Bruxelles – Per l’Unione europea le cose iniziano a mettersi male: “Secondo le ultime stime della Commissione europea, prevediamo un rallentamento della crescita per il prossimo anno“. Il commissario per l’Economia, Valdis Dombrovskis, infrange l’ottimismo respirato fin qui sulla tenuta dell’eurozona e conferma che l’andamento generale ha invertito la rotta. Al termine dei lavori dell’Eurogruppo ricorda che “l‘Europa ha problemi di produttività”, ma la competitività a dodici stelle inizia a risentire inevitabilmente dell’aumento dei prezzi dell’energia, tema finito con rinnovata urgenza sul tavolo dei ministri.
Di fronte a questo deterioramento della situazione “gli Stati membri devono dare priorità a politiche di bilancio prudenti, rispettando gli obiettivi fissati nei piani a medio termine e attuando misure di sostegno energetico mirate e temporanee“, insiste Dombrovskis, aprendo lo scontro con il governo italiano, deciso a rispondere all’aumento dei prezzi dell’energia. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ne fa una questione prioritaria per il Paese e l’azione della maggioranza: “Ho fatto un intervento abbastanza netto e diretto rispetto alla realtà che stiamo vivendo oggi nell’economia in Europa e in Italia”, spiega il titolare del Tesoro. La sintesi, dettaglia, è che il nuovo caro energia è “un’autentica emergenza”, soprattutto per l’Italia, Paese manifatturiere dove l’industria inizia a essere in sofferenza.
Giorgetti se la prende anche con la Banca centrale europea e la scelta di aumentare i tassi di interesse, poiché con la stretta di politica monetaria “l’onere del debito ha cominciato a salire in modo preoccupante”. Certo, la scelta adottata Francoforte “può contribuire ma di per sé non risolve il problema”. L’auspicio è una deroga alla regole del patto di stabilità, e “credo che la Commissione sarà aperta a concederci questo spazio”, confida il ministro dell’Economia.
Se la Commissione esorta a tenere sotto controllo spesa e debito pubblici, intimando di non continuare con misure di risposta al caro-energia e innescando il confronto con l’Italia, lo stesso esecutivo comunitario invita a risposte coordinate contro il caro energia. “Costruire un’Europa più competitiva è una responsabilità condivisa”. Quindi, scandisce Dombrovskis, “dobbiamo tutti essere pronti ad assumercela, agendo insieme su tutti i fronti e a tutti i livelli”. Inclusi quello dell’energia. La Commissione, assicura, “è pronta a sostenere gli Stati” nella risposta all’aumento dei prezzi.
I ministri sono divisi sul da farsi. Germania e Austria chiedono tasse sugli extraprofitti delle compagnie energetiche. La Spagna sposa l’idea e chiede a Italia e Polonia di sostenerla. Frena la Francia: “Occorre tenere conto delle specificità nazionali“, tuona il ministro delle Finanze di Parigi, Roland Lescure, convinto che di fronte a un problema comune “le soluzioni sono diverse”. Attende la Commissione europea e le proposte che potranno arrivare, ma è attento a chiedere che siano “su misura”.
Di fronte ai Paesi divisi il presidente dell’Eurogruppo, Kyriakos Pierrakakis, non vede altra alternativa se non quella di “accelerare il nostro percorso verso una maggiore indipendenza energetica“. Vuol dire attuare l’agenda di sostenibilità e la transizione verde, senza indugi: “Gli sviluppi in Medio Oriente stanno nuovamente esercitando una pressione al rialzo sui prezzi del petrolio e del gas, con conseguenze dirette per i nostri cittadini e le nostre imprese”. Tradurre in realtà la green economy “oggi è più importante che mai. Ne va della nostra economia, della nostra competitività e della nostra sicurezza”.

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