Bruxelles – Tanta sinistra, l’estrema destra che arretra, e un Paese diviso: la Svezia esce dalla urne con risultati che vedono un testa a testa tra le coalizioni di centro-destra e centro-sinistra, e lo scenario di maggioranze risicate nel nuovo Parlamento in via di composizione, incaricato poi di nominare il governo che potrebbe contare di maggioranze parlamentari di due-tre seggi. La Svezia va verso un rebus di governabilità dopo aver ottenuto comunque delle indicazioni: i nazionalisti euroscettici perdono il sostegno degli elettori.
Per i Democratici Svedesi si tratta della prima battuta di arresto dal 2010, anno in cui per la prima volta il partito è entrato in Parlamento. Da allora la formazione è sempre cresciuta in consensi e voti ad ogni tornata elettorale, e il voto rappresenta certamente un punto di svolta nella storia politica recedente del Paese scandinavo. Le elezioni premiano i Verdi (7,4 per cento, +2,3 per cento rispetto al 2022), il partito de laSinistra (8 per cento, +1,2 per cento), e anche i liberali del Partito di centro (7,5 per cento, +0,8 per cento), per miglioramenti che portano l’ago della bilancia politica a favore del centrosinistra.
La maggioranza uscente (Moderati, Cristiano-democratici ed euroscettici) risente dell’arretramento del Partito Democratico, solo in parte compensato dalle piccole crescite di Moderati e Cristiano-democratici (+0,5 per cento). Si dovrà attendere fino a mercoledì per avere lo spoglio completo di tutte le schede e, quindi, l’esito finale delle elezioni, ma risultati e proiezioni vedono il centro-sinistra (Socialdemocratici, Verdi, la Sinistra, Centro) in vantaggio di due-tre seggi. La leader dei socialdemocratici, Magdalena Andersson, già rivendica la vittoria e accende le consultazioni per la formazione di un nuovo governo: “Siamo pronti ad assumerci la responsabilità del risultato“, commenta a notte fonda.