Bruxelles – Lo stato dell’Unione europea, la situazione in corso a Ceuta, gli incendi di quest’estate, la protezione della democrazia europea da ingerenze esterne e minacce ibride e i minori online: sono alcuni dei temi sul tavolo della plenaria del Parlamento europeo che si aprirà lunedì 14 settembre a Strasburgo e durerà fino a giovedì 17. Alla sessione parteciperà anche il primo ministro del Canada, Mark Carney, che giovedì (17 settembre) terrà un discorso sulle relazioni UE-Canada in un contesto di crescenti tensioni geopolitiche. Oggi (11 settembre), durante il briefing con la stampa che anticipa la plenaria, la portavoce dei Socialisti, Utta Tuttlies, ha dichiarato che Carney “sta resistendo alle prepotenze di Trump e difendendo i propri cittadini” e che, per questo, da tempo il suo gruppo sta chiedendo “una cooperazione più forte” con il Paese nordamericano, “il rafforzamento dei partenariati dell’UE e il consolidamento dell’ordine internazionale basato sulle regole”.
Il fulcro della plenaria sarà mercoledì (16 settembre) quando la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, terrà il discorso sullo stato dell’Unione – il cosiddetto SOTEU (dall’inglese State of the Union). Un appuntamento annuale chiave in cui l’inquilina di Palazzo Berlaymont illustrerà le priorità politiche e legislative dell’anno a venire, seguito da un dibattito con i deputati. Il portavoce del Partito popolare europeo, Pedro Lòpez de Pablo, ha affermato che: “Se si considerano tutti gli eventi dell’estate, lo stato dell’Unione appare precario“, in quanto “la situazione è pessima”. Tra le cause, secondo de Pablo, figurano “l”invasione’ di Ceuta, la siccità, le ondate di calore e, ciliegina sulla torta, l’aumento dei tassi di interesse da parte delle banche centrali“.
Capitolo Ceuta. Martedì (15 settembre) i deputati discuteranno con i rappresentati della Commissione europea e della presidenza irlandese del Consiglio della situazione umanitaria e della sicurezza dell’exclave. Seguirà il voto giovedì (17 giovedì) ad una risoluzione dedicata al questo tema. Il portavoce dei Patrioti per l’Europa, Alonso de Mendoza Asensi, ha definito la situazione “un disastro totale”, in quanto “la città spagnola è ancora nel caos”. Asensi ha ricordato che la settimana scorsa von der Leyen ha visitato la Groenlandia “per difenderne la sovranità” e si è chiesto: “Quando verrà a Ceuta?“.
Sempre martedì l’Eurocamera discuterà e voterà le raccomandazioni volte a rafforzare la resilienza dell’Unione in merito alle ingerenze straniere e alle altre minacce “in un contesto globale sempre più ostile”. La relazione elaborata dalla Commissione speciale sullo scudo europeo per la democrazia (EUDS) – un organo temporaneo del Parlamento europeo istituito per proteggere i processi democratici dell’Unione – propone misure concrete per affrontare ingerenze malevole, attacchi ibridi e campagne di disinformazione. I deputati dovrebbero sostenere la creazione di un organismo centralizzato dell’UE incaricato di contrastare tali minacce, dotato di un mandato e di un bilancio chiari. Secondo il portavoce del gruppo dei Conservatori e riformisti, Michael Strauss, la proposta si spinge “troppo oltre”. Il suo gruppo ritiene che “che non esista una base giuridica chiara nei Trattati per tali misure” e che si rischia “un coinvolgimento problematico dell’UE nei processi elettorali degli Stati membri”. Durante un briefing con la stampa italiana tenutosi sempre oggi (11 settembre) l’eurodeputato dei Patrioti, Paolo Borchia, ha esortato a declinare il dibattito “in termini di soluzioni e non piantando delle bandierine o cercando di strumentalizzare il dibattito per fini elettorali”. In tutta Europa “i cittadini esprimono delle preferenze per dei movimenti che hanno delle posizioni contrarie a quelle di Bruxelles” e si risponde tirando in gioco “le ingerenze straniere”. Ciò, secondo Borchia, rappresenta “la mortificazione di quello che è l’espressione del volere popolare”. Non è dello stesso avviso la portavoce del gruppo Renew, Linda Aziz-Rohlje, la quale ha ribadito che “Paesi come Russia, Cina e Iran vogliono dividerci, spaventarci e indebolire il nostro sostegno all’Ucraina“. Finora, invece “la risposta dell’Europa è stata troppo lenta e troppo frammentata” ed è giunto il momento di “cambiare rotta” attraverso “un piano forte e unitario che preveda una maggiore tutela della nostra democrazia, regole chiare e conseguenze concrete per chi ci attacca”, ha evidenziato.
Riguardo alle minacce ibride, nello stesso giorno gli eurodeputati discuteranno – e voteranno mercoledì (16 settembre) – una serie proposte per rafforzare l’azione dell’UE nel contrasto alle minacce ibride provenienti principalmente dalla Russia. L’eurodeputato (S&D), Brando Benifei, ha invitato i suoi colleghi ad affrontarlo “con razionalità, ma anche con molta attenzione”, perché “si tratta del futuro e della sicurezza dei nostri cittadini”, ha spiegato.
Dopo un’estate segnata da temperature record e siccità in molti Stati membri, nonché da un gran numero di incendi che ha bruciato quasi 700.000 ettari di boschi, martedì, i deputati discuteranno con la Commissione e la Presidenza irlandese del Consiglio delle possibili azioni che l’UE può intraprendere per prevenire, prepararsi ad affrontare e rispondere agli eventi meteorologici estremi sempre più frequenti. La portavoce dei Verdi, Pia Kohorst, ha sottolineato che quest’anno si contano “35.000 decessi in eccesso legati al caldo” e che “anche i costi economici di queste ondate di calore stanno salendo alle stelle e continuano ad aumentare”. Per questo motivo, nel SOTEU il suo gruppo si aspetta che “la presidente della Commissione fornisca una risposta forte e unitaria” ed illustri “il suo piano d’azione per il clima”. Dalle file della Sinistra, è stato rammentato che, “sette anni fa, l’Europa ha lanciato il Green Deal per guidare la lotta al cambiamento climatico”, ma che oggi “emerge una palese impreparazione”. ll portavoce dei sovranisti, Vijay Monany, invece ha chiarito che con il suo gruppo condividerà “le emozioni suscitate dagli incendi boschivi verificatisi in Europa, ma rifiuteremo anche che tale emozione venga strumentalizzata per esacerbare e inasprire i toni”. Anche l’eurodeputato italiano del gruppo dei Riformisti e Conservatori europei (ECR), Ruggero Razza (FdI), ha criticato l’operato della Commissione, in particolare perchè aveva chiesto di “perseguire la strada di un partenariato industriale europeo per realizzare degli aerei che fossero utili contro gli incendi boschivi”, ma l’appello è rimasto inascoltato. L’eurodeputata della Sinistra, Valentina Palmisano (M5s), ha evidenziato che “l’Italia è uno dei Paesi più esposti ai rischi del cambiamento climatico, alle ondate di calore sempre più intense, siccità prolungate, alluvioni e incendi boschivi che distruggono interi territori”. Sarebbe dunque “indispensabile aumentare nel prossimo bilancio pluriennale i fondi destinati alla strategia europea di adattamento, così come sostenere le città e le comunità locali nell’affrontare gli impatti sempre più gravi del clima”, ha illustrato.
Infine, per quanto riguarda l’impatto dei social media sui minori, giovedì (17 settembre) i deputati dovrebbero chiedere alle piattaforme di vietare pratiche e di attenuare i design che creano dipendenza. L’eurodeputato dei Verdi, Ignazio Roberto Marino, ha raccontato che con il suo gruppo ha portato “uno studio sulla salute mentale dei giovani nei 27 Stati membri”. Dai risultati è emerso che il suicidio derivante da episodi di violenza online “è la prima causa di morte tra le teenager di sesso femminile”. Per questo motivo, “porteremo avanti una proposta parlamentare alla Commissione su come aiutare i nostri giovani”, ha annunciato.










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