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    Home » Opinioni » Né buonismo, né estremismo. La forza delle regole batte chi lucra sul caos migratorio

    Né buonismo, né estremismo. La forza delle regole batte chi lucra sul caos migratorio

    Con il nuovo Patto l'Europa assume una linea più determinata nel contrasto all'immigrazione illegale. Sarà più facile rimpatriare ed esercitare controlli

    Mattia de Grassi di Mattia de Grassi
    17 Giugno 2026
    in Opinioni, Politica
    Source: Saverio De Giglio via Imagoeconomica

    Source: Saverio De Giglio via Imagoeconomica

    La cifra politica di Forza Italia, fin dalla sua nascita, è sempre stata quella del pragmatismo: affrontare i problemi con serietà, senza inseguire slogan ad effetto o scorciatoie propagandistiche. Così come non si può pensare di battere il tennista più forte del mondo semplicemente costruendo un muro a metà campo al posto della rete, allo stesso modo non si può risolvere la crisi migratoria con dichiarazioni roboanti o piani destinati a restare sulla carta.

    Si può essere sedotti dal buonismo del “tutti dentro” o dall’estremismo del “tutti a casa loro”. Ma nessuna delle due strade è davvero percorribile. Il “tutti dentro” finisce per alimentare il business dei trafficanti di esseri umani, che hanno trasformato il Mediterraneo in un cimitero. Il “fuori tutti”, invece, oltre a strizzare l’occhio a una visione illiberale della società, ignora un dato fondamentale: senza accordi politici seri con i Paesi d’origine, controlli e rimpatri restano soltanto parole vuote.

    I rimpatri dipendono dagli accordi con i Paesi di origine e transito. Senza cooperazione diplomatica, molti rimpatri non sono materialmente eseguibili e ad oggi, infatti, solo una minima parte delle persone che ricevevano un ordine di lasciare l’UE veniva effettivamente rimpatriata. Oggi il Partito Popolare Europeo, il partito di maggioranza e la casa europea di Forza Italia, ha vinto una delle partite più complesse. Portare una soluzione europea, concreta e condivisa, al problema delle migrazioni. Né buonismo, né estremismo, ma la forza delle regole. Con il voto di oggi al Parlamento europeo sulla nuova proposta per i rimpatri dei migranti si completa il pacchetto di proposte del nuovo Patto UE per l’Asilo e la migrazione, in parte già entrato in vigore lo scorso 12 Giugno.

    Con il nuovo Patto l’Europa assume una linea più determinata nel contrasto all’immigrazione illegale. Sarà più facile rimpatriare ed esercitare controlli. Le procedure saranno più rapide e uniformi, con maggiori verifiche sugli ingressi irregolari e una gestione più coordinata delle richieste di protezione. Sarà inoltre possibile per la polizia effettuare fermi fino a 72 ore per verificare l’effettivo rispetto delle regole e i diritti di ciascun migrante, con le tutele rafforzate naturalmente per i minori.

    Una soluzione concreta e comune ai 27 Paesi UE è una grande vittoria prima di tutto per l’Italia, che è sempre stata in prima linea essendo un ponte naturale verso l’Africa. Un ruolo fondamentale in questo lungo percorso è stato giocato dal nostro segretario nazionale Antonio Tajani, che oltre ad essere vicepremier e ministro degli Esteri è vicepresidente decano del PPE, lo stesso partito del Commissario europeo per gli affari interni e la migrazione, l’austriaco Magnus Brunner, della presidente von der Leyen, e del cancelliere tedesco Merz. Forse non tutti sanno che Tajani nel PPE presiedeva proprio il gruppo di lavoro sulla migrazione, che nel novembre del 2023 aveva presentato una proposta per un nuovo modello di politica migratoria.

    Questo modello, diventato parte del Manifesto del Partito per le elezioni europee del 2024 e concretizzato dopo la vittoria alle elezioni nelle linee politiche della Commissione von der Leyen, chiedeva una soluzione europea che affrontasse le radici dell’immigrazione illegale, rafforzasse la lotta contro i trafficanti di uomini, stabilisse le condizioni per canali di immigrazione legali e controllati, e definisse un nuovo approccio di partnership con i Paesi africani.

    Il nuovo Patto non risolverà da solo, un’emergenza che dipende anche dal contesto geopolitico, dalle guerre, dall’instabilità economica e dai cambiamenti demografici e climatici in corso. Ma crea finalmente strumenti comuni dove prima prevalevano risposte nazionali frammentate. Né buonismo, né estremismo. La forza delle regole batte gli slogan di chi vuole lucrare sulla paura e il sentimento di insicurezza figli del caos migratorio.

     

    * Mattia de’ Grassi – Segretario di Forza Italia a Bruxelles

    Tags: migrantiparlamento europeorimpatritajaniueVon der Leyen

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