Bruxelles – Rafforzamento della capacità amministrativa, l’Italia registra ritardi nell’attuazione delle misure prevista dalle politiche di coesione e funzionali per la riuscita del piano per la ripresa (PNRR), per le inquietudini del Parlamento europeo e le verifiche del caso della Commissione europea, che adesso mette sotto sorveglianza il Paese. Motivo di questa situazione il ritardo dell’Italia nell’assunzione delle 2.200 persone per il Mezzogiorno, sollevato nell’interrogazione parlamentare da Danilo Della Valle e Valentina Palmisano (M5S/The Left).
A non funzionare come dovrebbe il progetto ‘Coesione Sud’, sostenuto dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e volto al reclutamento di esperti destinati alle amministrazioni del Sud Italia. Dovrebbe costituire “uno strumento chiave per sostenere l’attuazione degli interventi finanziati dall’Unione”, ricordano gli europarlamentari penta-stellati. “Tuttavia, nonostante l’approvazione delle graduatorie nel maggio 2025, l’immissione in servizio risulta ad oggi gravemente incompleta“.
I numeri a disposizione dell’esecutivo comunitario confermano una situazione lontana dall’essere realizzata. “Al 14 aprile 2026 erano state assunte ed entrate in servizio 987 persone, su un totale di 1.394 candidati pre-selezionati“, spiega il vicepresidente esecutivo per le Riforme, Raffaele Fitto. Dunque, rispetto ai 2.200 candidati da assumere il numero dei pre-selezionati mostra 809 posti in meno. Rispetto ai 1.394 primi candidati, 947 persone non risultano entrate in servizio. Praticamente per una persona chiamata a prestare funzione ce n’è un’altra lasciata in attesa. Ma complessivamente, sulle 2.200 persone previste dal progetto che ne sono 1.213 ancora da trovare.
“L’autorità di gestione del programma riferisce che la differenza è dovuta principalmente all’elevato numero di candidati selezionati che revocano la propria disponibilità una volta chiamati in servizio”, spiega Fitto nella sua risposta. Ci sarebbe dunque un cortocircuito tutto nazionale, esempio perfetto di un’incapacità di utilizzare i fondi che coniuga fondi strutturali (FESR) e Recovery Fund in un circolo anche più che vizioso. Questa situazione, denunciano gli esponenti del Movimento 5 Stelle, “rischia di compromettere la capacità amministrativa delle regioni interessate proprio nella fase cruciale di attuazione del PNRR“.
Fitto prova a rassicurare: “La Commissione è stata informata dalle autorità italiane delle misure supplementari previste per garantire il conseguimento dell’obiettivo finale di 2.200 persone assunte, tra cui l’avvio di un concorso supplementare e la verifica dell’interesse ad assumere candidati di profilo diverso da quello inizialmente richiesto”, per provare a non sprecare fondi e portare a casa risultati. Ad ogni modo “la Commissione sorveglierà da vicino l’attuazione di tali misure”. Fatto sta che l’Italia è in difficoltà, è già in ritardo e adesso deve sbrigarsi.
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