Bruxelles – Droghe più disponibili, diversificate e potenti, mentre i gruppi della criminalità organizzata ricorrono con maggiore frequenza alla violenza. È questo il quadro che emerge dal ‘Rapporto europeo sulla droga 2026’, presentato oggi (9 giugno) dal commissario per gli Affari Interni e la Migrazione, Magnus Brunner, e l’Agenzia dell’Unione europea per le droghe (EUDA). Basato su dati provenienti da 29 Paesi (27 Stati membri UE, Norvegia e Turchia), il rapporto mostra che le droghe hanno un impatto sempre più negativo sulla salute e sulla sicurezza europee.
L’analisi evidenzia che gli oppioidi, solitamente in combinazione con altre sostanze, rimangono la principale causa di decessi per overdose in Europa. “L’EUDA stima che nel 2024 si siano verificati almeno 7.600 decessi per overdose nell’UE, nella maggior parte dei casi con il coinvolgimento di più sostanze“, ha spiegato Brunner. “Dobbiamo fare di tutto per impedire che nuovi prodotti pericolosi invadano il mercato – ha scandito il commissario – e utilizzare tutta la forza della legge per smantellare il modello di business dei trafficanti illegali”. Con il Sistema di allerta precoce dell’UE “stiamo individuando tempestivamente le nuove tendenze”, ha aggiunto.
In particolare, l’Italia, con 105.652 persone, era il Paese con il maggior numero di persone che fanno uso di droghe per via iniettiva. A seguire la Penisola, Francia (102.648) e Germania (84.606). ln generale, la prevalenza complessiva di questo tipo di utilizzo nell’Unione europea è stimata in 1,8 casi ogni mille abitanti di età compresa tra 15 e 64 anni e ciò suggerisce che nel 2024 nell’UE si contavano circa 522mila consumatori (530mila se si include la Norvegia). I dati mostrano anche una grande variazione dell’uso: si va dallo 0,1 abitanti ogni mille nei Paesi Bassi ai 10 ogni mille abitanti in Estonia, con livelli particolarmente elevati segnalati anche in Finlandia (8,2 ogni mille), Lettonia (6,1 ogni mille), Repubblica Ceca (6,1 ogni mille) e Lituania (4,6 ogni mille).
Continuano a essere ampiamente disponibili sostanze come cocaina e droghe sintetiche, insieme alle nuove sostanze psicoattive. I prodotti a base di cannabis sono in aumento, come anche la varietà di oppioidi e stimolanti in commercio.
Sugli oppioidi sintetici Lorraine Nolan, direttrice esecutiva dell’EUDA, ha lanciato un avvertimento: “Alcune di queste sostanze sono così potenti che pochi grammi possono rappresentare migliaia di dosi potenzialmente letali”. Nel 2024 in Europa sono stati sequestrati “34 chilogrammi di oppioidi sintetici ad alta potenza, tra cui nitazine e fentanil”, ha spiegato. Inoltre, nel 2025 il sistema europeo di allerta precoce ha identificato 50 nuove sostanze psicoattive mai rilevate prima in Europa, portando il totale monitorato dall’EUDA a 1.050 sostanze”.
Sul fronte della ketamina, la direttrice ha sottolineato il rischio di normalizzazione, perché “in alcuni contesti, soprattutto ricreativi, non è più vista come una sostanza di nicchia”. I dati mostrano che “le richieste di trattamento (presso i SerD) sono quadruplicate negli ultimi anni – ha continuato -, mentre la consapevolezza dei rischi tra i consumatori rimane bassa”. Nolan ha precisato che attualmente oltre il 60 per cento dei bisogni della popolazione europea che fa uso di oppioidi è coperto in termini di trattamento, ma alcuni Paesi non raggiungono ancora le soglie minime internazionali per la terapia sostitutiva (OAT) e per i programmi di distribuzione di siringhe sterili. “Il messaggio chiave è che dobbiamo continuare, rafforzare e ampliare la scala degli interventi, adattandoci ai nuovi modelli di consumo”, ha commentato. Anche Brunner ha ribadito l’importanza della riduzione del danno, da abbinare al “contrasto penale”. Secondo il commissario, infatti, “non è una scelta tra due approcci, sono entrambi necessari. Si fa l’uno senza trascurare l’altro”.
Il rapporto, poi, stima che 2,5 milioni di giovani adulti abbiano consumato cocaina nell’ultimo anno. Nel 2024, ha concluso la direttrice, “sono state sequestrate anche 64 tonnellate di precursori chimici, inclusi i cosiddetti designer precursors, sostanze create appositamente per aggirare i controlli”.
Le reti della criminalità organizzata stanno diversificando le proprie rotte e i propri metodi di traffico per sfuggire ai controlli. In seguito all’intensificazione delle operazioni di polizia nei principali porti europei, chi traffica droga sfrutta porti di minori dimensioni e sviluppa metodi di occultamento sempre più sofisticati. Il rapporto evidenzia che il volume di cocaina intercettata in Europa è diminuito di oltre il 20 per cento nel 2024. Tuttavia, il numero di sequestri è aumentato a 97mila (rispetto ai 95mila del 2023), lasciando intendere che i trafficanti si stiano orientando verso spedizioni più piccole e frammentate. “Queste reti – ha commentato Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la Sicurezza e la Democrazia – sfruttano le piattaforme digitali e le catene di approvvigionamento globali, mettendo in pericolo i nostri giovani e le nostre comunità”. A questo proposito, la Commissione ha intensificato il proprio sostegno agli Stati membri per affrontare tali sfide con una nuova Strategia dell’UE sulle droghe e un Piano d’azione contro il traffico di droga. “Stiamo migliorando la condivisione di informazioni di intelligence, il contrasto e la prevenzione per destabilizzare le operazioni criminali e proteggere le persone più a rischio – ha continuato Virkkunen -. I risultati di questo rapporto ci forniscono i dati necessari per concentrare i nostri sforzi dove sono più necessari”.
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