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    Home » Energia » Il gas naturale sfiora il 30 per cento del consumo di energia delle famiglie UE

    Il gas naturale sfiora il 30 per cento del consumo di energia delle famiglie UE

    Secondo i dati di Eurostat, nel 2024, Paesi Bassi (61 per cento), Italia (49,2 per cento), Ungheria (46,3 per cento) e Lussemburgo (46 per cento) sono i Paesi che più lo hanno utilizzato per soddisfare il proprio fabbisogno nel settore residenziale

    Giulia Torbidoni di Giulia Torbidoni
    10 Giugno 2026
    in Energia
    Termosifoni. Source: Carlo Lannutti via Imagoeconomica

    Termosifoni. Source: Carlo Lannutti via Imagoeconomica

    Bruxelles – Il gas naturale è, ancora, la principale fonte energetica per le famiglie europee. Soprattutto in Italia, dove arriva alla metà del consumo finale. Emerge dai dati di Eurostat, l’Ufficio di statistica dell’Unione europea, che sottolinea come, da tre anni consecutivi, si registri un calo nell’uso di energia. Nel 2024, le famiglie dell’UE hanno consumato 9,54 milioni di terajoule, in leggero calo (-0,2 per cento) rispetto ai 9,57 milioni di terajoule del 2023 e in linea con la costante diminuzione dopo il picco storico di 10,98 milioni di terajoule raggiunto nel 2021.

    Il settore residenziale rappresenta il 26 per cento del consumo finale di energia che è stato alimentato, nel 2024, dal gas naturale per il 29,4 per cento, dall’elettricità per il 26,9 per cento, da rinnovabili e biocarburanti per il 22,8 per cento. Con quote minori si trovano i prodotti petroliferi (10,4 per cento) e il calore derivato (8,5 per cento), mentre una piccola quota è stata ancora coperta da prodotti del carbone (combustibili fossili solidi) (1,9 per cento).

    In questo contesto, nel 2024, Paesi Bassi (61 per cento), Italia (49,2 per cento), Ungheria (46,3 per cento) e Lussemburgo (46 per cento) si sono affidati per oltre il 45 per cento al ​​gas naturale per soddisfare il proprio fabbisogno nel settore residenziale. Mentre Malta (78,8 per cento), Bulgaria (56,6 per cento) e Svezia (48,9 per cento) hanno fatto ricorso principalmente all’elettricità. Rinnovabili e biocarburanti hanno trovato gli spazi maggiori in Estonia (50,2 per cento), Croazia (43,1 per cento), Slovenia (40,3 per cento) e Lettonia (40,2 per cento). I prodotti petroliferi hanno alimentato il 41,9 per cento del consumo per famiglia in Irlanda, mentre i combustibili fossili solidi il 18,4 per cento di quello in Polonia. La Danimarca ha fatto affidamento principalmente sul calore di scarto.

    La principale destinazione dell’uso di energia è il riscaldamento degli ambienti (61,5 per cento) e dell’acqua (15,6 per cento). Queste due esigenze hanno rappresentato il 77,1 per cento del consumo finale di energia delle famiglie. Il resto è stato utilizzato per illuminazione ed elettrodomestici (14,8 per cento), cottura (6,4 per cento), altri usi (0,9 per cento) e raffreddamento degli ambienti (0,8 per cento). Rispetto al 2023, il consumo energetico per il riscaldamento degli ambienti è diminuito dell’1,2 per cento e quello per la cottura dello 0,9 per cento. Al contrario, il raffreddamento degli ambienti, l’illuminazione e gli elettrodomestici sono aumentati rispetto al 2023 rispettivamente del 15,3 per cento e del 2,6 per cento.

    Le percentuali più basse di energia utilizzata per il riscaldamento degli ambienti sono state osservate a Malta (20 per cento), in Portogallo (28,8 per cento) e a Cipro (30,9 per cento), mentre le più alte in Lussemburgo (76,5 per cento), Estonia (73 per cento), Belgio (71,2 per cento) e Ungheria (69,6 per cento). In Italia il consumo per il riscaldamento degli ambienti ha raggiunto il 64,1 per cento e quello dell’acqua l’11,1 per cento. A seguire, si sono registrati il 13 per cento per illuminazione ed elettrodomestici, l’8,2 per cento per cucinare, il 2,3 per cento per il raffreddamento.

    Più nel dettaglio, nell’UE, nel 2024, l’elettricità ha coperto il 100 per cento del fabbisogno energetico per l’illuminazione e il raffreddamento degli ambienti, ma anche il 52,2 per cento di quello per la cottura. Il gas naturale ha svolto un ruolo essenziale per il riscaldamento degli ambienti e dell’acqua (rispettivamente 34,7 per cento e 38,9 per cento) e per la cottura (31,8 per cento). Le energie rinnovabili hanno coperto il 32,3 per cento del fabbisogno per il riscaldamento degli ambienti, il 15,9 per cento per il riscaldamento dell’acqua e il 4,6 per cento per la cottura. I prodotti petroliferi hanno pesato ancora per il 12,7 per cento del fabbisogno energetico per il riscaldamento degli ambienti, l’11,2 per cento per la cottura dei cibi e l’11,2 per cento per il riscaldamento dell’acqua.

    Cinque dei 27 Paesi dell’UE ricavano oltre il 54 per cento dell’energia necessaria al riscaldamento delle proprie abitazioni da fonti rinnovabili. Si tratta di Portogallo (86,6 per cento), Croazia (61,9 per cento), Malta (61,7 per cento), Bulgaria (60,2 per cento) e Slovenia (57,5 per cento). Mentre Paesi Bassi (70,3 per cento), Italia (57,8 per cento) e Ungheria (53,2 per cento) sono i Paesi dell’UE in cui la percentuale di gas utilizzato per il riscaldamento degli ambienti è più elevata. In tre Paesi dell’UE, i prodotti petroliferi sono stati utilizzati principalmente per il riscaldamento degli ambienti: Cipro (62,9 per cento), Irlanda (56,6 per cento) e Grecia (43,4 per cento). Infine, in due Stati UE, Svezia (51 per cento) e Danimarca (42,2 per cento), il calore derivato è stato utilizzato prevalentemente per il riscaldamento degli ambienti, mentre la Polonia ha principalmente fatto ricorso ai combustibili solidi (26,9 per cento).

    Tags: consumidiminuzioneelettricitàenergiaeurostatfamigliegas naturaleitaliaraffreddamentorinnovabiliriscaldamentoue

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