Bruxelles – L’apertura del 2026 ha visto una progressione contenuta per l’economia della zona euro, con il Prodotto Interno Lordo e i livelli di occupazione che hanno segnato entrambi un lieve incremento. Secondo le stime pubblicate oggi (13 maggio) da Eurostat, il PIL destagionalizzato – privato delle fluttuazioni periodiche e stagionali legate a fattori climatici, festività o consuetudini – nel primo trimestre del 2026, è aumentato dello 0,1 per cento in zona euro e dello 0,2 per cento in UE, rispetto al periodo ottobre-dicembre 2025. Questo dato segna un lieve rallentamento rispetto al quarto trimestre del 2025, quando la crescita era stata dello 0,2 per cento in entrambe le aree. Un cambiamento significativo tra questi due periodi riguarda la composizione della zona euro, che dal primo gennaio 2026 include anche la Bulgaria, portando il numero dei membri a 21.
Confrontando il dato con il primo trimestre dell’anno precedente, il PIL ha registrato un incremento dello 0,8 per cento nella zona euro e dell’1,0 per cento nell’UE. A livello internazionale, nello stesso periodo, gli Stati Uniti hanno registrato una crescita più sostenuta, con un aumento del PIL dello 0,5 per cento rispetto al trimestre precedente e del 2,7 per cento su base annua.
Anche il mercato del lavoro ha mostrato una dinamica di crescita contenuta: il numero di persone occupate è aumentato dello 0,1 per cento sia nella zona euro che nell’UE nel primo trimestre del 2026 rispetto all’ultimo del 2025. Rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, l’occupazione è cresciuta dello 0,5 per cento nell’area euro e dello 0,6 per cento nell’UE.
Nel panorama economico europeo del primo trimestre del 2026, si delineano performance estremamente diversificate tra gli Stati membri: la Finlandia si posiziona in cima alla lista con un incremento del 0,9 per cento, seguita dall’Ungheria (+0,8 per cento) e dalla Bulgaria (+0,7 per cento). Per quanto riguarda invece il confronto su base annua, è Cipro a guidare la crescita con un +3,0 per cento, seguito da vicino dalla Bulgaria (+2,9 per cento) e dalla Spagna (+2,7 per cento). In questo contesto, il PIL italiano è cresciuto dello 0,2 per cento rispetto agli ultimi tre mesi del 2025 e dello 0,7 per cento su base annua, un risultato che, pur superando la performance della Germania (+0,3 per cento annuo), rimane leggermente al di sotto della media dell’area euro (+0,8 per cento) e dell’intero blocco UE (+1,0 per cento). All’estremo opposto della classifica si colloca l’Irlanda, che registra una significativa contrazione sia trimestrale (-2,0 per cento) che annuale (-6,3 per cento), sebbene gli esperti invitino alla cautela nell’analisi di tali dati a causa di specificità metodologiche nel calcolo del PIL irlandese che possono rendere le fonti dei dati incompleti.













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