Bruxelles – Dopo la crescita, anche l’inflazione. Il caro-energia si fa sentire dappertutto, e la Banca centrale europea, nel suo bollettino economico di fresca pubblicazione, prova a fare il punto di una situazione comunque volatile causa guerre e tensioni in corso ma dai contorni nonostante tutto definiti. “Il rialzo delle quotazioni dell’energia comporterà un ulteriore aumento dell’inflazione nel corso dell’estate, mantenendola ben al di sopra dell’obiettivo fino alla prima metà del 2027, e contribuirà ad accrescere le pressioni sui prezzi di alimentari, beni e servizi“, rilevano i tecnici della BCE.
Dunque si prevedono ancora aumenti, complice anche il periodo estivo che farà crescere i consumi energetici, e quindi la domanda, per l’attivazione di condizionatori e climatizzatori. Di conseguenza “l’inflazione dovrebbe poi tornare in linea con l’obiettivo nella seconda metà del 2027, sostenuta dal calo dei prezzi dell’energia e dal minore aumento degli altri prezzi”. Sempre che la pace tra Iran e Stati Uniti regga, poiché “la guerra in Medio Oriente rimane tra le principali fonti di incertezza”. Tra le principali, ma non l’unica: “Eventi meteorologici estremi, e più in generale il dispiegarsi della crisi climatica e ambientale, potrebbero determinare aumenti dei prezzi dei beni alimentari superiori alle attese“, avverte ancora la Banca centrale europea.
Dunque sullo sfondo si conferma quel rischio di crisi alimentare già paventato dalla stessa Eurotower per il prossimo anno, come riconosciuto dalla presidente della BCE, Christine Lagarde. Ora viene certificato nel bollettino, dove si mette nero su bianco che le previsioni di inflazione nello scenario di base per il 2026 e il 2027 sono state riviste al rialzo (3 per cento nel 2026 e 2,3 per cento nel 2027) a causa della “traiettoria più elevata dei prezzi dell’energia, che dovrebbero trasmettersi, in una certa misura, all’inflazione degli alimentari, dei beni dei servizi”.
La spirale che lega caro-energia e alta inflazione si ripercuoterà anche sul comportamento di famiglie e imprese. “Nel breve periodo l’incremento dei costi dell’energia e il deterioramento del clima di fiducia comprimeranno gli investimenti privati, che dovrebbero però essere sostenuti dagli investimenti delle imprese nelle nuove tecnologie digitali”, rileva ancora la BCE. Allo stesso tempo la maggiore spesa pubblica per difesa e infrastrutture “dovrebbe continuare a sostenere gli investimenti pubblici”, e dunque “ci si attende che questi fattori attutiscano in qualche misura le ripercussioni del conflitto” in Iran.
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