Bruxelles – L’attacco russo di un drone contro un treno passeggeri diretto da Kiev a Varsavia, avvenuto ieri (13 settembre) a due chilometri dal confine polacco, mantiene alta la tensione dell’Unione europea sul fronte orientale e oltre. L’Alta rappresentante dell’UE per la Politica estera, Kaja Kallas, lo ha definito un “messaggio al mondo occidentale” e ha specificato che “si tratta chiaramente di un tentativo di intimidire i Paesi occidentali, dissuadendoli dal sostenere l’Ucraina o dal recarvisi per manifestare il proprio appoggio”. Da Rovaniemi, in Finlandia, dove si trova per il Summit sull’Artico, la numero uno della diplomazia europea si è soffermata su “quale lezione” deve essere tratta da questo messaggio di Mosca. “A mio avviso, dovremmo agire esattamente al contrario: dobbiamo dimostrare di essere al fianco dell’Ucraina e di non avere paura”, ha puntellato. Intanto, la Commissione europea ha condannato l’attacco e, attraverso il portavoce Olof Gill, ha ribadito di prendere “estremamente sul serio qualsiasi minaccia lungo i confini orientali”.
Il treno passeggeri era diretto a Varsavia e si trovava a soli due chilometri dal territorio polacco quando è stato colpito da un drone russo. L’equipaggio era stato avvertito in anticipo della minaccia dalle autorità ucraine e nessuno è rimasto ferito. Illesi anche i passeggeri di un altro treno privato sul quale viaggiavano funzionari europei e americani di ritorno da una conferenza a Kiev, tra cui l’ex primo ministro britannico Boris Johnson.
“I barbari attacchi della Russia al confine tra Ucraina e Polonia, a Yahodyn, non sono soltanto una prosecuzione delle aggressioni ai nostri confini nazionali. È il terrore di Putin che ‘bussa’ direttamente alle porte dell’UE e della NATO. I barbari russi sono alle vostre porte, cari partner“, ha scritto il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha, reagendo agli attacchi. Nelle ultime settimane si sono intensificati gli episodi lungo i confini dell’Unione, mentre diverse agenzie di intelligence hanno messo in guardia dal rafforzamento delle capacità militari russe in vista di un possibile attacco diretto contro un Paese membro della NATO. Una situazione sottolineata anche dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che in un punto stampa con il segretario generale della NATO, Mark Rutte, aveva parlato di “una escalation” nelle minacce verso l’Europa, denunciando gli attacchi ibridi.
Da Mosca, è arrivata la replica immediata alle accuse. Secondo il Cremlino, nei bombardamenti russi sono state colpite infrastrutture ferroviarie utilizzate per il trasporto di merci militari provenienti dai Paesi europei. E intanto il portavoce Dmitry Peskov ha ribadito che nuovi incontri tra mediatori russi, ucraini e statunitensi potrebbero tenersi già a ottobre.
Il sostegno europeo al partner orientale non è in discussione. Il portavoce della Commissione, Christian Wigand, ha ricordato “lo stanziamento di 6,1 miliardi di euro a sostegno della difesa aerea e missilistica dell’Ucraina” approvati dall’UE per rafforzare la difesa dell’Ucraina, destinati a sistemi di difesa aerea e antimissile, missili, munizioni e radar. Il finanziamento rientra nel prestito europeo da 90 miliardi di euro per il biennio 2026-2027, di cui 60 miliardi destinati alla difesa e 30 miliardi al sostegno di bilancio. E proprio sul fronte della difesa aerea, la scorsa settimana gli Stati membri hanno dato il via libera a una deroga che permetterà a Kiev di utilizzare parte dei fondi europei per acquistare prodotti statunitensi destinati ai sistemi Patriot. La decisione apre la strada a un esborso di 3,2 miliardi di euro, che si aggiungono agli 8,4 miliardi già erogati nell’ambito del prestito di sostegno all’Ucraina.
Infine, a rispondere alle domande sulle paure che i cittadini polacchi e del confine orientale possono nutrire è stato Gill. “Il lavoro che stiamo svolgendo a tutti i livelli mira a rassicurare i cittadini, in Polonia e altrove, sul fatto che stiamo adottando ogni misura possibile per rafforzare la capacità europea di affrontare tali minacce e di scongiurarle in futuro”, ha evidenziato. Ma Varsavia intanto valuta nuove misure di protezione. Il premier polacco, Donald Tusk, ha avvertito che gli attacchi russi “potrebbero intensificarsi nelle prossime settimane” e che l’escalation potrebbe coinvolgere anche la Polonia. Nel pomeriggio è intervenuto anche il presidente USA, Donald Trump. A margine dell’Irish Open, torneo in corso presso il suo golf club di Doonbeg, l’inquilino della Casa Bianca ha attaccato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, e la sua strategia di prendere di mira l’industria petrolifera e del gas russa. “Il problema che ho con l’Ucraina e la Russia è che una grande quantità di gasolio proviene dalla Russia. Ho chiesto a Zelensky di non colpire gli impianti di produzione del gasolio, le raffinerie”, ha affermato. Per Trump, Zelensky “deve smetterla di colpire la produzione di gasolio in Russia” anche perché “ci sono molti altri obiettivi”.

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