Bruxelles – Avanti con la ristrutturazione dei beni immobili, senza storie. La direttiva sulla prestazione energetica degli edifici, più nota come direttiva sulle ‘case green‘, continua a far discutere la politica europea e a produrre toni di scontro. Stavolta sono degli eurodeputati liberali (RE), col sostegno di una firma di esponenti di popolari (PPE) e socialisti (S&D) a chiedere “maggiore flessibilità” nell’attuazione delle norme. Una richiesta che trova l’opposizione della Commissione europea: “La direttiva prevede già ampie flessibilità“, taglia corto il responsabile per l’Energia dell’esecutivo comunitario, Dan Jorgensen, che con la sua risposta chiude di fatto l’argomento .
Si rinnova con l’interrogazione trasversale la mai conclusa disputa su un provvedimento che continua a sollevare dubbi, critiche e malumori. In precedenza erano state le opposizioni a chiedere passi indietro, ed in particolare il gruppo della Lega in Parlamento europeo, anche già in occasione del voto d’Aula che ha dato il via libera ad un provvedimento tra i voti contrari in particolare di conservatori (ECR) ed euroscettici (ESN). Adesso invece c’è una levata di scudi tutta nuova, tutta pro-europeista, all’agenda dell’UE per le case green.
Le nuove richieste di ammorbidimento del testo e delle regole in esso contenute non scalfiscono minimamente il commissario per l’Energia, che insiste: così com’è la direttiva permette agli Stati membri di “adattare le misure al contesto nazionale specifico, anche consentendo esenzioni che possono essere giustificate da una valutazione sfavorevole dei costi-benefici”. Tutti dispositivi che non giustificano nuove misure di flessibilità.
Nulla di nuovo se non un ulteriore capitolo della tanto delicata quanto turbolenta saga delle regole per le case green, già oggetto di una procedura d’infrazione generalizzata che ha visto la Commissione europea colpire 27 Stati membri su 27 per mancato recepimento integrale della direttiva, per quello che suona da ammutinamento. E questa volta la resistenza passiva dei governi nazionali si arricchisce di nuove richieste di retromarcia dal Parlamento europeo, dai banchi teoricamente ‘amici’ della Commissione.
![Veduta del 'Bosco verticale' a Milano [Foto: Sergio Oliverio/imagoeconomica]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/08/Imagoeconomica_1576155-750x375.jpg)

![Case green [foto: Carlo Carino/imagoeconomica, via IA]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/05/Imagoeconomica_2038455-350x250.jpg)






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