Bruxelles – Gli Stati Uniti sarebbero intenzionati e pronti a influenzare le elezioni in Europa. Che si tratti di indiscrezioni, ‘rumors’ o fantasie, lo spettro di una minaccia USA e del suo presidente Donald Trump nel processo decisionale all’interno dell’UE inizia a correre sul web, tanto da diventare motivo di allarme in Parlamento europeo. Fabio De Masi, europarlamentare di Non Iscritti, vuole vederci chiaro, chiedendo se e come la Commissione europea è pronta a rispondere alle minacce che arrivano da un Paese ormai ex-alleato.
Fermo restando che l’organizzazione e lo svolgimento delle elezioni “sono competenza e responsabilità degli Stati membri”, il commissario per la Giustizia, Michael McGrath, assicura che l’esecutivo comunitario “sta intensificando il proprio sostegno agli Stati membri e alle parti interessate per migliorare l’integrità e la preparazione elettorale, proteggere le infrastrutture legate alle elezioni, ridurre al minimo i rischi di interferenze straniere e rafforzare la cooperazione”.
Va notato come nella risposta all’interrogazione parlamentare, McGrath non escluda mai esplicitamente che gli Stati Uniti possano rappresentare un problema per l’UE. Ciò fa sì che resti sullo sfondo l’implicito riconoscimento che le minacce di interferenza straniera nei processi elettorali europei non siano più solo riferite a Russia e Cina, nemici dichiarati dell’UE, ma siano legate anche agli Stati Uniti di Donald Trump.
In tal senso la Commissione europea intende verificare se dagli Stati Uniti possano arrivare finanziamenti potenzialmente nocivi, vale a dire da soggetti interessati a influenzare il dibattito pre-elettorale e, di conseguenza, influenzare le intenzioni di voto. “Nell’ambito della Rete di cooperazione europea sulle elezioni, la Commissione collabora con gli Stati membri su diversi fronti, tra cui la trasparenza e l’integrità del finanziamento della politica”, sottolinea McGrath. L’esecutivo comunitario lo fa “esaminando questioni di interesse comune come le donazioni anonime e le criptovalute, nel pieno rispetto della ripartizione delle competenze”.
Le elezioni nell’UE e le interferenze USA
Il rischio di intervento statunitense, diretto o no, nelle elezioni degli Stati membri dell’Unione europea non è un rischio remoto. Del resto Elon Musk, magnate americano proprietario di X, Tesla e già ex consigliere del presidente Trump per la spesa pubblica, si è speso in prima persona per sostenere il partito di estrema destra AfD nelle elezioni tedesche, mentre il vicepresidente USA, JD Vance, ha esortato gli ungheresi a votare per il premier uscente Viktor Orban in un chiaro invito anti-UE. Ancora, Trump in persona si è reso protagonista di attacchi e critiche al primo ministro spagnolo, il socialista Pedro Sanchez.
Il 2027 per l’UE sarà un anno di cruciale importanza: si apre con le presidenziali tedesche (30 gennaio), che già da sole potrebbero produrre una scossa per l’UE, in un senso o nell’altro. Il 7 marzo si vota per il rinnovo del parlamento dell’Estonia, che dovrà nominare nuovi primo ministro e governo. Ad aprile è la volta delle presidenziali francesi: Emmanuel Macron non può ripresentarsi, e bisognerà capire quale forza politica guiderà il Paese, con il partito di estrema destra RN che cavalcherà le vicende giudiziarie per cercare di capitalizzarle in termini di consensi. Solo nel primo semestre del prossimo anno rischia di essere interessato da interferenze straniere il motore politico-economico dell’UE, che ora ha paura degli Stati Uniti di Trump.



![Il commissario per la Democrazia e lo Stato di diritto, Michael McGrath [foto: imagoeconomica]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2025/06/Imagoeconomica_2448527-350x250.jpg)






