Bruxelles – La vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno, lascia il PD. In un’esclusiva rilasciata al quotidiano “Il Foglio”, Picierno ufficializza il suo addio al Partito Democratico, definendola una scelta “lacerata” ma necessaria. “La casa dei riformisti non c’è più”, spiega. Il partito a suo giudizio ha ormai smarrito la “tensione verso il governo della complessità”, preferendo la “tutela della propria identità come un obiettivo politico in sé”.
Secondo Picierno “Il riformismo non nasce per custodire una comunità ma per misurarsi con la realtà, soprattutto quando la realtà si presenta in forme nuove, scomode e persino inquietanti”. Il cuore della critica riguarda quello che lei considera lo snaturamento del progetto originale: “Il Pd che abbiamo voluto al Lingotto non esiste più”. Oggi, lamenta, il partito è scivolato verso una “deriva movimentista” influenzata dal M5s in quella che definisce una “normalizzazione dell’antipolitica”.
Un punto di rottura fondamentale è la politica estera. Picierno, che vive sotto scorta per le minacce della Russia, denuncia l’ambiguità verso il “fascismo putiniano”: “si può essere antifascisti, oggi, senza essere in prima linea contro il fascismo putiniano?”, domanda sarcasticamente la vicepresidente. Per lei, “Kyiv ci ricorda ogni giorno che questi valori sopravvivono soltanto quando qualcuno è disposto a sostenerne il costo”.
Oltre ai temi politici, Picierno lamenta un profondo isolamento personale: “Dal gruppo dirigente nazionale del mio partito non c’è stata nessuna mano tesa” di fronte agli attacchi ibridi subiti; al contrario, “hanno voluto silenziare quello che mi stava succedendo”.
La Vicepresidente sembra voler puntare sempre più al centrismo: su un post Facebook dichiara necessaria “una casa larga, plurale, popolare e riformista per chi crede nella democrazia liberale, nell’Europa, nella libertà”
Ancora nessun commento dai suoi ormai ex-colleghi di delegazione dell’Eurocamera e ci si interroga sulla sua possibile fuoriuscita dal gruppo dei Socialisti. A riguardo, fonti ANSA, riportano l’intenzione di aderire al Partito democratico europeo (PDE) e al gruppo Renew, di cui il PDE è partito fondatore insieme a ALDE.


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