Bruxelles – Via libera al piano per la ripresa dell’Ungheria. Alla fine. Alla fine del contenzioso tra Budapest e l’Unione europea sul rispetto dello stato di diritto, e alla fine anche del programma di ripresa post-pandemico NextGenerationEU, i cui fondi vanno utilizzati entro il 31 agosto di quest’anno. La strategia ungherese era stata approvata dal Consiglio UE il 15 dicembre 2022, ma poi il Paese non ha saputo procedere all’attuazione con il risultato che per l’Ungheria neanche un euro degli oltre 10,4 miliardi di euro è stato sin qui erogato. Adesso, invece, la nuova versione del PNRR di Budapest permette sblocco ed erogazione di 10 miliardi di euro (6,5 miliardi in garanzie e 3,5 miliardi in prestiti).
A pesare sull’Ungheria sono stati ritardi nel raggiungimento dei principali obiettivi previsti dal precedente piano ungherese, a cui si sono aggiunti gli aumenti dei prezzi dell’energia che hanno di fatto “reso il piano irrealizzabile a causa dell’aumento dei costi”, rilevano a Bruxelles per quella che è una critica ulteriore alla vecchia amministrazione di Viktor Orban. Ma era soprattutto il rispetto dei diritti fondamentali il principale scoglio, e non a caso il Consiglio dell’UE sottolinea che il nuovo piano per la ripresa dell’Ungheria “c
omprende anche misure volte a rafforzare l’indipendenza della magistratura e lo stato di diritto”. La sottolineatura non è casuale. Per il mancato rispetto dei diritti fondamentali, la Commissione ha tenuto congelate risorse europee destinate al governo di Budapest attraverso diversi fondi comunitari, e gli sviluppi di oggi (10 luglio) sono un’ulteriore riprova del cambio di rotta della nuova Ungheria di Péter Magyar. Ora per lui e il suo governo la vera prova da superare sarà quella della corsa contro il tempo: le risorse del Recovery Fund, che finanzia i piani nazionali per la ripresa, possono essere sbloccate entro il 31 agosto.