Bruxelles – Commercio, i conti non sorridono all’UE: nel secondo trimestre del 2026 l’Unione europea ha registrato un deficit commerciale di 21,8 miliardi di euro, rileva Eurostat nei dati pubblicati oggi (25 agosto). La differenza negativa tra acquisti e vendite è dovuta al fatto che le importazioni di beni da paesi extra-UE (701,8 miliardi di euro) hanno superato le esportazioni (680,0 miliardi di euro). “Si tratta del primo deficit commerciale registrato dal secondo trimestre del 2023“, sottolinea l’istituto di statistica europeo, ed è “l’ultimo di una serie di deficit alimentati dall’impennata dei costi energetici osservata tra la fine del 2021 e la metà del 2023”.
Il caro-energia continua dunque a farsi sentire. Nel caso specifico, il disavanzo della bilancia commerciale “è stato principalmente dovuto” a un aumento del disavanzo dei prodotti energetici (da -71,3 miliardi di euro nel primo trimestre 2026 a -101,1 miliardi di euro nel secondo trimestre 2026), delle materie prime (da -7,9 miliardi di euro a -9,4 miliardi di euro) e degli altri prodotti manifatturieri (da -8,3 miliardi di euro a -9,1 miliardi di euro). Si è inoltre registrata una riduzione del surplus di macchinari e veicoli (da 24,9 miliardi di euro nel primo trimestre 2026 a 23,2 miliardi di euro) e di altri beni (da 11,6 miliardi di euro a 9,1 miliardi di euro).
Contestualmente, però, per l’UE si sono registrati aumenti di surplus per i prodotti chimici (da 47,1 miliardi di euro a 54,0 miliardi di euro) e per i prodotti alimentari e le bevande (da 10,7 miliardi di euro a 11,5 miliardi di euro). Nel complesso, tra aprile e giugno 2026 le esportazioni sono aumentate del 5,4 per cento (+34,9 miliardi di euro) e le importazioni del 9,9 per cento (+63,4 miliardi di euro) rispetto al periodo gennaio-marzo.


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