Bruxelles – La Commissione europea guarda ai videogiochi come a un settore “strategico per la competitività e l’innovazione digitale” dell’Unione. A sottolinearne il peso è oggi (26 agosto) la vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, Henna Virkkunen, a Colonia per partecipare all’apertura di Gamescom, il più grande evento mondiale dedicato all’industria videoludica. Durante la visita incontrerà rappresentanti del settore e presenterà gli strumenti con cui Bruxelles sostiene il comparto, tra cui i programmi Creative Europe e InvestEU, oltre alla nuova proposta AgoraEU.
“L’Europa è all’avanguardia nel settore dei videogiochi”, ha sottolineato Virkkunen, ricordando il potenziale innovativo dell’industria e il suo contributo allo sviluppo di nuove applicazioni tecnologiche. La vicepresidente discuterà inoltre di infrastrutture digitali e delle misure europee per la tutela dei consumatori e dei minori.
La visita arriva mentre il settore europeo cerca di consolidarsi dopo anni segnati da licenziamenti e ristrutturazioni. Secondo il 2024 European Video Game Industry Insights Report di European Games Developer Federation (EGDF) e Video Games Europe, nel 2024 l’industria dell’UE contava circa 6.600 studi, oltre 95mila addetti e 24 miliardi di euro di fatturato. La crescita del numero di studi e del giro d’affari ha però convissuto con una sostanziale stagnazione dell’occupazione, con alcuni mercati in lieve calo.
Il settore ha dovuto fronteggiare anche problematiche sul fronte della tutela dei consumatori. Il movimento “Stop Killing Games”, nato per contrastare la possibilità che gli editori disattivino videogiochi acquistati legittimamente una volta chiusi i server, ha portato la questione al livello europeo. L’Iniziativa dei cittadini europei, sostenuta da oltre 1,29 milioni di firme, ha ricevuto il 16 giugno la risposta della Commissione UE. Bruxelles ha riconosciuto le preoccupazioni sollevate dai cittadini, ma non ha proposto nuove norme per impedire agli editori di disattivare i giochi, indicando invece che la questione sarà affrontata attraverso il quadro europeo esistente per la tutela dei consumatori.












