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    Home » Ambiente » Popolari e socialisti invocano un piano industriale per aerei anti-incendio prodotti in Europa

    Popolari e socialisti invocano un piano industriale per aerei anti-incendio prodotti in Europa

    In un'Aula semi vuota, il Parlamento europeo vede la convergenza PPE-S&D per una strategia di competitività e sicurezza che possa arginare il problema delle estati roventi e mettere al riparo crescita ed economia

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    15 Settembre 2026
    in Ambiente
    Canadair in azione. Source: Imagoeconomica via Alberto Lo Bianco

    Canadair in azione. Source: Imagoeconomica via Alberto Lo Bianco

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    Bruxelles – L’Unione europea, intesa come l’insieme dei governi nazionali e delle istituzioni UE, dovrebbe ragionare ad una strategia industriale tutta nuova per produrre nell’UE i canadair, così da poter rispondere in modo deciso e sicuro agli incendi estivi e restare competitivi salvando ambiente ed economia. Il dibattito sull’estate rovente 2026 all’insegna di incendi e prolungata siccità vede l’Aula del Parlamento europeo mettere sul tavolo un’idea ulteriore per l’agenda a dodici stelle, con un tema visto come utile alla sicurezza e alla crescita.

    “Il meccanismo di protezione civile dovrebbe essere espanso, con materiale prodotto in Europa“,  sostiene Pascal Arimont (PPE), spiegando quella che ritiene una delle lezioni da dover imparare dall’estate che si chiude. Procedendo in questo modo “si potrà aumentare anche la nostra sicurezza” attraverso commesse che non si traducono in dipendenze rischiose. L’idea piace anche ai socialisti: “Serve un piano industriale per produrre canadair in Europe“, sottolinea Christofe Clergeau (S&D), per una convergenza politica tra popolari e socialisti, i due principali gruppi parlamentari, che suona da possibile mandato politico per la Commissione europea. 

    Dibattito nell’Aula del Parlamento europeo su incendi e siccità nell’estate 2026 [Strasburgo, 15 settembre 2026]
    È questo l’unico momento di rilievo in un dibattito che non rende onore alle vittime degli incendi, ai tanti vigili del fuoco impegnati a spegnere le fiamme e ai produttori agricoli colpiti dall’estate che è ormai nel dimenticatoio: l’Aula è semi-vuota, mostrandosi poco interessata al tema e alla sua discussione che finisce con il deragliare.

    L’europarlamentare della Lega, Silvia Sardone, interviene per attaccare il Green Deal e i socialisti che lo sostengono. Un discorso che le vale una carta blu e la critica di non aver mai citato mai l’argomento principale del dibattito. La vicepresidente del Parlamento europeo, Antonella Sberna (FdI), in uno scatto di orgoglio patriottico, ne approfitta per sottolineare come la solidarietà europea mostrata nella gestione degli incendi si collochi nel solco di Giuseppe Zamberletti, deputato, senatore e ministro della DC, padre della Protezione civile italiana.

    Emma Fourreau (La Sinistra) attacca frontalmente la Commissione europea e ‘il sistema’: “Commissaria Lahbib, quali lezioni ancora vi servono dopo le estati del 2023, 2024 e 2025? Siete liberali, siete capitalisti, siete al potere, e avete tratto le vostre conclusioni: continuare con le vostre politiche e andare avanti così”. Incalza su questo punto anche il Movimento 5 stelle (La Sinistra), con Valentina Palmisano che scandisce che “la Commissione von der Leyen e il governo Meloni lavorano insieme per indebolire, rinviare o cancellare tutti quei provvedimenti nati per contrastare la crisi climatica” e che questa “è una strategia miope che mette a rischio la sicurezza e il futuro dei cittadini” perché “la lotta ai cambiamenti climatici è una priorità sociale, economica e sanitaria”. Anche Cristina Guarda, eurodeputata di Alleanza Verdi Sinistra che siede nei banchi dei Verdi, mette in guardia dall’abbandonare la transizione: “Non esiste, scientificamente, azione di prevenzione più efficace di abbandonare i combustibili fossili. Non farlo significa essere esplicitamente colpevoli dei 35mila morti di caldo, degli sforzi di una vita travolti da acqua e fango, degli agricoltori in ginocchio senz’acqua, dei 700mila ettari andati a fuoco”, afferma in aula Guarda. “Questi fenomeni estremi, devastanti, non possiamo controllarli. Ma possiamo prenderci cura del nostro futuro pianificando e attuando immediatamente la transizione ecologica”, osserva ancora.

    Liberali e verdi attendono invece al varco la presidente della Commissione europea, e spostano l’attenzione al dibattito di domani (16 settembre) sul discorso sullo stato dell’Unione: “Von der Leyen dovrebbe mettere sul tavolo un piano contro i cambiamenti climatici, con risorse, richiedere un vertice dei leader, cosa che avrebbe già dovuto fare, e mettere una data precisa per la fine dei combustibili fossili”, attacca Lena Schilling (Verdi). “È importante che von der Leyen metta il tema nella sua agenda di ogni giorno”, incalza Gregory Allione (Renew Europe, RE).

    Dai banchi dei liberali inizia lo scontro con i gruppi di estrema destra: “Negare il cambiamento climatico non migliorerà il nostro futuro“, critica Gerben-Jan Gerbrandy (RE). In un’Aula semi vuota e improvvisamente litigiosa, Annalisa Corrado (S&D) prova a fare autocritica collettiva: “Nel corso di quest’anno sono andati in fumo 180 miliardi di euro, quanto l’1 per cento del nostro PIL. È colpa nostra, che non stiamo facendo abbastanza”. È l’occasione per Isabelle Le Callennec (PPE) per tornare a chiedere di “produrre in Europa” ciò che serve per lottare contro caldo e incendi e, in tal senso, evidenziare la rilevanza di “avere il giusto bilancio nel prossimo bilancio pluriennale” (MFF 2028-2034).

    “Produrre canadair in Europa è qualcosa di cui ho parlato”, ricorda la commissaria per la Gestione delle crisi, Hadja Lahbib, che però precisa: “Questa è una risposta a posteriori, e io voglio essere certa che ci sia una strategia di prevenzione”. È per questo che, annuncia, “presenteremo una strategia per la resilienza climatica in autunno”. Resta centrale la questione delle risorse: “Il prossimo bilancio pluriennale sarà di cruciale importanza per finanziare misure di prevenzione”, evidenzia Lahbib, che avverte: “Senza prevenzione i costi degli interventi aumenteranno. Conto nel sostegno di quest’aula”. Che però ha di fronte Stati membri pronti a tagli sostanziosi e generalizzati.

    Tags: bilancioincendimff 2028-2034parlamento europeosessione plenariaue

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