Bruxelles – Il mercato dei videogiochi nell’Unione europea ha generato entrate pari a 23,48 miliardi di euro nel 2022, quattro volte superiori a quelle della musica digitale. Durante la pandemia di COVID-19 il numero di giocatori è aumentato: nel 2021 oltre la metà delle persone di età compresa tra i 6 e i 64 anni ha usato videogiochi. A dirlo è uno studio del 2023 (ultimi dati disponibili) realizzato per la Commissione europea da Ecorys e KEA. Nonostante questi numeri, i consumatori denunciano un fenomeno sempre più frequente: molti giochi richiedono una connessione internet costante, consentendo agli editori di disabilitare da remoto videogiochi legittimamente acquistati, senza giustificazione né soluzioni alternative.
Per questo, il 19 giugno 2024 la Commissione ha ricevuto e registrato un’Iniziativa firmata da più di 1,2 milioni di cittadini europei che chiede che gli editori “che vendono o concedono in licenza videogiochi ai consumatori dell’UE lascino tali giochi in uno stato giocabile”. In passato, spiegano i firmatari, gli acquirenti di videogiochi avrebbero acquistato una copia fisica utilizzabile per un tempo indefinito dal momento dell’acquisto. Nell’attuale ambiente digitale, invece, “i videogiochi sono giocati online, il che solleva nuove questioni per quanto riguarda il loro ciclo di vita”. La richiesta, quindi, è che gli editori non possano disattivare da remoto un videogioco senza fornire mezzi ragionevoli e autonomi per continuare giocarci.
Ora, la Commissione è tenuta a esprimere il proprio parere entro il 27 luglio 2026, indicando se intende o no dare seguito all’Iniziativa. Secondo gli organizzatori, la pratica in uso “costituisce un affronto ai diritti dei consumatori”. La Commissione, si legge sulla decisione di esecuzione, “potrebbe presentare una proposta di atto giuridico sulla base dell’articolo 114 del trattato sul funzionamento dell’Unione, teso a precludere agli editori la possibilità di disattivare da remoto i videogiochi”.
Il movimento ‘Stop killing games’ sta prendendo sempre più piede. In Francia ha sostenuto l’associazione UFC-Que Choisir, che fatto causa alla casa produttrice di videogiochi Ubisoft, presso il Tribunale di Créteil, a seguito della chiusura dei server del gioco The Crew. L’associazione vorrebbe ottenere una sentenza cruciale, che possa determinare se l’acquisto conferisca ai giocatori un diritto d’uso totalmente indipendente.
![[Foto: Unsplash]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/05/compagnons-By-tZImt0Ms-unsplash-750x375.jpg)







![Mario Draghi, in occasione della laurea honoris causa conferita dall'università di Leuven [Leuven, 2 febbraio 2026. Foto: imagoeconomica]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/05/Imagoeconomica_2639360-120x86.jpg)
![[Foto: Unsplash]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/05/compagnons-By-tZImt0Ms-unsplash-120x86.jpg)
![Lo storico Alessandro Barbero [foto: Saverio De Giglio/imagoeconomica]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/05/Imagoeconomica_2538341-120x86.jpg)
![Mario Draghi (sinistra) con Christine Lagarde [Gent, 24 febbraio 2024. Foto: IPA agency]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/05/IPA_Agency_IPA65506222-120x86.jpg)