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    Home » Politica » Bilancio pluriennale, il momento della verità sarà ottobre

    Bilancio pluriennale, il momento della verità sarà ottobre

    I capi di Stato e di governo dell'UE chiedono alla presidenza irlandese di produrre per il vertice di autunno la proposta "ambiziosa ed equilibrata" che metta tutti d'accordo. Divisioni ancora su ammontare complessivo

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    19 Giugno 2026
    in Politica

    Bruxelles – Quasi tre ore di discussione per due paragrafetti di conclusioni. Il dibattito dei capi di Stato e di governo dell’UE sul progetto di bilancio pluriennale (MFF 2028-2034) si tramuta nella più classica delle montagne che partorisce l’altrettanto classico topolino. Tutti i leader hanno preso la parola in quello che per definizione è un dibattito complesso e delicato, e questa volta anche molto più divisivo del solito. I 27 danno mandato all’Irlanda, che assumerà la presidenza di turno del Consiglio dell’UE a partire dall’1 luglio, di lavorare per arrivare al vertice del consiglio di ottobre con una nuova proposta di mediazione, possibilmente quella ‘giusta’: i leader sottolineano che “un accordo entro la fine del 2026 consentirebbe l’adozione di atti legislativi nel 2027, necessari per garantire che i finanziamenti dell’UE raggiungano i beneficiari senza interruzioni a gennaio 2028″.

    Da un punto di vista giuridico e tecnico l’approvazione ultima di tutti i testi rimane il 31 dicembre 2027, affinché si abbia il prossimo bilancio pluriennale per il 2028, e dunque l’indicazione dei leader sull’intesa entro fine anno è meramente politica. Non c’è un vero e proprio senso di urgenza reale, anche se posticipare al 2027 i negoziati vorrebbe dire esporsi ai punti interrogativi delle tante elezioni previste nei diversi Stati membri. C’è però la sensazione che al netto di divergenze ancora esistenti le cose si stiano muovendo.

    “Sono stati compiuti molti progressi“, confidano fonti UE. Su rimborso del Recovery fund e i piani nazionali per la ripresa, fondo per la competitività e programma per l’UE nel mondo sembra le distanze sembrano essere state ridotte significativamente. Resta da risolvere la cosiddetta ‘equazione finanziaria’, ossia quanto mettere in termini di risorse complessive e come ripartirle. E’ forse questa la parte più complessa di un’Unione divisa come di consueto tra quanti vorrebbero più risorse (gli amici della coesione) e chi invece meno (frugali), con i diversi schieramenti fermi sulle rispettive posizioni.

    Lo fanno palesano molto chiaramente il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, e il primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez, al termine dei lavori: “La proposta della Commissione vuol dire un contributo extra di 15-20 miliardi l’anno, e per noi questo non è sostenibile”, scandisce il capo di governo della Germania. Tradotto: il bilancio “si deve ridurre”. Replica il capo di governo di Spagna: “L’Europa non potrà diventare una potenza geo-economica se non disponiamo della forza finanziaria necessaria per esserlo”. Tradotto: occorre tagliare meno e mettere di più. Anche il presidente francese, Emmanuel Macron, tiene il punto: “Questo bilancio deve preservare le politiche tradizionali come la politica agricola comune, la pesca e la politica di coesione”.

    C’è comunque un consenso di principio generale per cui l’ammontare complessivo del bilancio pluriennale dovrà essere all’altezza delle ambizioni dell’UE. “Ciò significherà anche reperire le risorse necessarie per finanziare le priorità dell’UE”, ricordano le stesse fonti. In questa ricerca di liquidità fondamentale sarà il confronto sulle risorse proprie, quanto la Commissione può ottenere senza dover chiedere ai governi nazionali. Ecco perché alla presidenza irlandese si chiede una proposta “ambiziosa ed equilibrata”.

    In sostanza i veri nodi restano ancora tutti da sciogliere. I leader hanno utilizzato il vertice del Consiglio europeo per uno scambio di vedute. Ora tutto è rimandato all’autunno. Per il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, c’è motivo per essere ottimisti: “Siamo un passo più vicini a un nuovo bilancio europeo che risponde alla nostre ambizioni“, assicura nel corso della conferenza stampa di fine lavori. 

    Tags: antonio costabilancioconsiglio europeoEmmanuel MacronFriedrich Merzmff 2028-2034quadro finanziario pluriennalerisorseue

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