa, realizzato insieme alla SDA Bocconi School of Management su un campione di 1.100 imprese europee. Il report fotografa un panorama in evoluzione: nonostante volatilità economica, complessità normative e impatto crescente dei cambiamenti climatici, il 41 per cento delle PMI continua a integrare la sostenibilità nelle proprie decisioni aziendali, in crescita rispetto al 34 per cento registrato nel 2020. Parallelamente, il 68 per cento delle imprese considera oggi la sostenibilità un vantaggio competitivo strategico.
Tra i Paesi che hanno registrato i progressi più significativi emergono Italia (+27 punti percentuali rispetto al 2020), Spagna (+13), Francia (+10) e Ungheria (+8). Resta però evidente il peso della dimensione aziendale: le PMI con 50-249 dipendenti mostrano un tasso di implementazione della sostenibilità pari al 56 per cento, mentre tra quelle più piccole, con 10-19 dipendenti, la quota scende al 35 per cento.
Il report mette in luce anche un cambiamento rilevante negli ostacoli percepiti dalle imprese. Per la prima volta dal lancio dell’osservatorio, le principali difficoltà non risultano essere finanziarie ma istituzionali. Tra il 53 per cento e il 56 per cento delle aziende segnala infatti criticità legate alla mancanza di supporto pubblico, a incentivi insufficienti e all’assenza di chiarezza normativa. Per questo il White Paper raccomanda misure come incentivi fiscali stabili, fondi europei e nazionali agevolati e condizioni di credito più favorevoli per le aziende che investono nella sostenibilità.
Uno dei punti più delicati emersi dall’analisi riguarda però la protezione dai rischi climatici. Se la consapevolezza del rischio cresce — passando dal 50 per cento al 55 per cento rispetto allo scorso anno — restano ancora le difficoltà nell’affrontarlo con soluzione concrete: il 59 per cento delle PMI europee non dispone di coperture contro eventi climatici estremi e il 74 per cento non è assicurato contro l’interruzione dell’attività. Allo stesso tempo – rispetto al 2024 – i dati rilevano comunque qualche segnale di miglioramento, con un aumento di 10 punti delle coperture contro i danni climatici e una crescita del 26 per cento delle polizze contro l’interruzione delle attività.
Su questo punto si è soffermato anche il General Manager del Gruppo Generali, Marco Sesana, che ha sottolineato come “i dati mostrino quanto sia necessario rafforzare il supporto alle imprese, soprattutto sul fronte della resilienza climatica e della protezione assicurativa”. Secondo Sesana, i risultati confermano “l’importanza di un approccio integrato che unisca consapevolezza, soluzioni finanziarie e strumenti di protezione del rischio”.

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