Bruxelles – A giugno, il Belgio ha registrato il tasso di mortalità in eccesso più alto in Europa durante le ondate di calore. Lo ha riportato il media belga Het Nieuwsblad che si è basato sui dati della rete europea di sorveglianza che monitora la mortalità settimanale, EuroMOMO. Con un tasso dell’eccesso di mortalità pari al 48 per cento, il Paese avrebbe superato la Francia (23 per cento) e i Paesi Bassi (13).
Secondo l’istituto federale di ricerca belga per la salute pubblica, la salute animale e la sicurezza alimentare, Sciensano, durante l’ondata di calore che si è estesa dal 18 giugno al 1 luglio, in Belgio si sono registrati 1.747 decessi in più rispetto al numero previsto, attestando un eccesso di mortalità del 47,8 per cento. La Vallonia è stata la regione più duramente colpita, con un eccesso di mortalità pari al 76 per cento. I dati mostrano inoltre che l’ondata di calore non ha colpito solo le persone anziane: una mortalità in eccesso del 61,3 per cento è stata osservata anche tra le persone di età compresa tra i 15 e i 64 anni. Questi risultati provengono da Be-MOMO, il sistema di monitoraggio della mortalità di Sciensano. Il giorno più mortale è stato il 27 giugno, con 641 morti, con un eccesso di mortalità del 146,5 per cento.
In Vallonia, i livelli di mortalità sono nettamente più alti che nelle altre regioni. Durante la canicule di giugno – espressione francese che indica l’ondata di caldo – si è rilevato un tasso dell’eccesso di mortalità del 76 per cento – 919 decessi in più rispetto a quelli previsti; nelle Fiandre del 31,4 per cento – con 682 decessi aggiuntivi -, mentre a Bruxelles del 60,9 – con 159 decessi in più.
Ad oggi, Be-MOMO non permette di attribuire una causa di morte e di spiegare queste importanti differenze regionali e dichiara che “sarà necessaria un’analisi più approfondita”. Osserva però che l’ondata di caldo si inserisce tra le possibili motivazioni per via della combinazione dei tre principali fattori che influenzano la salute: la durata dell’episodio, l’intensità delle temperature e le concentrazioni di ozono.
Il professore della Facoltà di Medicina dell’Università di Lovanio e Hasselt, Geert Molenberghs, ha precisato inoltre che le persone che vivono nelle regioni più povere sono state maggiormente colpite dal caldo. Durante un’intervista al media fiammingo ha affermato che “c’è, ad esempio, una differenza significativa tra le Fiandre e la Vallonia, per cui c’è un innegabile aspetto socio-economico in tutto questo”, pertanto, “in una casa grande e indipendente con un po’ di verde intorno, fa meno caldo che in un piccolo appartamento con troppe persone.” Dato che le Fiandre, sono state più colpite (31 per cento) rispetto a Francia e Paesi Bassi, “dobbiamo rivedere il nostro modo di costruire”, ha aggiunto. Per Molenberghs anche le statistiche stesse giocano un ruolo importante. “La Francia settentrionale è stata colpita quanto noi”, ha affermato, mentre “nel sud, e soprattutto nel sud-est della Francia, non si è registrato un aumento significativo dei decessi rispetto alla media”. Ciò significa che “queste regioni sono meglio adattate alle alte temperature”, ha concluso.











![Il ministro degli Esteri, Antonio Tajni, al consiglio Affari esteri [Lussemburgo, 21 aprile 2026]. Fonte: Consiglio UE](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/04/Imagoeconomica_2702741-120x86.jpg)