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    Home » Diritti » Entra in vigore Patto migrazione e asilo. Brunner: “Per la prima volta approccio europeo completo”

    Entra in vigore Patto migrazione e asilo. Brunner: “Per la prima volta approccio europeo completo”

    I ministri degli interni UE celebrano le nuove regole che stabiliranno come l'Unione gestirà le proprie frontiere, esaminerà le domande di asilo e disciplinerà le responsabilità con gli Stati membri. Restano tuttavia molti dubbi sulle tutela dei diritti umani fondamentali

    Iolanda Cuomo di Iolanda Cuomo
    12 Giugno 2026
    in Diritti
    Conferenza stampa sul patto migrazione e asilo con il commissario per gli Affari interni e l’immigrazione, Magnus Brunner e il viceministro per la Migrazione e la Protezione Internazionale di Cipro, Nicholas Ioannides. Crediti: Commissione europea via EBS

    Conferenza stampa sul patto migrazione e asilo con il commissario per gli Affari interni e l’immigrazione, Magnus Brunner e il viceministro per la Migrazione e la Protezione Internazionale di Cipro, Nicholas Ioannides. Crediti: Commissione europea via EBS

    Bruxelles – “È la prima volta che adottiamo un approccio europeo così completo in materia di migrazione e asilo”. Oggi (12 giugno) il commissario per gli Affari interni e l’immigrazione, Magnus Brunner, ha rimarcato così l’entrata in vigore del Patto migrazione e asilo. “Passiamo dall’accordo politico alla fase pratica di attuazione”, ha aggiunto Nicholas Ioannides, viceministro per la Migrazione e la Protezione Internazionale di Cipro – Paese che ricopre il semestre di presidenza del Consiglio UE -,  spiegando che si “apre un nuovo capitolo di responsabilità comune, solidarietà concreta e determinazione condivisa nella gestione della migrazione”. I due si sono espressi durante una conferenza stampa a Lefkosia (Cipro), dove la presidenza cipriota del Consiglio dell’Unione europea ha organizzato una riunione ministeriale informale per “celebrare” il traguardo. 

    “Dieci anni fa ci siamo assunti molte responsabilità come UE, ma non avevamo regole né tantomeno un sistema”, ha ricordato Brunner. Quest’ultimo ha sottolineato che la nuova struttura ha favorito una diminuzione degli arrivi illegali “del 55 percento negli ultimi due anni”, “un calo del 90 per cento negli ultimi tre anni sulla rotta dei Balcani occidentali” e “del 67 per cento sulla rotta che collega la Turchia alle isole dell’Egeo negli primi quattro mesi del 2026”. A dare una mano le agenzie UE (eu-LISA; Eurodac e Frontex), presenti anch’esse all’incontro di oggi. I loro sforzi “sono necessari per garantire una diplomazia migratoria più assertiva” secondo Brunner, il quale ritiene che una politica più risoluta sia “il prossimo passo” dell’UE in materia di migrazione e asilo. Le priorità, ha ribadito, “rimangono invariate” e sono: “Ridurre gli arrivi illegali”, “combattere il traffico di esseri umani”, “proteggere le persone bisognose, evitando abusi del sistema”, “promuovere la protezione del lavoro”. Non solo, è giunto il momento per l’UE di dedicarsi alla sua dimensione esterna: “L’Unione ha diverse partnership con Paesi terzi, come Egitto, Tunisia, Giordania e Mauritania”, ma non basta secondo il commissario. “Bisogna collaborare con il Marocco” e “affrontare la questione del corridoio orientale” cioè il “corridoio principale che parte dal Bangladesh e dal Pakistan, attraversa i Paesi del Golfo, si dirige verso l’Egitto e poi verso la Libia, e dalla Libia verso l’Unione Europea” L’obiettivo? Ovviamente ridurre gli arrivi illegali. 

    Alcuni giornalisti hanno chiesto ai due rappresentanti politici di esprimersi su come l’UE intende salvaguardare il rispetto dei diritti umani fondamentali nei centri di rimpatrio. Brunner ha risposto che “gli Stati membri non sono obbligati a crearli, ma possono concordarli con i Paesi terzi. La Commissione potrà valutare il rispetto delle salvaguardie, assieme al monitoraggio di altre organizzazioni internazionali come l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati e/o l’Organizzazione internazionale per le migrazioni. “Che tali garanzie vengano rispettate o meno, i diritti umani non sono negoziabili”. Tuttavia, dettagli pratici non sono stati forniti.

    Incalzati rispetto alle critiche sollevate dalle organizzazioni per i diritti umani e/o dei migranti, Ioannides ha bollato queste realtà come contrarie all’intera iniziativa UE, sottolineando la determinazione degli Stati membri e della Commissione “a stabilire delle regole per affrontare questa spinosa questione” che l’UE si trascina da anni. “Nel 2015 l’Unione è stata definita impreparata e non vogliamo che accada di nuovo”, ha affermato. Per questo i legislatori hanno creato “un quadro giuridico completo, in modo da poter affrontare qualsiasi crisi futura in modo più collettivo, coerente ed efficiente”. Infine, il commissario ha garantito che saranno individuati “i problemi che potrebbero sorgere nelle prossime settimane o mesi”. Perché l’obiettivo è essere “determinati a lavorare insieme e andare avanti all’interno di un quadro giuridico efficiente, per la prima volta nella storia dell’UE”. Ma, ancora una volta, non ha fornito una risposta diretta alle critiche.

    Tags: centri rimpatriociproioannidesmagnus brunnermigrantipatto migrazione e asilorichiedenti asiloue

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