Bruxelles – “Con le linee guida odierne, la Commissione sostiene l’applicazione agevole ed efficace del regolamento europeo sull’Intelligenza artificiale (IA), per rendere i contenuti e i sistemi di IA che interagiscono con le persone – come chatbot e agenti di IA – più trasparenti e affidabili”. L’ha dichiarato oggi (20 luglio), la vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica della Commissione europea, Henna Virkkunen, in occasione della pubblicazione delle linee guida dell’esecutivo per aiutare i fornitori e gli sviluppatori di determinati sistemi di intelligenza artificiale a rispettare gli obblighi di trasparenza previsti dalla legge sull’Intelligenza artificiale che entreranno in vigore il prossimo 2 agosto. Virkunnen ha sottolineato che oltre a spingere “i fornitori e gli sviluppatori a rispettare i loro obblighi ai sensi del regolamento europeo sull’IA”, gli orientamenti aiuteranno i cittadini “a capire quando interagiscono con l’IA”.
Secondo la Commissione, “il rapido sviluppo dei sistemi di IA generativi e interattivi rende sempre più difficile distinguere le interazioni e i contenuti generati dall’IA dai contenuti autentici creati dall’uomo”. Non solo, “gli individui sono sempre più esposti al riconoscimento delle emozioni e alla categorizzazione biometrica a loro insaputa”. Ciò comporta “nuovi rischi di disinformazione e manipolazione su larga scala, frode, usurpazione di identità e inganno dei consumatori”.
In questo contesto, le linee guida per i fornitori, gli sviluppatori di sistemi IA e le autorità competenti, mirano a garantire il rispetto dell’articolo 50 del regolamento europeo sull’IA che impone che gli utenti siano sempre informati quando interagiscono con un’IA, e che i contenuti generati artificialmente siano chiaramente riconoscibili.
Le linee guida pertanto prevedono che i fornitori di sistemi IA garantiscano che “gli individui siano esplicitamente informati ogni volta che interagiscono direttamente con un sistema d’IA” e aggiungano dei “marcatori leggibili dalle macchine per consentire il rilevamento di contenuti generati o manipolati dall’IA”. Mentre chi implementa questi sistemi, è tenuto a informare gli utenti quando sono esposti a strumenti di riconoscimento delle emozioni e categorizzazione biometrica; deepfake – contenuti multimediali ingannevolmente realistici spesso generati con l’IA -; e testi su argomenti di interesse pubblico che sono pubblicati senza revisione umana o controllo editoriale.
Tra pochi giorni, il 2 agosto, entrerà in vigore la maggior parte delle norme previste dal regolamento europeo sull’intelligenza artificiale, compresi i poteri sanzionatori della Commissione europea e delle autorità nazionali di vigilanza del mercato. I sistemi di IA immessi sul mercato prima di agosto dovranno essere conformi agli obblighi di marcatura e rilevamento a partire dal 2 dicembre 2026.
Per aiutare le organizzazioni a comprendere meglio i propri obblighi nella cornice del regolamento europeo sull’IA, oltre alle linee guida, la Commissione sta fornendo anche altri strumenti come il Codice di buone pratiche sulla trasparenza dei contenuti generati dall’IA, un documento redatto da esperti indipendenti con il contributo di centinaia di parti interessate, e il Servizio di assistenza AI Act, uno sportello digitale lanciato dalla Commissione europea e dall’Ufficio europeo per l’IA per supportare le aziende, le startup, gli enti pubblici e i cittadini nell’applicazione del regolamento. Sebbene l’adesione al codice sia volontaria, i requisiti di trasparenza dell’articolo 50 sono obblighi giuridici. La Commissione e il Comitato europeo per l’IA hanno confermato che il codice è uno strumento volontario adeguato per dimostrare la conformità agli obblighi di trasparenza del regolamento. Infine, tra gli altri strumenti, l’Unione europea ha anche creato una serie di icone che i creatori, gli editori e altri operatori di sistemi di IA generativa possono utilizzare per etichettare i loro contenuti generati dall’IA.


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