Bruxelles – La mobilità militare? Solo per, da e tra snodi militari. Il personale militare in divisa che sceglie di spostarsi con aerei di linea dell’aviazione civile continuerà a essere fermato per i controlli di rito, senza eccezioni né scorciatoie. Proprio così. Lo speciale pacchetto presentato dalla Commissione europea alla fine del 2025 non prevede corsie preferenziali all’interno degli aeroporti civili, e non si intende intervenire. Per la delegazione del Movimento 5 Stelle in Parlamento europeo si tratta di ‘un caso’, per l’esecutivo comunitario invece no, ma tant’è: la mobilità militare, nei terminal, si ferma al metal detector.
Mario Furore, Danilo Della Valle e Giuseppe Antoci, con tanto di interrogazione, lamentano casi di procedure di controllo aeroportuale applicate a personale militare in uniforme in transito presso scali civili europei, tra cui richieste di rimozione di parti dell’uniforme o verifiche effettuate in presenza di altri passeggeri. Da qui la domanda: “Il transito di personale militare in uniforme su vettori civili rientra tra le situazioni considerate nell’ambito delle politiche europee sulla mobilità militare?” La risposta che arriva dalla Commissione è ‘no’.
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“La Commissione prende atto delle questioni sollevate in merito alle procedure di controllo aeroportuale per il personale militare che viaggia utilizzando le infrastrutture civili”, premette il commissario per la Difesa, Andrius Kubilius, che quindi precisa: “Tali questioni non rientrano tuttavia nell’ambito di applicazione delle attuali disposizioni giuridiche a norma della proposta di regolamento”. La proposta e le risorse messe a disposizione, sottolinea ancora, intendono “rafforzare la prontezza dell’Europa alla difesa affrontando gli ostacoli alla mobilità militare a livello di regolamentazione, infrastrutture e capacità, vale a dire le aree critiche che attualmente limitano il trasporto militare trans-frontaliero”. La questione delle code ai metal detector, dunque, continuerà a porsi.
Su questo punto Kubilius intende essere chiaro: la Commissione von der Leyen “non prevede, nel contesto delle misure stabilite nel più ampio pacchetto sulla mobilità militare, lo sviluppo di ulteriori orientamenti comuni in questo settore”. Misure in materia di eliminazione dei controlli per il personale militare UE negli aeroporti civili “non rientrerebbero nell’ambito di applicazione della proposta e delle misure attualmente previste”. Insomma, le norme ci sono e non si intende cambiarle, neppure tramite modifica. Generali e colonnelli sono pregati di riporre i liquidi negli appositi contenitori, e si ricordino di imbarcare le pistole perché è vietato portarle a bordo. Oppure usino jet militari.
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