“Il patriottismo è l’ultimo rifugio di un mascalzone” (“Patriotism is the last refuge of a scoundrel”). È una frase attribuita, dal suo biografo ed amico James Boswell, all’intellettuale britannico del XVIII secolo Samuel Johnson.
Johnson, conservatore, non attaccava, naturalmente, l’amore sincero e onesto per la propria patria, ma, in un intero saggio pubblicato nel 1774, del quale la citazione è una estrema sintesi pronunciata in un discorso pubblico dall’autore, criticava il falso patriottismo. Secondo l’intellettuale le persone disoneste ricorrono a grandi dichiarazioni di lealtà per nascondere motivi egoistici o avidità politica, e i mascalzoni si avvolgono nella bandiera per evitare le critiche e ingannare l’opinione pubblica. Prese di mira i politici che considerava falsi, i quali usavano la parola “patriota” come un marchio alla moda per ottenere potere personale piuttosto che per un vero servizio pubblico.
Ecco, viste le basi economiche, le promesse elettorali, è probabile che i leader di AFD cadano in questa categoria, dei mascalzoni che usano la leva del patriottismo per accedere al potere, promettendo agli esausti elettori un radioso futuro. Un po’ come ha fatto Donald Trump, con i brillanti risultati che sono davanti agli occhi di tutti (in particolare da noi ai consumatori di gasolio, per volare bassi bassi).
Questa mattina il collega Beda Romano, che conduce “Prima Pagina” su Radio Tre Rai e che conosce bene la Germania, in una risposta ad un ascoltatore ha spiegato (più o meno) che i tedeschi sono facili prede dell’ansia. Insomma, hanno facilmente paura del futuro che li attende, che facilmente vedono come nero (a parte il dato politico del colore). Nella Germania Est, dove è questo piccolo Land della Sassonia Anhalt (2,1 milioni di abitanti, il 2,5 per cento del totale, 1,7 milioni di elettori, quasi 82 miliardi di PIl, 1,8 per cento del totale, dodicesimo in classifica) l’economia ancora è in difficoltà: è straordinariamente migliorata dopo l’unificazione, ma ancora le incertezze sono tante. Lo sono a livello nazionale, lo sono nei Länder ricchi, a maggior ragione ce ne sono in uno piccolo. La difesa della Patria ha sempre fatto presa sulle persone spaventate, probabilmente poco colte, in questo caso giovani e pronti a battersi contro qualcosa che probabilmente neanche hanno davvero chiaro cosa sia, ma che si ritrovano addosso, non per colpa loro, e che non gli sta bene. Le persone si preoccupano e cercano una difesa. E la Storia, si sa, non ha mai insegnato nulla. Racconta quel che è accaduto, ma non insegna a non ripetere errori o a creare farse.
E poi c’è il tema delle elites, che emerge in tante e tante analisi sul perché le destre estreme hanno grandi successi elettorali. O che comunque sono raccontati come grandi, perché preoccupano chi la destra estrema non la vota. Le elites sono quella cose per cui la classe dirigente di un Paese tende alla propria sopravvivenza, in un spesso inconsapevole distacco totale dal resto del Paese. Che un gruppo politico tenda a sopravvivere è normale, anche giusto, ma che lo faccia come fine in sé allora non va più tanto bene, perché maggioranza ed opposizione si confondono, e quando le cose vanno male, o magari anche bene, non si capisce più chi sia l’artefice, non si distingue più bene, ad esempio dei governi di Grande coalizione, chi possa levare una attenta e seria voce di opposizione. E dunque se le cose non vanno bene tutta la classe dirigente è responsabile, e i cittadini cercano qualunque forza politica gli prometta che le cose possano cambiare. E, dato che la storia non insegna, anche un irresponsabile fascista o nazista può raccoglier un bel po’ di voti. Poi, per fortuna, alla lunga, viene estromesso dal potere, a meno che non usi le armi. Ma nel frattempo ha creato di solito dei danni irreversibili, perché non si è mai posto il problema di imparare a governare, ma solo quello di restare al potere, che, come abbiamo detto, alla lunga non funziona.
Il successo elettorale di queste destre estreme, come ieri in Germania, come si prevede in Francia, come potrebbe accadere in Italia (ancor più estreme di oggi intendo) è dunque anche in questo, nella mancanza di una proposta alternativa ritenuta affidabile. E dunque il cittadino ci prova, prova tutto, anche perché non sa quello che poi sa chi arriva dopo e vede i disastri del passato. Perché la storia non insegna. Mussolini dovette fare un colpo di Stato per andare al governo, ma Hitler vinse le elezioni.

![Ulrich Siegmund, leader di AfD in Sassonia-Anhalt [foto: imagoeconomica]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/09/Imagoeconomica_2714842-e1788765378174-350x250.jpg)




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