Bruxelles – L’Italia userà 8,9 miliardi di euro di fondi UE per la difesa, vale a dire sei miliardi in meno rispetto ai 14,9 miliardi messi a disposizione da Bruxelles per il governo Meloni. L’esecutivo tricolore, dopo aver annunciato di chiedere tutti i soldi ma a fine anno e poi aver anticipato di non volere più l’intero ammontare, alla fine scioglie le riserve con i numeri definitivi offerti dal ministri degli Esteri, Antonio Tajani: “Siamo arrivati, diciamo, a prenotarne 8,9 miliardi, quindi quasi 9 miliardi”, scandisce a margine dei lavori del meeting di Rimini.
La scelta dei partiti di maggioranza sarebbe dettata da saggezza: “Perché abbiamo deciso di usarne di meno? Perché in questo momento serve investire di più in sanità e in politiche sociali”, sostiene il titolare della Farnesina. Un cambio di idee e di politiche figlie del caro-carburanti che sta diventando sempre più un rebus e un rompicapo per la maggioranza. “La crisi che è nata dalla guerra in Iran ha portato dei cambiamenti”, rileva ancora Tajani, che nella verità della sue parole cela verità nascoste, e cioè la campagna elettorale in cui già vivono Paese e politica.
È vero che la guerra in Iran ha prodotto ripercussioni sull’economia reale e sulla vita di tutti i giorni, ma le scelte di governo si scontrano con urne sempre più vicine e un’erosione di consensi da destra. Futuro Nazionale e il suo leader, Roberto Vannacci, iniziano a rappresentare un problema per il partito di Tajani – Forza Italia – come per quello della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni – Fratelli d’Italia. Mentre all’interno della Lega Matteo Salvini vede la sua leadership traballare proprio a causa di Vannacci, da Salvini stesso fortemente voluto all’interno del Carroccio per poi ritrovarselo sfidante col vento in poppa.
Le scelte del governo sono dunque all’insegna più del calcolo politico che di scelte di politiche. Parlare di sanità e politiche sociali è un modo per attrarre voti e consensi. In questo delicato gioco elettorale bisognerà evitare strappi con Bruxelles, e in tal senso, assicura Tajani, “il ministero della Difesa preparerà una serie di progetti da presentare poi alla Commissione europea per avere l’erogazione di questi fondi“, gli 8,9 miliardi di euro del fondo SAFE per la difesa, appunto. La lista poi verrà preparata dall’elaborata dal Ministero della Difesa e credo che si comincerà a utilizzarla dal prossimo anno”. Questo almeno secondo il piano messo a punto per salvare la faccia con i partner europei e con gli elettori, in un esercizio di acrobazie politiche volte a limitare i danni, in un senso o nell’altro.
![Da sinistra: il ministro della Difesa, Guido Crosetto, e il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in audizione in Senato [Roma, 30 luglio 2026. Foto: Sara Minelli/imagoeconomica]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/08/Imagoeconomica_2780106-750x375.jpg)


![Il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti (destra), con il commissario per l'Econonia, Valdis Dombrovskis [Bruxelles, 9 marzo 2026. Foto: European Council]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/03/giorgetti-dombrovskis-350x250.jpg)



![Da sinistra: il ministro della Difesa, Guido Crosetto, e il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in audizione in Senato [Roma, 30 luglio 2026. Foto: Sara Minelli/imagoeconomica]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/08/Imagoeconomica_2780106-120x86.jpg)
![Fiume in secca nella zona della bassa Padana [foto: Marco Cremonesi/imagoeconomica]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/08/Imagoeconomica_1762847-120x86.jpg)
![Piero Cipollone e la presidente della BCE, Christine Lagarde, nel corso di una riunione dell'eurogruppo [Bruxelles, 9 luglio 2026. Foto: François Lenoir/imagoeconomica]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/08/Imagoeconomica_2767098-120x86.jpg)
